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Trento
05 febbraio | 12:54

Foreste, legno, architettura e futuro: l'archistar Kengo Kuma protagonista in val di Fiemme: "La tecnologia non deve allontanarci dalla natura, ma riportarci a lei"

Il giapponese Kengo Kuma protagonista al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, l'archistar ha trasformato una conferenza in un confronto internazionale

L'architetto Kuma con lo scario e i curatori della mostra (Davide Barbieri, Yeti studio)
di Redazione

CAVALESE. Il legno, l'architettura e il ruolo delle foreste. Al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, l’arrivo dell’archistar Kengo Kuma ha trasformato una conferenza in un confronto internazionale. Una serata intensa, partecipata, che ha intrecciato visioni globali e responsabilità locali (Qui conferenza completa).

 

In apertura lo scario Mauro Gilmozzi ha ringraziato Gianluca Salvatori ed Emanuele Montibeller, sottolineando come grazie alla loro collaborazione sia stato possibile portare a Cavalese non solo l’installazione di Kuma, ma anche la filosofia che la sostiene.

 

Un pensiero che si lega naturalmente alla mostra curata da Roberto Daprà Elio Vanzo e all’altra esposizione dedicata ai cambiamenti climatici e al territorio, temi con cui “dovremo fare i conti - ricorda Gilmozzi - perché i servizi ecosistemici dovranno essere caricati sulla responsabilità di qualcuno".

Lo scario ha poi richiamato il ruolo millenario della Magnifica Comunità nella gestione collettiva dei boschi, ricordando come, dopo la tempesta Vaia e l’invasione del bostrico, la rinascita delle foreste richieda non solo interventi tecnici, ma una nuova consapevolezza ambientale.

 

Il moderatore Alberto Winterle ha poi introdotto Kuma, accolto da un lungo applauso. L’architetto giapponese ha parlato del legno come “compagno di viaggio”, non come semplice materiale. Ha ricordato Chidori, la struttura modulare in legno realizzata al Castello Sforzesco di Milano, costruita senza viti né colle secondo la tradizione della carpenteria giapponese. “Il giunto è il cuore dell’architettura perché è il punto in cui due elementi decidono di sostenersi”.

 

Due opere chiave della sua ricerca: Water Branch, installazione esposta al MoMA di New York, dove l’acqua diventa struttura, e Kodama, il padiglione realizzato ad Arte Sella nel 2018 con legno italiano e incastri privi di metallo. Mostrando un piccolo giocattolo in legno, ha ricordato che molte idee nascono dal gioco, dalla semplicità, dalla capacità di osservare la materia con occhi nuovi.

 

Il momento centrale della serata è stato dedicato a Domino 3.0 – Generated Living Structure, l’opera presentata alla Biennale di Venezia 2025 e ora esposta al Palazzo della Magnifica Comunità fino al 29 settembre. Kuma l’ha messa in dialogo con il Dom-ino di Le Corbusier: se il Moderno vedeva nel cemento il simbolo del futuro, oggi la sfida è tornare alla natura. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, può aiutare a progettare strutture leggere, sostenibili, capaci di valorizzare il legno in modi inediti. “La tecnologia non deve allontanarci dalla natura, ma riportarci a lei”.

 

La Val di Fiemme, con la sua storia di gestione comunitaria del bosco e le ferite ancora visibili lasciate dagli eventi climatici estremi, è diventata per Kuma un luogo emblematico. Nel dialogo con uno degli interlocutori, l’architetto ha ribadito che il legno è “il materiale più importante”, perché porta con sé memoria, tempo, identità.

 

La serata si è conclusa con un gesto simbolico particolarmente apprezzato: la consegna a Kuma di una versione unica del gioco Tsumiki, da lui progettato e realizzato per l’occasione da Giuliano Guadagnini con il legno azzurrato proveniente dagli alberi colpiti dal bostrico. Un materiale ferito, trasformato in bellezza. Kuma ha accarezzato i pezzi come si tocca qualcosa di vivo, riconoscendo in quel legno la stessa storia che la sua architettura cerca di raccontare: fragilità, resistenza e rinascita.

 

Un gesto che ha evocato anche il progetto More Trees, fondato da Ryuichi Sakamoto e sostenuto dallo stesso Kuma, nato per promuovere una gestione sostenibile delle foreste e un rapporto più consapevole con il legno.

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