“In montagna è arrivata una spolverata di neve, ma così non si risolve la grave carenza idrica che ormai persiste da mesi: su Pedemontana e Prealpi peggio che nel 2022”
L'analisi arriva dagli esperti di Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa, dopo le scarse precipitazioni nevose registrate ieri a Cima Grappa: “Il livello di falda sotterranea delle stazioni Arpav dell'alta pianura – dicono – è sceso al di sotto dei precedenti record e sta ancora calando giorno dopo giorno nel cuore dell'autunno”

VICENZA. Nella giornata di ieri (7 novembre) un velo di neve è arrivato a coprire Cima Grappa, a 1776 metri di quota, regalando un assaggio d'inverno, almeno a livello estetico, ma confermando purtroppo la prolungata assenza di precipitazioni “serie” nella zona Pedemontana e sulle Prealpi – dove la carenza d'acqua, oggi, è su livelli addirittura peggiori rispetto all'annus horribilis 2022.
A dirlo sono gli esperti di Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa, in una breve analisi seguita alla spolverata di neve scesa ieri in quota: “Come da previsione – scrivono – abbiamo avuto deboli precipitazioni sparse, che oltre i 1500 metri circa hanno assunto carattere nevoso”. Attorno alle 10 al suolo si misurava circa 1 centimetro di neve a Cima Grappa: il massimo previsto per la giornata, al quale vanno sommati i circa 2-5 millimetri di pioggia attesi in pianura.
Numeri, dicono da Meteo Bassano, che “non risolvono la seria carenza d'acqua che ormai persiste da mesi e mesi a livello di falde e riserve idriche. Il livello di falda sotterranea delle stazioni Arpav dell'alta pianura è sceso al di sotto dei precedenti record e sta ancora calando giorno dopo giorno nel cuore dell'autunno”. Nel corso della prossima settimana sarà possibile una perturbazione più convinta da giovedì, ma si tratta di previsioni “da prendere con le pinze”, spiegano gli esperti, visto considerato che in periodi secchi “quando le configurazioni si impostano in una determinata maniera, è veramente difficile sbloccare la situazione”.
Un tema, quello della sempre più significativa persistenza dei fenomeni, che il Dolomiti aveva già approfondito in passato insieme all'ingegnere ambientale ed esperto meteo Giacomo Poletti, a fronte però di una situazione diametralmente opposta: l'inizio di anno “da record” in Trentino sul fronte delle piogge nel 2024. “Quello che osserviamo nei dati – aveva spiegato infatti Poletti – è una sempre maggior persistenza delle situazioni sinottiche (persistenza, in pratica, delle figure di alta e bassa pressione); una delle cause allo studio è l'indebolimento progressivo della corrente a getto. È il trend di estremizzazione dei fenomeni di cui spesso si parla: paradossalmente stiamo andando incontro a un clima con sempre più alluvioni e sempre più fasi di siccità, come in effetti prevedono i modelli climatici”.
Non a caso, infatti, gli stessi responsabili di Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa prendono a riferimento proprio il 2024 nel delineare l'andamento delle risorse idriche sul territorio negli ultimi anni.
“Dal 2022 ad oggi – sottolineano – abbiamo vissuto la terribile siccità del 2022, poi un periodo piovosissimo con picco nel 2024, caratterizzato da ripetuti episodi alluvionali sulle alte pianure e con il record di oltre 2mila millimetri annui su varie stazioni. E adesso, in questo 2026, stiamo vivendo un'altra fase prolungata di carenza d'acqua che sulla pedemontana e sulle Prealpi sta facendo addirittura peggio del 2022. Un rimbalzo continuo tra estremi di pioggia e di secco. Non ci resta che aspettare il prossimo periodo fortemente piovoso per vedere cosa sarà in grado di fare. Prima o poi questo periodo secco si sbloccherà, speriamo non si sblocchi come nel 2024 con delle alluvioni”.













