Dramma in quota, precipita per 200 metri sotto gli occhi dei figli e del marito: Silvia Brasioli è morta a 41 anni
Giunti sul posto, medico e infermiere hanno subito iniziato le manovre urgenti, per poi tentare purtroppo invano di rianimare la donna, morta sul posto

VERONA. La tragedia è avvenuta nella giornata di ieri, 8 agosto, sul versante veronese del Monte Baldo, quando una donna di 41 anni è precipitata perdendo la vita. Si chiamava Silvia Brasioli, l'escursionista, morta sotto gli occhi del figli e del marito cadendo dal sentiero numero 658, che collega il Rifugio Telegrafo al Chierego.
La chiamata ai soccorsi è giunta poco dopo le 18. Mentre tre tecnici si preparavano per eventuale supporto, uno a Rivoli e due nella base veronese, è decollato l'elicottero di Verona emergenza, che ha sorvolato la zona indicata, individuando la donna adagiata su un cespuglio di mugo, dopo essere ruzzolata in un canale tra erba e sassi per oltre 200 metri.
Sul posto era già arrivato il gestore del Chierego che ha dato il proprio contributo alle operazioni. Sbarcato con un verricello di 10 metri, il tecnico di elisoccorso ha subito richiesto la presenza dell'equipe medica, in quanto la 41enne veronese era in gravissime condizioni.
Calati al suo fianco medico e infermiere hanno subito iniziato le manovre urgenti, per poi tentare purtroppo invano di rianimarla. Mentre arrivava il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, l'elicottero in una rotazione ha imbarcato e portato a Caprino il marito e l'amica. Di seguito è stata rimossa la salma, trasportata a valle e affidata al carro funebre e ai carabinieri.


















