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La mitica Capanna Carrel deve essere spostata: ''I cambiamenti climatici la rendono soggetta a caduta pietre e sbriciolamento roccia''

Lo ha spiegato senza mezzi termini l’assessore regionale con deleghe sulle politiche della montagna Luciano Caveri: ''Dalla ricerca fatta è emerso che non c’è mai stato il permafrost sulle rocce attorno alla capanna. Ma il cambiamento climatico crea comunque uno sbriciolamento della roccia. È uno studio considerato molto importante, perché i cambiamenti climatici obbligheranno comunque a fare approfondimenti per diversi rifugi''

Pubblicato il - 28 novembre 2023 - 13:17

AOSTA. E' l'ultimo baluardo prima della cima. Si trova a 3.830 metri di quota ed è situato su un salto di roccia, a picco sul vuoto. E' una luogo mitico dedicato a una figura altrettanto mitica, Jean-Antoine Carrel, storico “principe” delle guide di Valtournenche, soprannominato il ''bersagliere'', vissuto nell'Ottocento che salì per 51 volte il Cervino e che nel 1865 fu protagonista della prima salita al Cervino dal versante italiano. Ebbene questa struttura simbolo dell'alpinismo dovrà essere smantellata e spostata per colpa dei cambiamenti climatici.

 

Lo ha spiegato senza mezzi termini l’assessore regionale con deleghe sulle politiche della montagna Luciano Caveri: ''Lo spostamento è motivato dal fatto che gli accertamenti effettuati con speciali software e diverse simulazioni hanno evidenziato che l’attuale struttura è soggetta a caduta di pietre per lo sbriciolamento delle rocce sovrastanti dovuto al cambiamento climatico''. ''Dalla ricerca fatta - ha aggiunto l'assessore - è emerso che non c’è mai stato il permafrost sulle rocce attorno alla capanna. Ma il cambiamento climatico crea comunque uno sbriciolamento della roccia. È uno studio considerato molto importante, perché i cambiamenti climatici obbligheranno comunque a fare approfondimenti per diversi rifugi''.

 

Dunque la capanna (che risale alla fine degli anni '60) sarà demolita. Troppo pericolosa la posizione in cui si trova oggi e verrà ricostruita a poche decine di metri di distanza. La decisione è stata presa dalla Giunta regionale della Valle d’Aosta, dopo aver definito la ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale per la montagna destinando all’opera poco più di 1,8 milioni di euro (vi sono anche le spese per gli studi sulla stabilità del versante). La nuova struttura sarà pronta per l'estate del 2024.

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