Stanchi e incapaci di proseguire restano bloccati nella notte a 3.400 metri di quota: difficili i soccorsi a causa delle forti raffiche di vento
I due erano troppo stanchi per raggiungere il rifugio. L'intervento di recupero è durato diverse ore a causa delle difficoltà date dalle forti raffiche di vento

PEIO. Avrebbero voluto raggiungere il rifugio Mantova al Vioz, due escursionisti rimasti bloccati nella notte a quota 3.400 metri, sotto Punta Linke nel gruppo dell'Ortles Cevedale, poiché stanchi e incapaci di proseguire. Uno dei due ha quindi deciso di allertare i soccorsi intorno alle 20e30 di ieri, 16 luglio.
L'allarme è stato lanciato intorno alle 20e30 da un alpinista del 1971, residente a Verona, che si trovava in compagnia di un'altra persona sotto Punta Linke. La meta dei due era il rifugio Mantova al Vioz ma, troppo stanchi per proseguire fino a quota 3.535, hanno chiamato il 112.
In zona si è prontamente portato l'elicottero abilitato per il volo notturno insieme ai tecnici del soccorso alpino, mentre il gestore del rifugio Mantova, membro della stazione di Peio del Soccorso alpino, insieme ad altre due guide alpine, si sono incamminati insieme per raggiungere a piedi gli escursionisti bloccati.
I soccorritori hanno raggiunto gli alpinisti poco prima delle 22, tentando di riportarli a valle verso il rifugio. Il tutto, senza successo, a causa dell'eccessiva stanchezza del 52enne. Nel frattempo, l'elicottero ha tentato numerosi avvicinamenti a Punta Linke, senza riuscire a causa delle raffiche di vento molto intense.
Fallito per le stesse ragioni anche il tentativo di elitrasportare altri tecnici del soccorso alpino in quota, che sono stati quindi sbarcati alla piazzola del rifugio Mantova al Vioz. L'elicottero è infine sceso in valle, mentre i soccorritori, con i due alpinisti, hanno raggiunto il rifugio poco prima dell'una di notte.


















