"Rifugista che prende a bastonate una vipera perché gli fa schifo e mozziconi sui sentieri" (VIDEO), l'allarme di una guida: "Troppi convinti che in quota comandiamo 'noi'"
"Ecco cosa succede quando si è convinti che comandiamo "noi" e che l'essere umano è superiore". A parlare, in un video pubblicato sui social, è Marika Ciaccia, guida ambientale escursionistica che ha voluto denunciare quanto osservato in quota di recente: "Rifugisti che ammazzano le vipere, spazzatura sui sentieri e gente che spera che i lupi vengano uccisi: come si può amare la natura ma poi violarla in quel modo?"

TRENTO. Un rifugista che uccide le vipere "perché gli fanno schifo" ed escursionisti che abbandonano spazzatura e mozziconi di sigaretta sui sentieri in quota. A raccontare come la montagna stia preoccupantemente cambiando è stata nelle scorse ore (anche) la guida ambientale escursionistica Marika Ciaccia (appassionata di cammini), conosciuta sui social come "My life in trek".
Una passione, il camminare, nata dopo una trombosi venosa profonda e un'embolia polmonare molto grave, che hanno spinto la giovane a cominciare ad andare in montagna, scoprendo una vero e proprio amore. E, consapevole dei benefici dello stare in natura, Ciaccia nel tempo si è messa sempre più in gioco, affrontando diversi cammini, a partire da quello di Santiago.
Frequentando le terre alte, fra vegetazione, selvatici e scorci mozzafiato la 34enne ha però avuto anche occasione di osservare gli esiti della devastazione del turismo di massa, verificando che la maleducazione (e la mancanza di rispetto nei confronti della natura) non manca anche alle quote più elevate.
"L'altro giorno ho sentito dire a un rifugista che lui ammazza brutalmente le vipere perché gli fanno schifo - esordisce la guida ambientale in un video (DI SEGUITO) pubblicato di recente sui social -. Un paradosso. Come lo è anche il sentire la gente di montagna che al bar dice di voler uccidere i lupi".
E prosegue: "Non capisco nemmeno quelli che fanno molta fatica ad ammirare un panorama o ancora i sentieri pieni di mozziconi di sigaretta. Come si può amare la natura ma poi violarla in quel modo? Questo ego enorme, questo voler comandare "noi" e il pensare di essere superiori agli altri, io non lo capisco", conclude Ciaccia, conducendo ad un'inevitabile riflessione.












