Grossa frana dal versante della montagna (VIDEO), rientrano le 35 persone evacuate: “Alta l'attenzione per due case in caso di maltempo”
A fornire l'aggiornamento è il sindaco di Auronzo di Cadore, Dario Vecellio Galeno, che a il Dolomiti conferma come in tutto una decina di persone – che vivono in due strutture interessate dall'evento – siano pronte a lasciare temporaneamente le loro abitazioni in caso di maltempo

BELLUNO. Sono rientrate a casa, dopo tutti i sopralluoghi e gli accertamenti del caso, le 35 persone evacuate ad Auronzo di Cadore dopo la frana registrata la scorsa notte in via Ligonto. A confermarlo a il Dolomiti è il primo cittadino, Dario Vecellio Galeno, che sottolinea però come in particolare per due delle strutture interessate dall'evento l'attenzione resti alta.
“All'interno – spiega – ci vivono una decina di persone, che sono rientrate pur confermando di essere pronte a lasciare temporaneamente le loro abitazioni in caso di maltempo e quindi dell'aumento del rischio di ulteriori distacchi”. Eventualmente, le famiglie interessate verrebbero accolte – come già avvenuto ieri notte – all'interno della palestra comunale, allestita per l'emergenza.
“Sul posto è intervenuto il geologo insieme ai tecnici del comune e a tutti i professionisti del caso – continua il sindaco –. Gli operatori della protezione civile stanno monitorando la zona, se la situazione dovesse cambiare siamo pronti a intervenire”.
L'allarme per la frana era scattato nella tarda serata di ieri: all'arrivo sul posto dei vigili del fuoco, il distaccamento di Santo Stefano di Cadore aveva rilevato un fronte franoso di una certa rilevanza sul versante sovrastante l'abitato, con ulteriori edifici a monte esposti al rischio di coinvolgimento. Vista la situazione era stata dunque disposta l'evacuazione preventiva di 13 abitazioni, per un totale di 35 persone tra residenti e turisti.
Nella giornata di oggi è stato effettuato sul posto un sopralluogo aereo da parte dei vigili del fuoco, con l'elicottero Drago del nucleo elicotteri di Venezia, al quale ha preso parte, oltre al geologo, anche il comandante del comando di Belluno.













