Olimpiadi, "Bilancio ottimo". A pagare il prezzo gli impiantisti "ma è un investimento per il futuro". Ora le Paralimpiadi: "Tanti atleti da tifare e storie da vivere"
In val di Fiemme il bilancio è positivo dopo che si è abbassato il sipario sulle Olimpiadi. Ora è tempo di Paralimpiadi con Tesero protagonista: "Un appuntamento che può migliorare la consapevolezza del territorio con strutture sempre più accessibili e una sostenibilità migliore"

TRENTO. Il giorno dopo la chiusura ufficiale delle Olimpiadi il bilancio in Trentino è più che positivo. Non solo per il bottino di medaglie degli atleti di casa (Qui articolo). La macchina organizzativa ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza di un evento di altissimo livello. A pagare probabilmente il prezzo più alto gli impiantisti con cali - anche importanti - ma nella speranza che l'investimento nei Giochi a cinque cerchi possa portare dividendi in futuro più o meno immediato. Ora si tira il fiato, ma solo per poco perché è già tempo di pensare alle Paralimpiadi. Il biathlon e lo sci nordico è di scena a Tesero.
"Il bilancio è sicuramente positivo", commenta Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordic Ski. "I riscontri delle autorità internazionali e nazionali sportive e politiche sono rimaste impressionate. La risposta dei tifosi è stata ottima con più del 90% di presenze a Predazzo e oltre l'80% a Tesero. Le tante medaglie hanno sicuramente aiutato nell'alimentare l'entusiasmo".
Dalla gestione del rinvenimento della bomba nel parcheggio Moena Borre alla presenza della Coxiella burnetii, le potenziali criticità sono state risolte tempestivamente e velocemente (Qui articolo). Nessun problema anche sul fronte della mobilità, tra le preoccupazioni della vigilia. "Eravamo piuttosto tranquilli ma sono sinceramente rimasto sorpreso in positivo sulla viabilità", evidenzia il presidente del Comitato Nordic Ski. "Tante le persone che sono arrivate in treno e che hanno utilizzato il servizio pubblico: tutto ha funzionato perfettamente, anche durante le nevicate".
Ci si lasciano anche alle spalle immagini da cartolina. "Un paesaggio bellissimo", aggiunge De Godenz. "Le gare si sono svolte in modo puntuale senza rinvii, nessun infortunio grave e qualche medaglia azzurra da festeggiare sul territorio".
Il Trentino può vantare esperienze e competenze nell'organizzazione e nella gestione di grandissimi eventi tra eventi di coppa del mondo e manifestazioni internazionali. Le Olimpiadi però rappresentano un livello superiore, in particolare l'edizione diffusa di Milano-Cortina con un costante raccordo con Veneto e Lombardia.
"E' chiaro che sono state affrontate diverse incognite di un evento diffuso, complesso e particolarmente strutturato. I numeri degli ascolti sono ottimi, così come le presenze e l'immagine che è uscita del nostro territorio", dice Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra. "Davvero molto bene anche dal punto di vista organizzativo e delle gare. E' stata una scommessa vinta a pieni voti con le immagini del cane che ha tagliato il traguardo che hanno regalato anche un momento di normalità e leggerezza" (Qui articolo).
Le tensioni iniziali tra "zone rosse", aree blindate e una massiccia presenza di forze dell'ordine si sarebbero poi ridimensionate. "Sono situazioni che possono creare qualche preoccupazione perché non si è abituati", spiega Gilmozzi. "La gestione però è stata attenta e intelligente per ridurre al minimo le criticità".
I numeri delle Olimpiadi in Trentino? Diciannove gare tra sci nordico, salto con gli sci e combinata nordica. Sono stati 640 gli atleti ospitati sul territorio provinciale. Gli operatori di Protezione civile impegnati a supporto sono stati 1.600 e, ogni giorno, all'interno dell'ex maneggio di Predazzo, sono stati preparati tra i 900 e i 1.100 pasti caldi per i volontari e gli addetti ai lavori. Novanta sono stati i battitori impegnati sulla pista d'atterraggio del salto con gli sci a Predazzo e 950 sono state le persone trasportate ogni giorni da Trentino Trasporti, che ha messo in campo venti nuovi autobus elettrici e dieci a metano. A questi si sono aggiunti 15 autobus di una ditta privata per il collegamento tra la val di Fiemme e la stazione ferroviaria di Ora, 35 navette per trasportare gli spettatori dai siti di gara ai parcheggi e dieci autobus quale potenziamento del normale servizio di linea.
"Un valore aggiunto - ancora Gilmozzi - sono stati i volontari perché dietro le quinte c'è un mondo di lavoro per ospitare e per organizzare qualunque manifestazione".
Soddisfazione insomma per il sistema turismo. "Un risultato positivo dal punto di vista logistico e organizzativo, oltre alle grandi performance sportive", spiega Davide Cardella, direttore di Asat. "La medaglia d'oro va sicuramente ai volontari, fiore all'occhiello delle Olimpiadi. E' ancora presto per i dati sull'occupazione ma le performance delle strutture ricettive sono buone anche sul fronte della redditività". Ci potrebbe essere stato qualche calo ma si guarda alla prospettiva. "E' stata una vetrina internazionale che ci ha permesso di raggiungere tutti i mercati: questo è un punto di partenza".
Flessione invece sulle piste da sci. "I dati definitivi confermano le proiezioni della prima settimana: registriamo una flessione del -42%", le parole di Francesca Misconel, responsabile dell'ufficio marketing dell'Alpe Cermis. "Il calo è riconducibile principalmente all'alto tasso di occupazione alberghiera da parte di staff e delegazioni olimpiche, che ha di fatto limitato la disponibilità per il turismo tradizionale durante il periodo di Carnevale. A questo si è aggiunto il 'fattore traffico', che ha spaventato anche parte dell'utenza locale. Lato traffico il Cermis non ha mai avuto problemi, è sempre stato facilmente raggiungibile e i parcheggi sempre accessibili".
La comunicazione ha potuto fino a un certo punto ma si stringe i denti e anche in questo caso si pensa al quadro generale. "La nostra strategia di comunicazione ha puntato tutto sulla qualità dell'esperienza: abbiamo invitato gli sciatori a godersi piste impeccabili e scarso affollamento nel cuore di febbraio", aggiunge Misconel. "Chi ha saputo cogliere l'occasione ha trovato condizioni ottimali. Guardiamo a questo evento come a un investimento a lungo termine: siamo speranzosi che la visibilità globale ottenuta da Milano-Cortina 2026 porterà la Val di Fiemme nel mirino di nuovi flussi turistici per le stagioni future. Almeno così speriamo".
Una dinamica per certi aspetti messa in preventivo. "E' andato tutto secondo le previsioni e ci sono stati i numeri attesi", dice Gilmozzi. "Abbiamo seminato e dobbiamo essere bravi a raccogliere i risultati".
Ora è tempo di voltare pagina. E' tempo di Paralimpiadi con Tesero designata come campo di gara per il biathlon e per lo sci nordico in programma dal 6 al 15 marzo. Appuntamento non meno sfidante che rappresenta un acceleratore di politiche pubbliche orientate all’accessibilità universale.
"E' una prosecuzione importante, anche sportiva", evidenzia De Godenz. "Esclusa la coppa del mondo come test event è la prima volta che organizziamo un appuntamento di questo tipo e di così alto livello. Le Paralimpiadi trasmettono messaggi importanti e siamo pronti. Un evento che si inserisce nel solco di un progetto più ampio che punta a riportare le tappe di coppa del mondo e le Olimpiadi giovanili del 2028".
Il Trentino arriva già pronto perché negli anni la Provincia e gli attori del sistema hanno sviluppato un insieme coordinato di interventi che spaziano dalla formazione alla mobilità, dall'accessibilità alla comunicazione inclusiva, con l’obiettivo di rendere il territorio sempre più fruibile da parte di persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive da "Trentino per tutti" a "Marchio Open". Un percorso insomma avviato.
"Un evento che non è in secondo piano, atlete e atleti veri con storie da raccontare. Inoltre abbiamo diversi atleti da tifare. Un appuntamento che può migliorare la consapevolezza del territorio: la normalità è di essere accessibili e accoglienti in generale, il turismo è saper guardare avanti e adeguare i servizi sempre di più", continua Gilmozzi mentre Cardella conclude: "Le strutture sono adeguate dal punto di vista normativo ma si può compiere un ulteriore salto per un'accoglienza a 360 gradi, ancora più sostenibile".

















