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| 14 set 2022 | 11:31

''Finalmente un po' di neve a placare questa estate pesantissima'', il Vedretta Rossa 'respira'. Mercalli: ''Sul Ciardoney tra il 15 e il 27 luglio temperature mai scese sotto i 9 °C''

Si sta chiudendo quella che passerà alla storia come una delle estati più calde e siccitose da quando esistono le rivelazioni. I ghiacciai hanno sofferto terribilmente questi tre mesi pesantissimi. ''L'eccezionalità dell'episodio del 2022 primeggia in molti casi rispetto a quello del 2003, come ad Aosta, al Gran San Bernardo, a Torino, Moncalieri, Bolzano e Rovereto'' 

Finalmente un po' di neve a placare questa estate pesantissima'', il Vedretta Rossa 'respira'
di Redazione

PEJO. ''Finalmente un po' di neve a placare questa estate pesantissima''. Così la Commissione Glaciologica della Sat dopo la nevicata in alta quota che c'è stata nello scorso weekend ha commentato la foto della Vedretta Rossa . Dopo l'estate più calda e siccitosa di sempre il meteo sembra pronto a cambiare con l'abbassamento delle temperature e qualche pioggia in più di quanto eravamo abituati a vedere negli scorsi mesi. E tra sabato e domenica è tornata anche la neve che è caduta un po' ovunque a quote alte sopra i 2.500 metri ma in varie parti del Trentino. Sullo Stelvio fortunatamente non si sono creati problemi alla viabilità. Numerosi motociclisti hanno comunque affrontando la famosa strada con i suoi 48 tornanti che portano a 2.757 metri di quota e sui social è stato un fiorire di immagini della strada innevata. Tra passo Resia e la val Senales i fiocchi sono caduti intorno ai 3.000 metri di quota.

 

Un anticipo di inverno che il metrologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin, all'Ansa, spiegava non essere un evento eccezionale, potendosi verificare addirittura anche ad agosto. Quel che è certo è che queste prime spolverate di neve sono importantissime per i primi accumuli di acqua in quota e per la salute dei ghiacciai che stanno terminando una delle peggiori estati, per il loro stato di saluto, di cui si abbia memoria. Qualche giorno fa Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana e direttore della rivista Nimbus, scriveva con Daniele Cat Berro su Nimbus che ''dai dati emerge, con una certa omogeneità tra una regione e l'altra del Nord Italia, come l'estate sia risultata per lo più seconda tra le più calde nelle serie storiche ultrasecolari dopo il caso epocale del 2003 riferendosi al canonico trimestre giugno-agosto, ma con un distacco modesto e quasi sempre inferiore a 0,5 °C''.

''Considerando il quadrimestre maggio-agosto, che permette di rappresentare in maniera ancora più efficace il connubio tra intensità e durata del caldo estivo, insorto precocemente proprio alla metà di maggio, l'eccezionalità dell'episodio del 2022 primeggia in molti casi rispetto a quello del 2003, come ad Aosta, al Gran San Bernardo, a Torino, Moncalieri, Bolzano e Rovereto. Altrove rimane in seconda posizione talora per appena 0,1-0,2 °C (Oropa, Pontremoli), confermando distacchi più marcati invece dall'Emilia alle Marche (1,2 °C inferiore a Piacenza)''.

 

E sullo stato delle montagne? ''Prosegue tuttora il lungo periodo senza gelo in alta montagna, per lo meno a quote inferiori a 3000 metri - scriveva l'8 settembre Mercalli -. La stazione meteorologica SMI alla fronte del Ghiacciaio Ciardoney (2850 m, Gran Paradiso) da 89 giorni attende di rivedere una pur flebile gelata notturna (ultimo episodio i -1,2 °C del 10 giugno 2022), e per due settimane, dal 14 al 27 luglio, le temperature minime non sono mai scese sotto i 9 °C, giorno e notte. Nella pur breve serie storica della stazione (2010-2022) non si era mai registrato un periodo senza gelo così lungo. Inoltre lì non si vede nevicare in maniera apprezzabile perfino dal 6 maggio 2022, mentre di solito alcune imbiancate - per quanto effimere - a quelle quote prossime a 3000 metri si verificano di solito anche nel cuore dell'estate, e contribuiscono a rallentare la perdita di ghiaccio che invece quest'anno è proseguita senza posa fino ad asportare probabilmente 4 metri e più di spessore glaciale, ma avremo modo di verificarlo con precisione tra pochi di giorni durante la campagna di misure di fine stagione. Modeste spruzzate di neve sono avvenute solo a quote superiori (ad esempio dai 3000 m il 18-19 agosto sulle Alpi Graie), o localmente più in basso sulle Alpi orientali (il 13 agosto ai 2752 m del Rifugio Lagazuoi, Dolomiti)''.

 

E ora si può registrare anche quella dello scorso weekend con la speranza che l'autunno e l'inverno invertano il trend di siccità visto questa estate per la salvezza delle montagne ma anche delle attività umane a valle che mai come quest'anno abbiamo capito essere interdipendenti dalle prime in maniera quasi simbiotica. 

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