Cinque alpinisti trovati morti sul ghiacciaio, emergono altri dettagli sul giallo: "Erano in quota senza guida e facevano parte di due cordate diverse"
I cinque alpinisti stavano scalando in due cordate indipendenti, una di due e una di tre, senza guida alpina: sono stati tutti identificati. Ecco i dettagli

ZERMATT. Il 24 maggio 5 alpinisti erano stati trovati morti sul ghiacciaio dell'Adler, vicino a Zermatt, e da allora proseguono senza sosta le indagini per fare luce su quanto accaduto.
Una tragedia terribile sulla quale la polizia del Cantone Vallese ha provveduto, per quanto possibile, a indagare. Tutto è avvenuto in seguito alla segnalazione di alcuni alpinisti, che avevano allertato i servizi di soccorso dopo aver notato degli sci abbandonati sotto il Rimpfischhorn a circa 4.000 metri di quota.
Stando alle prime indagini, intorno alle 04e30 del mattino del 24 maggio cinque alpinisti erano partiti dal rifugio Britannia nella zona di Saas-Fee con l'obiettivo di scalare il Rimpfischhorn.
Presumibilmente erano stati travolti da una valanga, che li aveva fatti precipitare nel vuoto. Mentre tre delle vittime erano già state state identificate nelle scorse settimane (due uomini di 38 e 35 anni e una donna di 34 anni, tutti e 3 cittadini svizzeri), le altre due sono state identificate di recente e a renderlo noto è stata la polizia cantonale in un comunicato ufficiale pubblicato nelle scorse ore.
Le due vittime identificate più di recente sono due uomini di 34 anni, entrambi cittadini tedeschi. Le indagini hanno fatto luce anche su altri dettagli: "I cinque alpinisti stavano scalando in due cordate indipendenti, una di due e una di tre, senza guida alpina. Entrambi i gruppi intendevano raggiungere la vetta del Rimpfischhorn".














