Un anno alle Paralimpiadi, Davide Giozet (Assi Onlus): "Sfruttiamo l’evento per rendere davvero la montagna accessibile a tutti"
È partito il conto alla rovescia per le Paralimpiadi e durante la cerimonia di consegna delle prime casette del villaggio olimpico sono stati molti gli auspici a una Cortina più inclusiva. Per capire le potenzialità delle Olimpiadi su questo fronte, bisogna però partire dal territorio: abbiamo intervistato Davide Giozet di Assi Onlus (Associazione Sociale Sportiva Invalidi) che da anni si occupa di sport e inclusione in provincia di Belluno

CORTINA D'AMPEZZO. “Spesso, purtroppo, si pensa alla montagna come un ambiente impervio a cui la persona in carrozzina non può accedere, ma sono stereotipi infondati. Nel bellunese c’è ancora tanto da fare, tuttavia negli ultimi anni, grazie anche allo slancio dato da Olimpiadi e Paralimpiadi, si pone sempre più attenzione anche a luoghi che non avevano questa vocazione, come Cortina. Le Paralimpiadi devono però essere solo uno spunto per creare qualcosa che sia davvero diverso da quello cui si è pensato finora: sarebbe grave se non sfruttassimo questa occasione”. È quanto afferma a il Dolomiti Davide Giozet, presidente di Assi Onlus e di Sport Assi, che si occupano di integrazione di persone con disabilità attraverso lo sport.
A un anno dalle Paralimpiadi si è svolta a Cortina la cerimonia di consegna delle prime quattro casette del Villaggio olimpico e paralimpico alla presenza del Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi. In totale ci saranno 377 mobile home, al 50% universalmente accessibili, come sottolineato da Fabio Saldini, Ad di Simico Spa. Con l’occasione, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin ha ribadito come “le paralimpiadi siano l’occasione per coltivare e realizzare una nuova accessibilità e raccogliere inclusione vera”; mentre Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, ha sottolineato che cogliere questa opportunità “significa costruire fisicamente i presupposti per accessibilità e inclusione”.
Affinché si possa realmente rendere la montagna inclusiva e accessibile, bisogna però partire dal territorio e dalle sue esigenze e Assi Onlus da anni è attiva su questo fronte.
Qual è ad oggi la situazione dello sport inclusivo nel bellunese e quali possibilità possono aprire le Paralimpiadi?
“Ci rendiamo conto - afferma Giozet - che siamo ancora carenti sotto tanti punti di vista. Gli stessi albergatori non si sono mai trovati nelle condizioni di dover ospitare più persone in carrozzina. Tuttavia, già con le gare di Coppa del Mondo paralimpiche si sono resi conto che esiste un’esigenza a cui non avevano pensato. Cortina è un mondo di nicchia, che non era accessibile a tutti sotto molti punti di vista e, non avendo a disposizione strutture accessibili, diventa difficile anche praticare sport in montagna.
La nostra speranza è che, ora che se ne sta parlando sempre di più, si crei davvero un mondo alla portata di tutti e che in tutte le progettualità le persone con ogni tipo di disabilità, quindi anche sensoriale e cognitiva, siano messe nelle condizioni di fruire e vivere la montagna”.
Quale occasione rappresentano le Paralimpiadi?
“Sono certamente un’opportunità, non solo a Cortina. La nostra Provincia è molto estesa e le persone con disabilità residenti non sono tantissime, per cui si sono sviluppati soprattutto sport di nicchia, ad esempio c’è chi scia, chi va con il bob o chi gioca a curling, spesso spostandosi da qui: è quindi difficile creare uno sport paralimpico di gruppo. Le Paralimpiadi invece porteranno nelle nostre zone tantissime persone, non solo atleti, per cui dobbiamo essere pronti sotto ogni punto di vista”.
A partire dalla corretta informazione
“Quando abbiamo realizzato delle guide con i percorsi accessibili, molti si sono stupiti di fin dove si possa arrivare con una carrozzina e hanno ammesso di non aver mai pensato alla montagna sotto questo punto di vista: spesso, quindi, basta fornire informazioni corrette. Le cabinovie sono accessibili e i rifugi, con poche accortezze in più, possono ospitare tutti: il problema è che fino a poco tempo fa le persone con disabilità non venivano in montagna, mentre adesso la frequentano di più e questo incentiva una maggiore consapevolezza generale.
Con la spinta turistica post covid, inoltre, è emerso che anche il turismo della disabilità ha numeri importanti, soprattutto perché il disabile si sposta accompagnato quindi muove più persone: anche a livello economico, dunque, è un mercato rilevante”.
Assi Onlus ha sviluppato la web app “Vengo anch’io nelle Dolomiti bellunesi”. In cosa consiste?
“L’app è pensata per aprire le porte al turismo "per tutti" in Provincia di Belluno: contiene una mappa con i percorsi accessibili, punti panoramici, luoghi di interessa culturale come musei e monumenti, ma anche servizi quali farmacie e parcheggi riservati alle persone con disabilità. Le informazioni per ciascun luogo comprendono sia quelle legate all'accessibilità motoria sia quelle legate alle disabilità sensoriali.
È un lavoro complesso, che richiederà ulteriori risorse per essere implementato. Tuttavia è interessante anche in vista delle Paralimpiadi: penso ad esempio al turista che, arrivato a Cortina, un giorno vuole visitare la Val di Zoldo. Con questo strumento riesce a trovare tutti i servizi di cui ha bisogno: una dimostrazione di come sia importante agire per promuovere un turismo sostenibile, e accessibile, su tutto il territorio”.











