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| 01 ott 2025 | 08:09

"Non un attacco ma una reazione istintiva", i guardiaparco sul pastore morso da un lupo (FOTO): "Sorpreso dall'arrivo dell'allevatore mentre si difendeva dal maremmano"

La ricostruzione (all'interno in forma integrale) dell'Ente di gestione delle aree protette Alpi Cozie sull'episodio dell'allevatore morso da un lupo in val Chisone: "Non sottovalutiamo l'accaduto ma nessun inutile allarmismo a fronte di un evento isolato"

USSEAUX. Si è accorto dell'assenza di una pecora, trovata vicino al torrente - difesa dal cane maremmano - braccata da un lupo. A quel punto l'allevatore è sceso rapidamente, si è avvicinato all'esemplare che, probabilmente colto di sorpresa e intento a difendersi dal maremmano, ha reagito e l'ha morso prima di allontanarsi. L'ipotesi è che l'animale abbia agito per difesa più che per aggredire una persona. E' questa in sintesi la ricostruzione (sotto in forma integrale) effettuata dai guardiaparco dell'ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie sulla vicenda a circa 2 mila metri a Usseaux in Alta Val Chisone in Piemonte.

 

Un episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 24 settembre e successivamente riferito dall'associazione Difesa alpeggi del Piemonte che si è subito schierata per abbattere l'animale perché pericoloso (Qui articolo).

 

Una vicenda che è servita anche per chiedere un piano di gestione complessivo per contenere i 1.500 lupi presenti sul territorio piemontese: si parla di bloccare la crescita del specie e di rimuovere una quota del 25% degli esemplari (Le analisi di Ispra indicano - con la conclusione dell'iter di declassamento della specie - per il Piemonte la possibilità di rimuovere 10-17 esemplari. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale si basa sui dati del censimento nazionale del 2021 - circa 3.300 lupi in Italia - con una quota ammessa di prelievi in deroga e prudenziale tra il 3% e il 5%, dunque 100 e 160 animali. La Regione Piemonte pensa già, da sola, di puntare all'abbattimento tra i 200 e i 250 esemplari).

 

A ogni modo i guardiaparco - sul caso specifico della val Chisone - si sono subito mossi nella zona dell'Alpeggio di Pian dell'Alpe in seguito alla segnalazione di un allevatore che ha riferito di essere stato ferito da un lupo mentre tentava di evitare la predazione di una sua pecora.

Dopo aver raggiunto l'allevatore all’alpeggio dove si era riparato, anche perché la zona era interessata da pioggia e nevischio, gli agenti l'hanno invitato a recarsi in ospedale per i dovuti accertamenti sanitari del caso anche perché visibilmente scosso. A seguire, hanno proceduto con l’ispezione sul luogo dell’incidente individuando il punto dell’attacco grazie alla descrizione fornita dal pastore. Lì hanno osservato nella zona un lupo che si allontanava e successivamente hanno anche ritrovato la pecora su cui era avvenuto il tentativo di predazione, assistita da un cane da guardiania.

 

L’aggressione - viene spiegato dall'ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie - aveva lasciato su entrambi gli animali alcune ferite all’apparenza non gravi tanto che il cane e la pecora sono ritornati autonomamente all’interno del gregge. Il giorno seguente gli agenti si sono nuovamente recati dall’allevatore, tornato al suo lavoro, per sincerarsi del suo stato di salute e per raccogliere la testimonianza diretta dell’accaduto, racconto che è stato verbalizzato. In un secondo momento l'allevatore ha presentato anche un esposto ai carabinieri forestali.

Naturalmente la situazione viene monitorata e l'Ente segue l'evoluzione del caso ma invita a evitare allarmismi. "Seguendo le prescrizioni dell'aggiornato quadro normativo sulla specie lupo e sotto la responsabilità della Direzione a seguito dell’incidente è stato potenziato il servizio di vigilanza incrementando la sua presenza nella zona allo scopo di monitorare la situazione per osservare se i lupi torneranno a frequentare Pian dell’Alpe e con quale atteggiamento", dice Luca Marello, direttore dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie. "Gli approfondimenti, necessari e doverosi, permetteranno di comprendere meglio il comportamento dei predatori per valutare se sussistono contesti di pericolo in una zona a elevata frequentazione umana per turismo e per lavoro".

 

Qualora si individuassero atteggiamenti confidenti - sospetti e ripetuti - del lupo verso l'uomo, "evenienza al momento non confermata visti i pochi dati a disposizione, l’Ente avvierà un confronto con Ispra per l’individuazione delle opportune soluzioni da mettere in campo", prosegue Marello. "Al contempo è già attivo un lavoro di scambio di informazioni con il Centro di referenza regionale dei Grandi Carnivori della Regione Piemonte, con la Città Metropolitana di Torino e con gli enti del territorio per raccogliere tutte le informazioni a disposizione, utili a comprendere meglio ciò che è accaduto".

 

L’invito che l’Ente Parco rivolge ai frequentatori di Pian dell’Alpe e della montagna in generale è "di non creare inutili allarmismi a fronte di un evento isolato, ma al contempo di non sottovalutare l’accaduto, ricordando che l’approccio a qualsiasi animale selvatico richiede sempre molta prudenza e nel rispetto della opportuna distanza. Al contempo, il personale dei Parchi delle Alpi Cozie ribadisce il proprio impegno volto al costante supporto verso gli allevatori e tutti coloro che vivono e lavorano in montagna, oppure la frequentano per svago, al fine di raggiungere l’obiettivo di una giusta coesistenza tra attività umane e lupo, per quanto difficile e in costante evoluzione", conclude Marello.

 

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI DELL'ENTE DI GESTIONE DELLE AREE PROTETTE DELLE ALPI COZIE - INCIDENTE DI PIAN DELL'ALPE

Il pastore ha spiegato di essere stato avvisato che le sue pecore si stavano muovendo in modo anomalo e di essersi recato dal gregge, accorgendosi che una di esse si trovava lungo il torrente dove sono solite abbeverarsi, braccata da due lupi, nonostante il cane maremmano che tentava di difenderla.

 

Istintivamente, per spaventare i lupi e salvare la pecora, l’allevatore è sceso rapidamente sul letto del torrente avvicinandosi molto ai lupi al punto che uno dei due, forse sorpreso dal suo arrivo, ha reagito morsicandolo ad una gamba e provocandogli una ferita superficiale. Successivamente i lupi si sono allontanati, lasciando spavento e shock nell’allevatore, poi soccorso da un familiare.

 

I rilievi sul campo effettuati dai guardiaparco sono stati indispensabili per ricostruire la vicenda. Grazie alle testimonianze raccolte e al supporto della documentazione fotografica, è possibile avanzare alcune prime ipotesi sul comportamento dei lupi: presumibilmente non si è trattato di un attacco diretto all'uomo, bensì di una reazione istintiva.

 

Da quanto ha riferito il pastore, il tentativo di predazione sull’ovino era stato dapprima ostacolato dal maremmano e in un secondo tempo dal sopraggiungere del pastore stesso che si è avvicinato molto ai due lupi. In questo contesto è probabile che uno dei due predatori, colto alla sprovvista dall’arrivo del pastore in una fase estremamente concitata in cui era contemporaneamente impegnato a fronteggiare il maremmano, abbia morsicato il pastore prima di rinunciare all’attacco sulla pecora.

 

Restano da chiarire alcuni elementi del comportamento dei lupi e della dinamica di attacco, su cui gli Enti competenti condurranno un’attenta valutazione.

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