“La montagna che include: in Lessinia escursioni e attività all'aperto per circa 200 persone con fragilità e disabilità. Così si vivono le terre alte senza barriere”
L'iniziativa organizzata dall'Ulss 9 Scaligera in Lessinia: per gli organizzatori la prima edizione ha riscosso un grande successo, con circa 200 partecipanti da tutta la provincia di Verona

VERONA. “Lessinia inclusiva”: sold out la prima edizione dell'iniziativa organizzata dall'Ulss 9 Scaligera e pensata per rendere accessibile e “senza barriere” il territorio montano. “Circa 200 persone con fragilità e disabilità provenienti da tutta la provincia di Verona – dicono le autorità sanitarie – hanno vissuto un'esperienza unica tra escursioni, attività all'aria aperta e cultura, grazie alla rete territoriale coordinata dall'Ulss 9”.
Più che positivo, insomma, il bilancio della prima edizione dell'evento – nato per celebrare i 25 anni del Camminaparco –, che ha segnato quest'anno il “tutto esaurito”. “Dal 22 al 25 settembre – continua l'Ulss – l'Azienda sanitaria ha operato come anello di congiunzione per garantire la partecipazione attiva di persone con fragilità e disabilità, incluse persone con disabilità motoria in carrozzina, offrendo loro l'opportunità di vivere il territorio montano senza barriere, in un'ottica di benessere psicofisico, socializzazione e piena cittadinanza”.
Ricco il calendario di iniziative proposte: “Le escursioni naturalistiche organizzate in collaborazione con il Cai (sezioni di Bosco Chiesanuova, Tegnago, Verona e Cesare Battisti di Verona) hanno visto i partecipanti esplorare i sentieri della Lessinia anche grazie all'impiego delle Joelette. Il maneggio di Passo Fittanze a Erbezzo ha ospitato momenti di avvicinamento e relazione con il cavallo da terra, mentre malga Derocon ha fatto da cornice ai laboratori di apicoltura curati dall'Associazione regionale apicoltori del Veneto. La proposta si è completata con le visite guidate gratuite aperte per tutta la settimana nei musei della Lessinia di Sant'Anna d'Alfaedo, Camposilvano e Bosco Chiesanuova”,
“Per l'Ulss 9 – conclude l'azienda sanitaria – questa prima edizione rappresenta una conferma preziosa della bontà delle politiche di rete territoriale. Promuovere la salute e l'inclusione sociale significa infatti andare oltre i luoghi di cura tradizionali, favorendo l'accesso universale alla bellezza, alla storia e alla cultura della montagna. Un impegno corale che dimostra come la sinergia tra istituzioni sanitarie, enti locali, associazionismo e volontariato sia la chiave vincente per abbattere ogni barriera fisica e sociale”.











