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Trento
11 dicembre | 21:40

Dall'uso di acqua a quanto inquina, come è fatta la neve artificiale? Gli impiantisti: "Sfatiamo miti e pregiudizi"

Il punto di Anef sulla neve tecnica, sulle tecnologie e sulle risorse naturali: "L'innevamento è un elemento fondamentale per il turismo invernale, un motore economico e sociale per le comunità montane. Abbiamo un approccio sostenibile tra le esigenze di bilanci e rispetto dell'ambiente"

TRENTO. "La neve è un elemento fondamentale per il turismo invernale, un motore economico e sociale per le comunità montane". Queste le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza. "Sfatiamo miti e pregiudizi sui sistemi di innevamento programmato".

 

In attesa di entrare nel periodo clou con le festività di Natale e Capodanno, quasi tutte le destinazioni sciistiche hanno avviato la stagione con il fine settimana dell'Immacolata. Nonostante le difficoltà tra temperature elevate e maltempo, migliaia le persone che si sono portate sulle piste del Trentino.

 

Le indicazioni e le proiezioni confortano gli operatori rispetto a una stagione che si prospetta interessante e positiva in termini di prenotazioni, richieste e occupazione delle strutture ricettive. La neve programma, "tecnica", è sempre più strategica e necessaria per contrastare gli effetti della crisi climatica e inverni più secchi.

 

In occasione della Giornata nazionale della montagna l'associazione nazionale esercenti funiviaria, ente che raggruppa il 90% delle aziende funiviarie, distribuite sui territori alpini e in quelli appenninici (oltre 1.500 impianti, con una forza lavoro stimata di circa 15 mila unità, tra fissi e stagionali, nel periodo di piena attività) risponde sulla neve tecnica, sulle tecnologie e sulle risorse naturali.

 

"Ribadiamo l'impegno di Anef per un approccio sostenibile che bilanci le esigenze economiche con il rispetto dell’ambiente. La neve tecnica e le tecnologie innovative sono strumenti che permettono di garantire il futuro delle montagne, proteggendo al contempo le risorse naturali e la biodiversità", conclude Ghezzi.

 

Di cosa è fatta la neve tecnica?

La neve tecnica è composta esclusivamente da acqua e aria, senza l'aggiunta di sostanze chimiche. Mediante un processo di atomizzazione, gocce d'acqua vengono raffreddate e trasformate in cristalli di neve tramite l'uso di appositi generatori. Questo procedimento permette di replicare un fenomeno naturale, garantendo però maggiore prevedibilità e sicurezza per la stagione sciistica.

 

Consumo di acqua, sostenibilità e sicurezza.

Tra i temi più dibattuti riguarda il consumo di acqua. È importante sottolineare che l’acqua utilizzata per la neve tecnica. Non viene sprecata e inquinata: viene semplicemente trasformata in neve e restituita all’ambiente con il disgelo primaverile; sicurezza: le nuove tecnologie applicate alle procedure di preparazione delle piste, consentono di ottenere la massima uniformità del piano sciabile e garantiscono quindi alti standard di sicurezza per gli sciatori.

 

Innovazione e tecnologie avanzate.

Gli operatori del settore investono costantemente in tecnologie innovative per minimizzare l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza della produzione di neve. Generatori di nuova generazione: consumano fino al 30% in meno di energia rispetto ai modelli precedenti; sistemi di gestione avanzata: monitorano in tempo reale le condizioni meteo e i fabbisogni di innevamento, ottimizzando la produzione di neve e riducendo gli sprechi; mezzi battipista di ultima generazione: consentono di gestire la neve prodotta in modo più efficiente, utilizzando solo lo stretto necessario per garantire sicurezza e fruibilità delle piste.

 

"Un settore strategico per le comunità montane". La neve tecnica non è solo uno strumento per garantire la sciabilità delle piste, ma rappresenta un pilastro per l’economia delle vallate alpine e appenniniche. Impatto economico diretto: il comparto funiviario genera un fatturato di 1,3 miliardi di euro l’anno. Indotto generale: il valore si moltiplica tra le 5 e le 7 volte, contribuendo a sostenere occupazione e sviluppo delle comunità montane.

 

 

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