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Trento
15 febbraio | 06:00

Olimpiadi, cali tra il 10% e il 40% sulle piste: "Una settimana non facile", gli impiantisti: "Speriamo in un recupero: grande visibilità e i francesi vogliono copiare il nostro modello"

Sciatori in calo sulle piste nelle zone delle Olimpiadi, gli effetti poi si ripercuotono lungo buona parte della filiera tra noleggi e maestri di sci. Si parla di un -10% in media in val di Fassa e nel Primiero, picchi di -40% sull'Alpe Cermis. Gli impiantisti: "La clientela chiaramente è diversa. Anche il turista di prossimità potrebbe aver scelto altre destinazioni per il timore di caos o traffico. A incidere poi anche un meteo non proprio favorevole"

TRENTO. Nella cornice di festa, qualcosa si paga. Un pegno nell'ospitare le Olimpiadi. A pagare il prezzo in questo momento sono gli impiantisti e, in particolare, quei comprensori che si trovano nell'ambito delle venue di gara. Sciatori in calo sulle piste, le ripercussioni poi si riverberano lungo buona parte della filiera: se le strutture ricettive non lavorano a pieno regime in alcuni casi ma possono contare sul giro di atleti, staff, forze dell'ordine e così non è per i noleggi, i maestri di sci e i locali delle stazioni sciistiche.

 

"La sensazione è che ci sia una flessione generale sulle Dolomiti in generale perché sono associate ai Giochi senza una grande distinzione", commenta Valeria Ghezzi, presidente di Anefdi Funivie Seggiovie San Martino e di Fianet (l'associazione a livello europeo). "Non è stata una settimana facile perché la clientela chiaramente è diversa e non viene sulle piste. Anche il turista di prossimità potrebbe aver scelto altre destinazioni per il timore di caos o traffico. A incidere poi anche un meteo non proprio e non sempre favorevole. Queste combinazioni dettano un calo sulle piste, speriamo che si possa recuperare nel resto della stagione".

 

Insomma, il personale nelle destinazioni olimpiche naturalmente lavora e non va in pista, qualcuno potrebbe aver spostato il periodo di vacanza oppure scelto altre località meno affollate, con meno traffico e con prezzi più abbordabili (Qui articolo). Gli impiantisti prima dell'avvio dei Giochi avevano posto il tema al governo per valutare un eventuale ristoro (Qui articolo). E' arrivato un niet.

 

"Ci sono stati investimenti in infrastrutture e le Olimpiadi garantiscono un'enorme visibilità, i benefici arriveranno successivamente", aggiunge Ghezzi. "Sicuramente l'immagine è estremamente positiva a oggi, tanto che i francesi si sono complimentati e guardano al modello italiano per la prossima edizione dei Giochi invernali (quella del 2030 sulle Alpi francesi). A ogni modo a marzo si potrà effettuare una valutazione più approfondita per poter eventualmente valutare le mosse migliori".

 

L'organizzazione sembra procedere senza intoppi (Qui il nostro racconto) con qualche contrattempo, come un parcheggio chiuso perché "fangoso" (Qui articolo) e un altro temporaneamente blindato per far brillare una granata della seconda guerra mondiale (Qui articolo). Un calo che sembra più marcato in val di Fiemme ma che si estende in misura minore anche in val di Fassa e nel Primiero.

 

"Non è sicuramente un febbraio che ci si potrebbe aspettare, c'è una flessione vicino alla doppia cifra", prosegue Ghezzi, mentre Fausto Lorenz, presidente dell'Azienda per il turismo val di Fassa, continua: "Siamo vicini a un calo medio del 10% per i comprensori sciistici che sono aperti e operativi. Questa settimana c'è stata fatica, però le previsioni per i prossimi giorni sono già migliori e la situazione si dovrebbe poi sbloccare ulteriormente fino a marzo: i numeri sono positivi e incoraggianti".

 

Si tiene duro nell'affrontare un mese generalmente molto forte e di alta stagione che porta soddisfazione agli operatori. "I numeri non sono i soliti", dice Francesca Misconel, responsabile dell'ufficio marketing dell'Alpe Cermis. "L'occupazione alberghiera è buona ma è un afflusso diverso e che non viene per sciare. In questo periodo mancano i clienti dall'estero ma anche quelli dall'Italia con l'avvicinarsi del Carnevale".

 

Non è stata sufficiente una comunicazione orientata a ricordare che sì ci sono le Olimpiadi ma che le piste sono aperte. "Le temperature sono ideali, i tracciati sono perfetti e siamo operativi. Sono stati messi in campo tutti gli sforzi possibili. La raggiungibilità è ottima e non mancano i parcheggi, tuttavia abbiamo raggiunto anche un -40% di picco in alcune giornate solitamente ideali per afflussi e presenze".

 

L'associazione albergatori, nelle scorse settimane, ha evidenziato che il boom è atteso a evento terminato un po' come avvenuto per Parigi con le Olimpiadi estive (Qui articolo). E la speranza è un po' questa anche per alcuni attori del sistema. "Le Olimpiadi sono sicuramente un'opportunità unica, il Trentino e la val di Fiemme escono con un'immagine rafforzata. Oggi si resiste perché è un investimento per il futuro", conclude Misconel.

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