''Lavorare in montagna è più difficile che altrove. Va compresa e rivalutata''. Storia dell'agriturismo Cortivo Pancotto che racconta le terre alte ai più piccoli
Situata a poca distanza da Caneva in provincia di Pordenone, l'azienda agricola è ripartita in tre rami: un agriturismo, un'osteria che propone ricette tradizionali di una volta e una malga dove vengono prodotti formaggi premiati e realizzate attività didattiche per bambini

CANEVA. "Ho dato un valore grandissimo a questo premio, perchè la montagna è un ambiente in cui lavorare molto più difficile rispetto ad altri. Serve comprenderlo e rivalutarlo, anche alla luce del progressivo abbandono delle terre alte, per richiamare ad essa le persone. In tal senso è fondamentale la sinergia tra le varie realtà e iniziative come questa".
Queste le parole di Luca Pancotto, titolare con la moglie Sonia Della Libera dell'agriturismo friulano Cortivo Pancotto che si è aggiudicato il primo posto assoluto nella categoria "produzioni enogastronomiche di montagna" al Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards 2024 (articolo qui), il progetto di Lagazuoi EXPO Dolomiti dedicato alle idee più innovative del comparto montano.
L'attività, situata a poca distanza da Caneva in provincia di Pordenone, è ripartita in tre rami: un agriturismo, vero e proprio luogo di ritrovo per chi desidera assaporare i prodotti della terra e dell’allevamento di produzione propria, un'osteria in località passo la Crosetta che propone ricette tradizionali di una volta assieme ai formaggi e ai salumi di malga, e infine la malga Fossa di Sarone dove vengono prodotti, con il latte d’alpeggio, formaggi premiati e vengono inoltre ospitati in estate bambini e ragazzi per progetti didattici.
Ma nel background di questo successo – declinato anche e soprattutto in ottica di valorizzazione del territorio – c'è tutta una storia da raccontare che affonda le radici nel 2005 quando, assieme allora fidanzata Sonia, Luca decide di lasciare il suo lavoro di geometra edile e intraprendere, letteralmente, la strada di un songo professionale.
E così, dopo aver acquistato un vecchio trattore e iniziato a coltivare un piccolo appezzamento di terra, arriva l'acquisto del loro "primo ettaro" per giungere poi all'acquisizione e alla ristrutturazione del piccolo borgo del Settecento che ora ospita l'agriturismo.
"Avevo un nonno sarto e un nonno contadino – racconta Pancotto – e quest'ultima professione mi ha sempre coinvolto. Sono cresciuto poi con mia nonna e con mia mamma che erano bravissime a cucinare con la stufa: dopo anni questi due ambiti mi hanno 'richiamato' e così è partito tutto".
Dopo l'inizio dell'attività con l'orto ed il vigneto, nel 2006 l'agriturismo apre i battenti e si contraddistingue, oltre per il marchio di fabbrica che sono i prodotti locali di qualità a chilometro zero, per la continua ricerca culinaria attraverso cui Luca e Sonia vogliono svelare il cibo e il suo legame con la terra che lo ha generato. E questo li porta, nel 2018, a venir riconosciuti come "miglior cucina contadina d'Italia".
"Siamo stati dei veri e proprio pionieri sul territorio – sottolinea con un pizzico di soddisfazione Pancotto – e la nostra storia è stata fonte d'ispirazione per molte altre imprese del territorio".
Nel 2011 il progetto cresce ancora, e la coppia decide di recuperare la malga a Fossa di Sarone dove, nei mesi che vanno da ottobre a maggio, si trasferisce l'attività dell'azienda agricola: a 1000 metri di altezza, tra i boschi della foresta del Cansiglio, il bestiame pascola liberamente e nascono prodotti caseari che, grazie all'utilizzo del latte crudo, mantengono le caratteristiche dell'ingrediente primario e che possono essere acquistati e degustati.
Ma non è tutto. Luca e Sonia decidono infatti di lanciare uno sguardo alle nuove generazioni, facendo nascere alla malga la prima fattoria didattica del Friuli Venezia Giulia.
"Nei mesi caldi coinvolgiamo bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni che trascorrono un periodo di tempo in montagna e, oltre a scoprire il nostro lavoro e collaborare con le nostre attività, possono staccare completamente dalla vita di tutti i giorni e soprattutto dimenticarsi dello smartphone e della televisione", spiega il titolare dell'azienda agricola che rimarca una sua forte convinzione: "Penso che, soprattutto in giovane età, sia fondamentale provare l'emozione di lavorare a contatto con la terra e la natura: quando ero bambino mi aveva impressionato l'armoniosità dei miei nonni che, quando lavoravano la terra, sembravano dei veri e propri ballerini. Posso quindi dire che più ragazzi raggiungiamo con questo progetto, più sono felice".
La parabola crescente dell'azienda, gestita dalla coppia con il supporto delle due figlie e di quattro dipendenti, non finisce però qui: nel 2020, l'anno della pandemia, Luca e Sonia decidono di prendere in gestione un ristoro tipico in località passo La Crosetta – alle porte della piana del Cansiglio – per dargli nuova vita e trasformarlo in osteria e punto vendita dei loro prodotti.
"Nella mia attività mi paragono ad un ciclista sempre in fuga e capace di convivere con i cambiamenti e con la natura", racconta Pancotto mentre ripercorre le tappe del suo sogno professionale, ampiamente incentrato sul trasmettere l'essenza del territorio montano e dei suoi "frutti".
"L'aspetto della narrazione - specifica - è fondamentale per far comprendere alle persone, oltre i risultati ottenuti, anche e soprattutto il grande lavoro e la fatica che si celano dietro ad attività come la nostra".
In conclusione, Luca Pancotto lancia uno sguardo al futuro svelando quella che lui stesso definisce una "nuova pazza idea": iniziare a produrre dei vini antichi e biologici, frutto di uve che sono state abbandonate dalla produzione, lavorando nelle vigne con il cavallo come si faceva una volta.
"L'obiettivo non è quello di arrivare ad una grande produzione – conclude Pancotto – ma di presentare dei prodotti in grado di raccontarsi e di far scoprire tutto il mondo che si cela dietro ad una semplice bottiglia di vino".













