Le bici d'estate come lo sci d'inverno? "Stagione più lunga. La democratizzazione passa da piste blu e rosse". E in Trentino si lavora a un centro federale
Sono partite 20 anni fa quasi in sordina e hanno preso strade leggermente diverse ma i risultati ripagano la "costanza, la coerenza e gli investimenti". Paganella e val di Sole puntano sempre di più sulla bike, anche in prospettiva Supermondiale 2031

TRENTO. Il turismo invernale è ancora centrale ma quello estivo è stabilmente in crescita e un modo per affrontare la transizione si chiama mountain bike, un traino soprattutto per alcune destinazioni che si sono mosse molto prima di altre in questa direzione. Una pratica che difficilmente - almeno nel breve periodo - può sostituire lo sci ma che può avere dinamiche simili.
Un dato è che la pausa tra l'inverno e l'estate, almeno in Paganella, in val di Sole in val di Fassa, è sempre più breve. Si parte in primavera e ci si inoltra fino a novembre. Anche in Alto Adige e in Austria - per restare vicini - si punta sempre di più sulle discipline delle due ruote.
"Quest'anno ci si è fermati 10 giorni tra la fine della stagione invernale e l'inizio di quella estiva", dice Luca D'Angelo, direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "Il meteo è stato favorevole e questo ha permesso di lavorare molto bene ai bike park in primavera e in autunno tanto che abbiamo registrato numeri record al bike opening con più di 1.300 pass al giorno per tutto il week end. L'estate invece si è confermata in linea con gli altri anni ma sono mesi in cui non c'è la necessità di aumentare i numeri per mantenere un equilibrio tra i vari segmenti".
Numeri consolidati ma c'è ancora moltissimo margine. "Il mercato Italia è attualmente dominante ma aumentano anche i clienti da Germania, Austria e Svizzera", aggiunge il direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "Si affacciano anche nazionalità che conosciamo più d'inverno come Repubblica Ceca e Polonia. E' interessante che gli arrivi sono individuali e non intermediati, questo rappresenta un vantaggio competitivo molto interessante". C'è spazio per internazionalizzare e l'outdoor rientra tra i modi per destagionalizzare. "Sicuramente è più semplice differenziare e diversificare durante la stagione estiva ma è più complessa la gestione delle tante iniziative e possibilità sul territorio: la ricerca di un bilanciamento tra tutte le necessità, compresa quella dei residenti".
La Paganella è tra i punti di riferimento per la mountain bike in Trentino ma questo risultato non è casuale. L'investimento parte da lontano, quasi agli albori di questo settore.
"Si è pensato fuori dagli schemi", prosegue D'angelo. "La destinazione è partita nel 2008 su intuizione di Ezio Cattani che si è accordato in forma privata con il Comune di Fai e la società impianti. Si è sostanzialmente pagato i tracciati e gli incassi sono serviti per coprire le spese. Il salto in avanti c'è stato nel 2015 quando c'è stata una revisione della strategia perché questo segmento è una chiave di sviluppo: la gestione è stata presa come Apt e abbiamo realizzato un masterplan per costruire una road map puntuale con l'allargamento dei trail e dell'offerta bike più strutturata anche nelle zone di Andalo e di Molveno. Oggi c'è una proposta di alta qualità che coinvolge i rifugi, le malghe, il soccorso alpino, i patrol e le società impianti con ben 9 seggiovie attive in tutto il periodo. Inoltre rientriamo nell'iniziativa Gravity park che coinvolge 30 bike park nella Alpi".
Facile dire bike, un po' meno imporsi e sgomitare in un settore comunque agguerrito. Un prodotto che sembra entrato nella sua fase matura ma non è sufficiente aprirsi al mondo bike per emergere sul mercato. E la proposta deve essere calibrata e adattata alla destinazione, così come alla visione e alla caratterizzazione che si vuole trasmettere verso il cliente.
"Ci vogliono costanza, coerenza e investimenti". La Paganella si è orientata per esempio fin da subito sulla community, sui festival e sui piccoli eventi più che sulle gare di portata iridata. Leggermente diversi invece i discorsi in val di Fassa, che strizza l'occhio soprattutto all'Enduro, e in val di Sole, destinazione legata a doppio filo ai grandissimi appuntamenti, sede di manifestazioni mondiali e territorio selezionato per ospitare le gare di downhill e cross country del Super mondiale di ciclismo 2031.
"Il nostro percorso è stato fin da subito strettamente legato all'organizzazione nel 2008 del campionato mondiale, iniziativa replicata nel 2016 e nel 2021. Un evento molto atteso e una vetrina importante che ritorna nel 2026 mentre ogni anno c'è una tappa di coppa del mondo", commenta Fabio Sacco, direttore dell'Azienda per il turismo val di Sole. "In questo contesto Daolasa si è distinta nel downhill e più recentemente anche nel cross country".
La visione è quella di posizionare la val di Sole come terra di ciclismo di altissimo livello. Archiviata l'epoca pionieristica, la mossa ha funzionato e la destinazione è riconosciuta per la qualità - e la difficoltà - dei tracciati, teatro delle kermesse iridate. Però non ci si accontenta e sono attesi importanti investimenti per accogliere un bacino potenziale di amatori e appassionati delle ruote grasse.
"Oggi il bike park propone quattro percorsi di medio-alto livello", continua il direttore dell'Azienda per il turismo val di Sole. "Lavoriamo concretamente per colmare l'attrattività della destinazione con tracciati facili e intermedi, il 70% circa del pubblico".
Come? "Ci sono due progetti in particolare che coinvolgono Funivie Folgarida Marilleva, i Comuni e le Asuc", "Recentemente è stata firmata dal convenzione tra Comune di Folgarida e Grandi Eventi val di Sole per realizzare le opere e trovare la gestione dell'area sul Monte Spolverino", evidenzia Sacco. "C'è un masterplan per sviluppare la zona di Marilleva mentre a Commezzadura è previsto un Centro federale. A passo del Tonale si punta sulle famiglie e poi c'è la rete delle ciclabili tra Pejo, Rabbi e Vermiglio che rappresenta un primo avvicinamento alla bike. In questo ecosistema ci avviliamo di un leader del settore come Scott attraverso una partnership pluriennale".
L'ambizione è di un mondo bike più simile alla proposta invernale e si lavora in quest'ottica. "I numeri sono stati e non sono in espansione, tuttavia questo ecosistema presenta ancora notevoli sviluppi. La democratizzazione dello sci è arrivata in particolare con le piste blu e rosse, cerchiamo di portare questo schema e la solida esperienza nel mondo neve in quello della mountain bike. E nessuna concorrenza interna quanto l'opportunità con Trentino Marketing di proporre un territorio adatto a questo comparto nelle sue varie sfumature", conclude Sacco.

















