Bollettino valanghe, le autorità: “Non basarsi solamente sul grado di pericolo, bisogna leggere e comprendere la situazione valanghiva”
L'appello arriva dalle autorità della Provincia di Bolzano: “Per pianificare una gita di scialpinismo non è sufficiente basarsi sul grado di pericolo, il comportamento va adattato alla situazione valanghiva”

BOLZANO. Leggere attentamente il bollettino, senza fermarsi al solo grado di pericolo, riconoscendo e distinguendo le varie situazioni valanghive per ridurre al minimo i rischi: è questo l'appello delle autorità altoatesine in occasione del corso di formazione per guide alpine di quest'anno, nel quale il Servizio prevenzione valanghe dell'Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe ha fornito informazioni sulla procedura di determinazione del grado di pericolo distacchi.
“Gli standard – dice la Provincia – sono definiti dall'European avalanche warning services e l'obiettivo è quello di migliorare costantemente i bollettini valanghe standardizzati in tutta Europa. È ormai nota la divisione in cinque gradi della scala del pericolo, in uso da circa 30 anni: 1 sta per debole, 2 per moderato, 3 per marcato, 4 per forte e 5 per molto forte. Inoltre, alcuni anni fa sono stati definiti i cinque problemi valanghivi: neve fresca, lastroni da vento, neve bagnata, strati deboli persistenti, valanghe da slittamento”.
Si tratta di punti che descrivono in modo breve e conciso le situazioni che si devono prevedere durante la gita, aiutando gli appassionati di sport invernali nella valutazione del pericolo di valanghe, integrando la descrizione del grado di pericolo e dei punti pericolosi (esposizione e altitudine). “Poiché i gradi di pericolo di valanghe vengono utilizzati da molto tempo – continuano le autorità –, si sono affermati diversi modi di pensare: molti ritengono che solamente con il grado di pericolo 3, marcato, si possano innescare valanghe con un debole sovraccarico (ad esempio una singola persona con sci o snowboard), mentre con il grado di pericolo 2, moderato, sia possibile innescare una valanga solamente con un forte sovraccarico (persona senza sci o snowboard, caduta di una persona). Tuttavia, sono tre parametri che determinano effettivamente il grado di pericolo di valanghe: la stabilità del manto nevoso, la sua distribuzione sul terreno e le dimensioni previste della valanga”.
A seconda della combinazione di questi parametri, le valanghe possono essere innescate con un grado 2, moderato, con un debole sovraccarico, o addirittura potrebbero innescarsi spontaneamente. In determinate circostanze, le valanghe possono anche diventare di grandi dimensioni (livello 3) e raggiungere la base del pendio.
“Il solo grado di pericolo – continuano gli esperti – non può quindi descrivere situazioni valanghive diverse. Non è quindi assolutamente sufficiente pianificare una gita basandosi solamente sul grado di pericolo. È invece assolutamente necessario leggere il testo del bollettino delle valanghe e comprendere la situazione valanghiva, in base ai problemi valanghivi. Durante la gita di scialpinismo è necessario adottare un comportamento consono ai problemi valanghivi previsti. Anche i metodi di riduzione convenzionali non sono sufficienti per pianificare una gita in sicurezza, poiché il pericolo di valanghe è più complesso della combinazione di grado di pericolo e pendenza del pendio. Nel caso di un problema di strati deboli persistenti, ad esempio, è necessario considerare sempre l'intero pendio, anche con gradi di pericolo bassi, in quanto ciò può portare anche ad inneschi a distanza e a grandi valanghe che possono arrivare alla base del pendio”.













