Cade dalla Steger del Catinaccio, saltano tre chiodi e si spezza una corda: paura in quota per un alpinista
L'allarme è arrivato dal compagno di cordata. Sul posto è arrivato il soccorso alpino che ha recuperato i due per portare il ferito a Cavalese

POZZA DI FASSA. L'arrampicatore stava percorrendo il sedicesimo tiro da primo di cordata quando ha perso l'appiglio. Nella caduta, ha divelto tre chiodi, allungando nettamente il proprio volo, in seguito al quale una delle due mezze corde che gli scalatori stavano utilizzando si è rotta e l'altra lesionata.
Ha riportato alcuni colpi contro la parete e soprattutto accumulato una buona dose di adrenalina l'uomo che oggi è stato vittima di un incidente che sarebbe potuto diventare una tragedia lungo la via Steger sulla parete est del Catinaccio. Un itinerario di V grado aperto da Hans Steger con Paula Wiesinger, F. Masè Dari e Sigmund Lechner in questi giorni (il 26 e 27 agosto) del 1929 e che per la sua decisa verticalità è detta anche "Direttissima".
Il Numero Unico per le Emergenze 112 è stato allertato, verso le 14.45, dalla chiamata, di uno scalatore che aveva assistito alla caduta del compagno di cordata. L'arrampicatore stava percorrendo il sedicesimo tiro da primo di cordata quando ha perso l'appiglio. Nella caduta, ha divelto tre chiodi, allungando nettamente il proprio volo, in seguito al quale una delle due mezze corde che gli scalatori stavano utilizzando si è rotta e l'altra lesionata.
La Centrale Unica di Trentino Emergenza ha dunque chiesto l'intervento dell'elisoccorso, mentre in piazzola a Pozza di Fassa si mettevano a disposizione i soccorritori della competente stazione di Centro Fassa. L'elicottero ha quindi provveduto a recuperare in due diversi momenti dapprima l'infortunato, sbarcandolo al rifugio Vajolet, e poi il compagno. Mentre il primo è stato in seguito elitrasportato all'ospedale di Cavalese per gli accertamenti del caso, il secondo è rientrato a valle in autonomia.













