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Belluno
15 settembre | 17:21

Torna “Un mondo che si muove”, il viaggio che rende la disabilità esplorazione del territorio. “Un vero laboratorio per testare limiti e proporre soluzioni sull’accessibilità”

Riparte giovedì 17 settembre “Un mondo che si muove”, l’iniziativa nata a Belluno e promossa dalla Fondazione Efesto Ets e che vede persone con e senza disabilità esplorare luoghi per capire se permettano a tutti di vivere la stessa esperienza insieme. Dopo il viaggio tra le Dolomiti dello scorso anno, stavolta è il turno delle Colline del prosecco fino a Vicenza: nel mezzo, due tappe tra Feltre e Busche

Torna “Un mondo che si muove”, il viaggio che rende la disabilità esplorazione del territorio
di Redazione

BELLUNO. Riparte per il terzo anno Un mondo che si muove”, l’iniziativa nata a Belluno e promossa dalla Fondazione Efesto Ets come esperienza itinerante di persone con e senza disabilità. “Non è un viaggio assistenziale, ma un laboratorio nel quale i partecipanti sono esploratori, protagonisti di un modo più accessibile di vivere i luoghi” sottolinea Matteo Gobbo Trioli, segretario generale della Fondazione.

 

La scorsa edizione si era svolta tra le Dolomiti bellunesi, nell’auspicio che Olimpiadi e Paralimpiadi avrebbero contribuito a innescare un cambiamento culturale e politico sul fronte del turismo accessibile. Quest’anno invece si va “da colle a colle”: dal 17 al 19 settembre il gruppo, composto da 32 persone, si muoverà tra le Colline del Prosecco, il Feltrino, i Colli Berici e Vicenza.

 

Due le giornate nel territorio bellunese: giovedì 17, dopo la mattinata tra i vigneti di San Pietro in Feletto, ci sarà la visita di Feltre con la Galleria d’arte Rizzarda, un incontro con il primario di geriatria di Belluno Gianfranco Conati che si occuperà di telemedicina, una rappresentazione teatrale su Vittorino da Feltre e un concerto all’Unisono Jazz Caffè. Venerdì 18, invece, il gruppo visiterà Lattebusche.

 

Un percorso nel suo insieme pensato con lo scopo che ogni fragilità diventi un punto di vista competente per aiutare musei, strutture ricettive, imprese, territori e istituzioni nel miglioramento sul fronte dell’accessibilità, per capire non solo se un dato luogo è accessibile, ma anche se permette a persone diverse di vivere la stessa esperienza insieme, con dignità e autonomia.

 

“Per noi il mondo dell’inclusione - nota Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti, partner dell’iniziativa - è sempre più importante. Questa partnership ha visto il suo primo evento a marzo al Teatro Buzzati, dal quale abbiamo continuato a dialogare su iniziative in linea con lo spirito dell’associazione. Tra di esse la ‘diversity challenge’ all’interno delle aziende bellunesi, per mettere imprese e persone a confronto su questi temi (qui)”.

 

Saranno dunque presenti persone con diverse forme di disabilità per cercare punti di forza e criticità di strutture e territori, con l’obiettivo di avanzare proposte di miglioramento. “I partecipanti - aggiunge Gobbo Triolo - saranno esploratori di situazioni, possibilità, limiti e soluzioni. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di analisi, perché la disabilità non identifica mai solo qualcuno che deve essere aiutato: una persona con disabilità può essere ambasciatore dell’inclusione, volontario, aiutante di altri compagni laddove si concepisce l’autonomia non come fare tutto da soli, ma come poter scegliere di quale aiuto abbiamo bisogno”.

 

Aiuto che, a volte, è anche economico. “Questa è una barriera di cui poco si parla. Ogni esploratore - prosegue - contribuisce al costo del viaggio secondo quello stesso principio, ma stavolta abbiamo chiesto a privati e realtà locali di renderlo più sostenibile. E la risposta nel Bellunese è stata straordinaria: abbiamo raccolto una cifra importante, distribuita in maniera equa tra tutti. Inoltre, la titolare dell’Hotel Doriguzzi da subito ha capito cosa si stava muovendo e ci ha offerto venti camere, da suite a standard, allo stesso prezzo per venire incontro alle nostre esigenze”.

 

L’accessibilità reale, infatti, pare ancora un traguardo lontano: molte le strutture, anche tra le grandi catene, che offrono una o al massimo due camere accessibili. “Le strutture turistiche - commenta - non sono ancora preparate all’idea che il disabile può vivere una vacanza come gli altri, perché prevale una visione più assistenziale. Dobbiamo invece offrire a tutti la possibilità di vivere la bellezza e il percorso è prima di tutto culturale: non basta cambiare le regole se non cambia il modo in cui le persone pensano”.

 

Compreso il fronte dei trasporti. Per il primo anno, il gruppo si sposterà con un mezzo attrezzato fornito da Dolomiti Bus, che ha già accompagnato la Fondazione a Roma lo scorso maggio. “Cercare società di servizi - è la constatazione di Gobbo Triolo - che non ci chiudano la porta in faccia non è semplice. Tanti lasciano a terra le persone con disabilità, per cui il nostro plauso va a Dolomiti Bus perché spostarsi non è scontato. Sui treni, ad esempio, c’è un abisso tra Trenitalia e Italo: con la prima l’accompagnatore viaggia gratis e qualsiasi persona con disabilità gode di una tariffa agevolata, mentre Italo non considera l’accompagnatore e l’unica gratuità è prevista per chi è in sedia a rotelle. Oggi invece non dobbiamo guardare al tipo di disabilità, ma alla fragilità in quanto tale”.

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