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| 18 lug 2023 | 12:49

''Il gigante buono'', Ruggero Divan chiude la carriera da pastore dopo 45 anni e in Val di Fiemme arriva il primo festival della transumanza

L’idea di festeggiarlo assieme alla sua gente è venuta al Regolano della Magnifica Pierangelo Giacomuzzi e a Valentina Musmeci, fotografa e così è nato il festival che si sposta di paese in paese per far conoscere la cultura della pastorizia nell'arco alpino. In programma anche la mostra fotografica ''Un anno col baio''

di Redazione

CAVALESE. In valle è conosciuto come ''il gigante buono''. Ruggero Divan quest'anno chiude la propria carriera di pastore con all'attivo 45 transumanza, una specie di record. Di fatto una vita intera passata avanti e indietro tra montagne e vallate ad accompagnare, gestire, proteggere le greggi. Un mestiere vagabondo, si direbbe un mestiere solitario, faticoso, che difficilmente si porta avanti per tanti anni. Fare il pastore è un’attività lavorativa complessa, occorre saper gestire persone, animali, strutture amministrative, adattarsi agli eventi e avere una memoria eccellente. Pochi proseguono con continuità, eppure il pastore trentino chiude quest’anno la propria carriera alla quarantacinquesima transumanza. 

 

L’idea di festeggiarlo assieme alla sua gente è venuta al Regolano della Magnifica Pierangelo Giacomuzzi e a Valentina Musmeci, fotografa. Qualche riflessione e assieme decidono di dare vita al primo Festival della transumanza. Rinnovare legami tra pastori e turisti, per coniugare la sostenibilità della pastorizia con il benessere dei valligiani e di chi frequenta le valli è il principale obiettivo del festival “Altre strade - Autre strade - Autere Strassen” della Val di Fiemme e Fassa. 

 

Un festival transumante, che si sposta di paese in paese, di regola in regola, per far conoscere prospettive diverse della cultura della pastorizia nell’arco alpino. Diversi gli eventi culturali che si proporranno in questi mesi, a partire dalla celebrazione della quarantacinquesima transumanza del pastore Baio Ruggero Divan, che si terrà sabato 22 luglio alle 18 alla Casa Ress Comune di Cavalese, concretizzatasi in una ricerca fotografica che la fotografa Valentina Musmeci ha pubblicato nel volume “Un anno col baio” e che sarà esposta dal 22 luglio al 15 ottobre tra i volti di Casa Ress, Comune di Cavalese. 

 

“La transumanza fa parte del patrimonio materiale e immateriale che abbiamo ereditato dai nostri antenati, una pratica millenaria in equilibrio con la natura e che può essere d’ispirazione per trovare soluzioni innovative alle questioni ambientali che affliggono oggi i nostri territori, fonte di spunti attuali di sostenibilità applicata e circolare”, evidenzia la fotografa che da più di dieci anni segue il pastore Ruggero Divan nelle sue transumanze. “Soprattutto oggi che ci si trova di fronte a crisi climatiche e devastazioni ambientali, è utile riconoscere che la pratica millenaria della transumanza è un adattamento antichissimo alla scarsità di risorse nel susseguirsi delle stagioni. Sto lavorando ad un progetto internazionale con tre popoli nativi, Navajo Sami e Tibetani, incentrato sui cambiamenti climatici e sulla pastorizia a cui sono dediti, con le loro renne, yak e pecore churro”. 

 

Il Festival comprende attività di trekking sul territorio, filò con i pastori e una rassegna di conferenze dedicate ai pastori e alla cittadinanza con l’obiettivo di sensibilizzare e stimolare riflessioni e condivisioni di esigenze, nel mese di ottobre 2023 quando si terrà la discesa a valle delle pecore. “Nelle prigioni e cantine del Palazzo Clesiano di Cavalese, sede storica della Magnifica, abbiamo appena inaugurato la mostra "Scatti rurali dal passato" relativa all'archivio fotografico dello stesso, che racconta di pastori, agricoltori e boscaioli prima del boom economico e turistico del nostro territorio.

 

"Un anno col Baio", che sarà inaugurata sabato 22 alle 18 a Casa Ress a Cavalese si inserisce nella programmazione culturale della Magnifica Comunità di Fiemme, con il sostegno del Comune di Cavalese, per raccontare gli aspetti contemporanei della transumanza attraverso la fotografia, un viaggio che sa di antico ma che in realtà è ultracontemporaneo, direi necessario”, prosegue Giacomuzzi, regolano di Ziano e referente alla cultura ed identità della Magnifica Comunità di Fiemme: “L’evento fa parte di un neonato festival della transumanza voluto per approfondire le dinamiche, le problematiche e le curiosità relative a uno dei mestieri più antichi del mondo che ci ricordano la nostra natura nomadica, legata al ciclo delle stagioni e a luoghi diversi, ad ‘altre strade’. Un festival che, come la transumanza, si muoverà da una regola (i paesi che compongono la Magnifica Comunità) all’altra, per coinvolgere persone e siti, di volta in volta diversi. Passeremo per gli alti pascoli raccontando di ambiente, di servizi ecosistemici e di guerre, proseguiremo verso i pascoli di mezza montagna per stupirci con le scritte dei pastori che dal 1400 costellano il massiccio del Cornon-Latemar e scopriremo il bol de besha o bol del Latemar, antico colore estratto in questi luoghi e usato per marcare le greggi, seguiremo poi i pastori nel fondovalle e qui, con le scuole delle regole coinvolte, disegneremo i prati che si trasformano in pascoli grazie alle pecore che li abitano, fisseremo momenti e luoghi, per sempre”. 

 

Giannadrea Nencini, Paolo Fontana e Davide Andreatta, Paolo Scarian, Andrea Feliciti, Davide Vanzetta, Andrea Bertagnolli Diego Delmonego, Duccio Berzi e Carlo Valorani sono alcuni tra i partecipanti alle conferenze che si terranno dall’11 al 15 ottobre nella rassegna di conferenze “In nome del pastore”. 

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