L'incontro 'a tu per tu' con un lupo (FOTO): "Si è seduto a pochi passi da me. Ho guardato dentro i suoi occhi gialli. Impossibile scordare un momento così"
Il racconto di un incontro 'a tu per tu' con un lupo: "Si è fermato a pochi passi da me e si è seduto. Girava la testa come un cagnolino per scrutarmi e io non ho potuto fare altro che godermi lo straordinario momento: ho 'ascoltato' i suoi passi nella neve e guardato dentro i suoi occhi gialli. Poi se n'è andato per la sua strada, lasciandomi il ricordo di un'esperienza che difficilmente scorderò"

PASSO DI GAVIA. Stava camminando con la sua (fedele) macchina fotografica al collo per raggiungere il Passo di Gavia, quando si è imbattuto in una 'scena' che difficilmente dimenticherà. Denis Bonfadini è ancora incredulo per quanto successo a febbraio 2024, quando in una mattinata ventosa (e sotto una copiosa nevicata), si è trovato dinanzi ad un lupo: "Ricordo ancora la sensazione di felicità ma soprattutto di vulnerabilità che ho provato", premette, intervistato da Il Dolomiti.
Tutto è accaduto durante un'escursione in quota, alla volta del Passo di Gavia: "Stava nevicando e procedevo in salita lungo il sentiero. All'altezza di una curva, ho svoltato e davanti a me ho trovato un lupo, sbucato d'improvviso a una decina di metri di distanza - fa sapere -. Sono rimasto immobile per non spaventarlo e per vedere cosa intendesse fare".
"Lui, dopo avermi guardato, si è avvicinato, fermandosi a pochi passi da me e sedendosi: ci siamo guardati per qualche minuto. Girava la testa come un cagnolino per scrutarmi e io non ho potuto fare altro che godermi lo straordinario momento: ho 'ascoltato' i suoi passi nella neve e guardato dentro i suoi occhi gialli".
Poi, l'esemplare si è allontanato, in tutta calma, per un centinaio di metri, "per poi sedersi di nuovo a guardarmi: siamo rimasti l'uno di fronte all'altro ad osservarci per quasi un'ora. Tempo durante il quale ho approfittato per fare qualche foto (DI COPERTINA e DI SEGUITO), certo di non disturbarlo, visto che ho lo scatto silenzioso", sottolinea Bonfadini.

Infine, l'esemplare se n'è andato, lasciando dietro a sé il ricordo d'un'esperienza che il fotografo difficilmente scorderà: "È stato incredibile - commenta -. Vederlo così da vicino mi ha trasmesso un po' della sua libertà ma allo stesso tempo mi ha fatto sentire in qualche modo ridimensionato. Se nella società ognuno di noi ha un 'ruolo', in mezzo alla natura è possibile ritrovare quell'autenticità andata persa, che in fondo ci rende anche un po' vulnerabili".
E conclude: "È un'esperienza che augurerei a chiunque di fare, anche se con i dovuti accorgimenti: in presenza di un selvatico è sempre bene mantenersi a distanza, stare calmi e soprattutto essere rispettosi".


















