Torna “Un mondo che si muove”, un viaggio tra le Dolomiti per testare il turismo accessibile. "Non basta una spunta su Booking per superare le barriere morali"
“Un mondo che si muove” è un'iniziativa della Fondazione Efesto che porterà un gruppo di persone alla scoperta del turismo accessibile tra le Dolomiti in attesa delle Olimpiadi - occasione da cogliere per innescare un cambiamento culturale, e politico. L’appello ai futuri candidati regionali: “Regione e imprese investono ancora troppo poco nello sport paralimpico”

BELLUNO. Quattro giorni inclusivi, ma normali. È questo forse il messaggio principale che l’iniziativa “Un mondo che si muove” vuole trasmettere: rendere l’inclusività normalità, e lo farà tra le Dolomiti bellunesi. “Questa, come le Paralimpiadi, è un’occasione davvero importante: è quando si fa conoscere questo mondo diverso che la gente inizia a capirlo. Non basta infatti la spunta su Booking che attesta che un hotel è accessibile, perché l’accessibilità è fatta di tante cose, a partire da un approccio diverso che spesso non si percepisce” afferma Davide Giozet, presidente Assi Onlus e Sport Assi.
Il progetto è al suo secondo anno e, dopo il successo della precedente edizione, partirà giovedì 18 settembre da Belluno con 42 persone, segnando un +30% di presenze. Cuore dell’iniziativa è mappare il territorio per un turismo accessibile, testando i percorsi e l’accoglienza, ascoltando le comunità e osservando le barriere fisiche e invisibili ancora esistenti. Ma attorno c’è molto di più.
“Lo scorso anno - spiega il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin - il ‘mondo che si muove’ andava da Belluno verso Venezia, mentre quest’anno va verso Cortina. Si tratta del mondo che si mette a disposizione per far comprendere gli accorgimenti necessari a garantire l’accessibilità: persone che sono parte attiva della società, non aspettano che l’evento olimpico passi ma si mettono a disposizione per far capire di cosa abbiamo bisogno per superare barriere non solo fisiche, ma soprattutto morali”.
L’occasione olimpica, e soprattutto paralimpica, va dunque colta. “Una persona con disabilità si muove in bassa stagione - prosegue De Pellegrin - e porta benessere alla società, ma lo può fare solo se riusciamo a sensibilizzare e impariamo a essere ospitali, cioè comportarci normalmente con loro come con qualsiasi altra persona”.
Braccio operativo dell’iniziativa è l’assessora Lorenza De Kunovich, che non nasconde “qualche difficoltà con alcuni albergatori” ma che si dichiara soddisfatta dell’esito di un evento che porterà il gruppo a scoprire luoghi e sapori della provincia. Si parte infatti giovedì da Belluno, con l’incontro con le scuole medie Ricci per parlare di disabilità visiva assieme alla Scuola triveneta cani guida e alla sezione bellunese dell’Unione italiana ciechi, mentre nel pomeriggio ci sarà la visita alla diga del Vajont e ai luoghi della memoria.
Da venerdì si sale in Cadore: a Pieve il gruppo incontrerà i ragazzi dell’Istituto comprensivo, mentre a Cibiana visiterà il Museo Messner e i murales. Tra sabato e domenica, infine, ci si sposta ad Auronzo per due giorni tra nordic walking inclusivo nella Foresta di Somadida, degustazioni gourmet ed eventi musicali inclusivi.
“Siamo molto contenti - afferma Matteo Gobbo Trioli, segretario generale della Fondazione Efesto - perché divulgare la bellezza di questa provincia e renderla accessibile a tutti è stupendo. Il mondo che si muove non è una vacanza per disabili in strutture adeguate, ma una vacanza per tutti noi e soprattutto una visione e una filosofia: l’accessibilità non deve essere un dovere giuridico, ma un volere morale”.
Non manca anche un richiamo alla politica. “Le Paralimpiadi sono alle porte - dice Davide Giorgi, presidente del Comitato italiano paralimpico del Veneto - e tutte le iniziative che portano con sé un cambiamento culturale sono fondamentali. Cortina sarà soprattutto paralimpica e noi vogliamo essere pronti a un cambiamento che si estenda anche al mondo degli investimenti. Ad oggi Regione e imprese investono infatti ancora troppo poco, nonostante portiamo il 30% delle medaglie nazionali. La Regione mette 200.000 euro, che sono davvero pochi. Speriamo quindi che tutto questo serva a un rinnovamento culturale che vorremmo coinvolgesse anche i futuri candidati regionali”.
“Tornare con 'Un mondo che si muove' è un’occasione per imparare qualcosa di più: io sono disabile di fascia alta - conclude Moreno Pesce, atleta paralimpico di vertical e sky trail - e non colgo difficoltà che altri invece potrebbero avere in montagna, ad esempio dovendo spostarsi in sedia a rotella. Siamo perciò un gruppo di persone che si mettono in gioco cercando di fare educazione, cioè far capire quali sono le criticità per un disabile o per una mamma con passeggino anche solo quando non trovano un parcheggio disponibile. Le persone con disabilità stanno aumentando e la prima cosa da insegnare sono il rispetto e la conoscenza delle loro esigenze".











