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Belluno
12 marzo | 06:44

A Belluno il festival dell’inclusione, artisti e sportivi sul palco con gli interpreti della disabilità: "Un'opportunità unica per costruire consapevolezza"

Si terrà sabato 14 marzo al Teatro Buzzati “Impresa e disabilità”, un festival a ingresso libero che vedrà alternarsi sul palco artisti e sportivi con interpreti della disabilità

BELLUNO. “In questi giorni a Cortina non c'è lo stesso afflusso delle Olimpiadi, tanto che si invitano le persone a vedere le gare: dobbiamo perciò farci delle domande e chiederci se non sia tempo di unirle con le Paralimpiadi. Per questo sabato vogliamo che ci sia tanta gente a teatro: perché è una opportunità unica, che neanche a Cortina hanno”. L’invito arriva da Matteo Gobbo Trioli, segretario di Fondazione Efesto che, assieme a Confindustria Belluno Dolomiti, organizza “Impresa e disabilità - Ogni cosa è un miracolo”, un festival per far vivere alla popolazione e al mondo dell’impresa l’eccellenza sportiva e artistica legata al mondo della disabilità. “L’inclusione è un valore sociale, etico ed economico - afferma Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno - che muove aziende, comunità e territori. Questo progetto è molto più di un semplice spettacolo: è un festival di idee, arte e umanità che ci deve responsabilizzare per una società più giusta e inclusiva”.

 

Appuntamento dunque a sabato 14 marzo al Teatro Dino Buzzati, alle ore 18. L’evento è aperto fino a esaurimento posti e vedrà sul palco cantanti, ballerini e musicisti in dialogo con interpreti con disabilità. “All'inaugurazione dei Giochi paralimpici - prosegue Trioli - molte persone hanno visto la bellezza e la spettacolarità trasmesse da artisti in carrozzina o dotati di arti artificiali e continuano a vederle nelle gare di questi giorni. In campo artistico, però, non esiste un comitato per gli artisti in condizione di fragilità: come Fondazione vogliamo perciò essere un punto di incontro in tal senso e, quando veniamo a Belluno, sentiamo un’aria diversa”.

 

Molte infatti le collaborazioni della Fondazione nel territorio,  (qui il dettaglio). E proprio in proposito, Trioli ricorda quanta strada c’è da fare. “Le Paralimpiadi - aggiunge - devono essere l'occasione per non dimenticarci delle strutture ricettive: sono passato a Misurina ed era pieno di persone con disabilità che non hanno trovato altrove strutture adatte ad accoglierne più di due alla volta. Siamo consapevoli dei costi di adattare una struttura, perciò le istituzioni devono agevolare gli imprenditori nell’accesso ai bandi europei”.

 

Nel frattempo, un passo avanti lo farà il Teatro che ospiterà l’evento: partono infatti a breve i lavori di ristrutturazione che, tra le altre cose, renderanno accessibile un palco oggi impossibile da raggiungere per le persone in carrozzina. Sabato gli artisti saranno infatti accompagnati con uno speciale montascale: un’ulteriore conferma della necessità di adeguare sempre più strutture pubbliche e private alle esigenze di tutti.

 

“La disabilità - aggiunge Flavio Mares, vice presidente di Confindustria con delega al sociale - è un tema che può portare a preconcetti e stereotipi fuori luogo in una società che si definisce civile e moderna, ma arte, sport, lavoro e relazioni sociali sono fondamentali per costruire l’inclusione. Da qui l'impegno di Confindustria affinché sia posta maggiore attenzione alla parte fragile della società: lo facciamo con corsi di formazione, disability management, palestre occupazionali, tutte cose nate dal dialogo con associazioni e cooperative sociali e con aziende che hanno operato con il mondo della disabilità diventando una guida per le altre”.

 

Su tale scia, Confindustria lancerà inoltre un contest: il 15 maggio si svolgerà la “diversity challenge”, una giornata in cui almeno 5 aziende porteranno i loro collaboratori interni a proporre progetti su come dare forma ai temi della diversità di genere, delle comunità connesse e della diversità di linguaggio. I progetti saranno poi valutati in autunno e il vincitore sarà replicato in tutte le imprese associate.

 

“Vorrei ricordare - conclude Berton - che dietro ogni diversità fisica, sessuale, di salute mentale, c’è una famiglia. Spesso lo si dimentica, ma in azienda abbiamo genitori, nonni e zii che soffrono in silenzio e portiamo avanti questi progetti perché l'innovazione non è solo di prodotti, materiali e processi, ma anche sociale. Siamo stati i primi in Italia a creare una delega al sociale e sul tema la nostra provincia, con oltre 1600 persone con disabilità in quasi 800 aziende, non è seconda a nessuno”.

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