Raffica di interventi in quota per il soccorso alpino in poche ore, l'appello: “Basta un attimo a farsi male in montagna, usiamo la massima attenzione”
Da chi è rovinato al suolo dopo una caduta in bici fino alla comitiva di scalatori tedeschi bloccati in parete: sono molti gli interventi che dalla tarda mattinata di ieri (10 agosto) hanno tenuto impegnati gli operatori del soccorso alpino e speleologico veneto

BELLUNO. “Basta un attimo a farsi male in montagna, usiamo sempre la massima attenzione”. È questo l'appello lanciato questa mattina (11 agosto) dagli operatori del Soccorso alpino e speleologico veneto, impegnati nella giornata di ieri insieme ai sanitari del Suem in una lunga serie di interventi in quota. Dalla tarda mattinata e fino al tramonto infatti, sono state ben 9 le chiamate arrivate per interventi in parete su vie alpinistiche, con un'ultima missione a scadenza effemeridi e, purtroppo, un grave incidente sul sentiero (Qui Articolo).
Verso le 11, il Soccorso alpino della Val Comelico è stato innanzitutto inviato in supporto all'ambulanza a Malga Zovo, a San Pietro di Cadore, dove un ciclista era caduto dal suo mezzo riportando un sospetto trauma cranico.
Attorno a mezzogiorno poi, il Soccorso alpino di Asiago è intervenuto ll'uscita del Labirinto Brustolà, dove, nel rientrare con gli amici da un'escursione, un 69enne di Vicenza era scivolato, riportando una probabile frattura alla gamba. Raggiunto da una squadra e dal personale sanitario dell'ambulanza, l'infortunato è stato stabilizzato e imbarellato, per essere poi trasportato 500 metri e trasferito nel mezzo, partito in direzione dell'ospedale di Asiago.
Poco dopo, verso le 12 e 20, l'elicottero Falco 2 è volato nel Gruppo della Moiazza, per un alpinista volato primo di cordata sulla via Decima allo Scalet delle Masenade. Il 61enne di Eraclea (VE), fermo in sosta con il compagno è stato issato a bordo con un verricello e trasportato ad Agordo per un probabile trauma alla caviglia. Recuperato anche il compagno, lasciato al Rifugio Carestiato.
Di seguito Falco 2 è stato inviato sulla Torre Piccola di Falzarego, dove un'alpinista svizzera di 39 anni era caduta sul primo tiro della via, sul posto anche una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina. La donna è stata recuperata con un verricello di 40 metri.
Come riportato ieri, il più grave degli incidenti è avvenuto sul sentiero numero 452 sotto il versante sud del Nuvolau per un escursionista caduto. Sul posto si è diretto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore per soccorrere il 55enne romano, che ha riportato serie ferite dopo essere ruzzolato per una cinquantina di metri. Preso in carico da equipe medica e tecnico di elisoccorso calati con un verricello di 20 metri, l'uomo è stato trasportato a Treviso.
Un escursionista di 43 anni di Poirino (Torino), appartenente a una comitiva in cammino sull'Alta Via numero 4, è stato poi soccorso da Falco 2 lungo il sentiero 243, all'altezza della Forcella Bassa del Banco, e accompagnato all'ospedale di Belluno con un sospetto trauma alla caviglia.
Il Soccorso alpino di Cortina è invece entrato in azione sulla Tofana di Rozes, dove un alpinista si era ferito ad una gamba dopo un volo in parete sul Terzo Spigolo. Lo scalatore, 53 anni di Roma, che era riuscito a calarsi in corda doppia con il compagno fino alla base, non era però in grado di percorrere a piedi da solo il sentiero.
La Centrale del Suem è stata poi attivata dal nipote di un uomo, che lo aveva avvertito di aver perso l'orientamento nella zona del Popera e non era più raggiungibile con il cellulare. Imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Auronzo, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una ricognizione ed ha individuato il 76enne di Bettona (PG), sotto Forcella Paola, ai margini del Ciadin del Biso. Recuperato con un verricello di 30 metri, l'escursionista è stato lasciato al Rifugio Auronzo.
L'ultimo intervento è stato portato avanti al tramonto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, volato sulla via Gianeselli allo Spiz di Mezzo degli Spiz di Mezzodì, dove una cordata di alpinisti tedeschi era bloccata incapace di proseguire. Poiché tre quarti della parete erano coperti dalle nuvole, non è stato semplice individuare i due uomini, di 48 e 22 anni, fermi al 9° tiro, finché non hanno acceso la torcia del telefonino e l'equipaggio è riuscito a individuarli. Recuperati dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri, i due scalatori sono rientrati con l'eliambulanza a Pieve di Cadore.













