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Trento
15 marzo | 06:00

"Per Legambiente sarebbe stato meglio un altro inverno con la piste chiuse in Panarotta?", gli impiantisti: "Lavoriamo per trasformare la crisi climatica in opportunità"

La presidente di Anef Valeria Ghezzi a il Dolomiti sulla pubblicazione del report di Legambiente: "Il cambiamento climatico è un fattore che teniamo in debita considerazione e siamo attivi per diversificare e per evitare i rischi di una monocoltura". L'assessore Roberto Failoni difende il supporto a Bolbeno e Panarotta: "Un successo, non di certo un fallimento"

TRENTO. "La montagna non è solo relitti di impianti non più in funzione oppure aziende che operano senza tenere in considerazione gli effetti del cambiamento climatico". A dirlo a il Dolomiti è Valeria Ghezzi, presidente di Anefdi Funivie Seggiovie San Martino e di Fianet (l'associazione a livello europeo). "Già prima che questi report venissero pubblicati, le società impiantistiche hanno iniziato un processo di transizione e di adattamento per trasformare una crisi in opportunità".

 

A stretto giro dalla pubblicazione del report NeveDiversa, gli impiantisti sono intervenuti per ribattere che Legambiente "continua a raccontare solo metà della realtà di montagna".

 

Il report di Legambiente parla, tra le altre cose, di 273 impianti dismessi106 chiusi temporaneamente98 operativi a singhiozzomentre 231 sopravvivono per "accanimento terapeutico". Gli altri impianti invece mantengono l’attività grazie a bacini artificiali e cannoni. Purtroppo, i riusi e gli smantellamenti restano casi sporadici: solo 37 quelli finora conteggiati (Qui articolo).

 

"Una lettura del turismo invernale che tende a rappresentare gli impianti di risalita quasi esclusivamente come un problema ambientale e come un costo pubblico", il commento di Massimo Fossati, vice presidente dell'associazione nazionale esercenti funiviari. "E' una narrazione che rischia però di risultare fortemente parziale, perché trascura un elemento fondamentalenelle aree alpine e prealpine il turismo legato alla neve non è soltanto un’attività sportivama una vera infrastruttura economica territoriale".

 

Anefcon il supporto dello studio affidato a Pwc Italia, snocciola qualche numero: ogni milione di ricavi turistici dei gestori di impianti genera oltre 5 milioni di spesa turistica, circa 8 milioni di giro d’affari e più di 68 Ula (occupati diretti e indiretti) a livello locale; il totale degli investimenti per la realizzazione o il rinnovo delle infrastrutture (impianti, innevamento, macchinari, fabbricati) tra Lombardia, Valle d'Aosta, Veneto, Trentino e Alto Adige è stato di 291 milioni di euro, il 94% del totale nazionale; per ogni giornata sugli impianti di risalita, il gettito locale fiscale medio per primo ingresso è di 15,5 euro e nel sistema montagna operano 552 mila unità locali delle imprese e 1,8 milioni di addetti (Qui articolo).

 

L'associazione nazionale esercenti funiviari si avvia a chiudere un'altra stagione positiva, pur con un rallentamento in quelle destinazione che hanno ospitato le Olimpiadi Milano Cortina (Qui articolo). "La sensazione è che l'inverno sia andato bene con qualche difficoltà sulle Alpi Orientali per i Giochi a cinque cerchi", aggiunge Ghezzi. "Una dinamica un po’ prevista e legata a questo evento specifico, che tuttavia rappresenta un investimento per il futuro tra visibilità internazionale, infrastrutture e servizi. L'immagine dell'Italia e delle Dolomiti è uscita inoltre rafforzata e siamo fiduciosi di raccogliere risultati importanti negli anni".

 

In Trentino gli esempi di impianti che sopravvivono per "accanimento terapeutico" Bolbeno (ormai da anni), destinazione a misura di bambini, e Panarotta, località ripartita dopo tre anni di black out. I risultati? Ottimi in val Giudicarie e in Valsugana (Qui articolo). Stazioni sciistiche difese dalla presidente della presidente di Anef.

 

"Il Centro di Bolbeno è una palestra a cielo aperto su misura per famiglie e ragazzi molto efficace. Una stazione piccola ma che mantiene il territorio vivo e vivace", prosegue Ghezzi. "La Panarotta invece ha trovato la forza di ripartire e di ritornare sul mercato con un gruppo di imprenditori che si è messo in gioco in un settore non semplice. Sarebbe stato meglio un altro inverno chiuso?".

 

Supporti, sostegni e accompagnamento difesi anche dalla Provincia. "Quest’anno Bolbeno ha ospitato 2000 bambini dalle scuole di quasi 60 Comuni (bacino di 160.000 abitanti), è stata aperta dall’Immacolata al week end scorso grazie a un microclima che è una vera macchina del freddo. Con la seggiovia nuova, la comodità e l’impianto di illuminazione sta diventando un punto di riferimento anche per i turisti", evidenzia l'assessore Roberto Failoni. "La Panarotta è stata chiusa gli ultimi anni solo per problemi societari. Con la nuova società Lagorai 2002 già quest’inverno si è potuto aprire con tanta neve naturale, dando risposte concrete alle famiglie della Valsugana e non solo. Un successo, non di certo un fallimento. Alle polemiche strumentali di alcuni il Trentino risponde con ottimismo e concretezza. Continueremo a investire su queste palestre a cielo aperto per lo sport dei nostri ragazzi e sullo sci che è e rimane il prodotto turistico principale dell’inverno".

 

E' questa una critica che viene mossa ai contenuti del report NeveDiversa. Non si terrebbe sufficientemente conto del peso economico (indotto diretto e indiretto) e sociale della presenza degli impianti. La produzione di valore non è solo la vendita di skipass, per Anef, ma c'è tutta una filiera che coinvolge alberghi, rifugi, ristoranti, scuole di sci, noleggi, trasporti locali, commercio e servizi turistici. 

 

"Il cambiamento climatico è un fattore che teniamo in debita considerazione e non si tratta solo che non nevica più oppure che le precipitazioni si sono spostate", evidenzia Ghezzi. "Già da anni abbiamo iniziato a diversificare l'offerta e sviluppare altri prodotti per un'occupazione più lunga e stabile dei dipendenti, ma anche per assicurare un servizio più certo agli altri attori della filiera. Si punta a rafforzare l'estate, che presenta opportunità importanti, ma anche a destagionalizzare perché è fondamentale anche per noi evitare i rischi dettati da una monocoltura"

 

E' chiaro che le difficoltà e le incertezze non mancano per un'industria ancora strategica per il territorio, inoltre è evidente la neve a certe quote non è più garantita e per questo il sistema appoggia sull'innevamento artificiale. Ma per gli impiantisti c'è di più oltre al bilancio societario, che pure deve tornare. E ancora oggi, pur con l'estate in crescita e che presenta ampio spazio di marginalità, l'asset e core business resta l'inverno per grande, grandissimo, distacco. Ma le società impianti ormai sono orientate a recitare un ruolo quasi da multiutility.

 

"C'è stata un'evoluzione di mentalità, anche a livello imprenditoriale, con una crescita netta dal punto di vista professionale. Oggi le società impianti sono profondamente diverse, compreso nell'approccio, rispetto a 10 anni fa. Ci sono tante iniziative da poter sviluppare tra bike park, sentieri e altre opportunità adatte al territorio. Ci vuole però tempo e pazienza per costruire e migliorare un settore, senza paura di guardare anche altri modelli come l'Austria per la mountain bike. Una transizione tuttavia non può avvenire troppo repentinamente, ci si deve adattare gradualmente, altrimenti sono più i danni dei benefici", conclude Ghezzi.

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