Contenuto sponsorizzato
Belluno
03 settembre | 19:30

Torna la 'stagione dei funghi', il soccorso alpino: “Ogni anno più numerosi gli incidenti, ecco gli accorgimenti per non mettersi nei guai”

Mentre l'estate si avvia verso la conclusione, con le piogge che hanno bagnato i boschi dopo mesi di siccità sta tornando in queste settimane la 'stagione dei funghi': ecco i consigli degli esperti del soccorso alpino veneto “per cercare di non metterci nei guai”

Torna la 'stagione dei funghi', il soccorso alpino: “Ogni anno più numerosi gli incidenti

BELLUNO. Con le piogge che dopo mesi di siccità hanno bagnato i boschi, torna sulle montagne la 'stagione dei funghi': ecco i consigli degli esperti del soccorso alpino veneto per evitare di “mettersi nei guai” durante un'uscita in quota. “Ogni anno – spiegano infatti i soccorritori – sono sempre più numerosi gli incidenti che, soprattutto per perdita di orientamento e scivolate, coinvolgono i fungaioli”.

 

Innanzitutto, visto che si va a funghi dopo la pioggia, quando prati e sottobosco sono bagnati e scivolosi: “E' buona norma – dicono gli operatori – usare calzature idonee e non stivali di gomma. Meglio inoltre indossare abbigliamento con colori sgargianti che, in caso di bisogno, sono più facilmente individuabili tra la vegetazione”.

 

Importante poi anche cercare di muoversi sempre in compagnia e non perdersi di vista: “In ogni caso – continuano i soccorritori – è importante far sempre sapere la destinazione, se si cambia meta e quando si rientra. In molti luoghi infatti non c'è copertura telefonica e non si può fare totale affidamento sul cellulare. Una torcia o una pila frontale sono comode in caso di ritardo e per segnalare la propria presenza, come un fischietto”.

 

Da ricordare poi che è necessario “essere dotati dei permessi previsti per legge”, informandosi quindi sulle varie discipline a livello regionale. “Attenzione all'orientamento – spiegano poi dal soccorso alpino veneto – dopo essere partiti da un sentiero o da una strada bianca è facile perdersi per seguire il richiamo della zona fortunata, del posto che 'conosciamo solo noi'. È importante non perdere d'occhio i punti di riferimento e cercare di ricordare il tragitto dell'andata, pronti a tornare sui propri passi”.

 

Vista poi la diffusione delle zecche, che possono essere veicolo di gravi patologie come la Tbe o la malattia di Lyme, è bene controllarsi attentamente una volta tornati a casa. “In caso di bisogno – concludono gli esperti – bisogna contattare il 118 e seguire le indicazioni che vengono fornite. Se richiesto, è fondamentale evitare di muoversi dal posto in cui ci si trova, si potrebbe perdere il segnale, mettersi in situazioni di pericolo o rendere difficile la ricerca delle squadre. Raccogliere infine sono i funghi che si conoscono benissimo, alcuni possono essere molto pericolosi”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 17:19
E' successo lungo la strada provinciale 90 a Nogaredo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso gli accertamenti. L'uomo è stato [...]
Sport
| 15 settembre | 16:39
Dopo il ritiro dal biathlon, Dorothea Wierer non smette con lo sport ad alto livello e cambia "specialità": prenderà parte [...]
Cronaca
| 15 settembre | 12:17
A comunicarlo sono le autorità della Provincia di Bolzano, dopo la seconda operazione congiunta portata avanti dal Corpo forestale provinciale e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato