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Belluno
09 aprile | 06:42

Concerti e grandi artisti, in migliaia nei luoghi "nascosti" del Bellunese: "Festival possibile grazie alla tassa di soggiorno: fondo grandi eventi 'copiato' dal Trentino"

Torna Dolomiti Arena, l’evento che porta nel Bellunese migliaia di persone all’insegna della musica e del paesaggio: cinque gli ospiti del 2026, tra il Feltrino e l’Alpago. Con l’occasione, l’assessore regionale Dario Bond lancia la proposta per valorizzare la Valbelluna durante tutto l’anno

FELTRE. Torna Dolomiti Arena, l’evento che porta nel Bellunese migliaia di persone all’insegna della musica e del paesaggio. Dopo 20 concerti ospitati in cinque anni, l’appuntamento con gli artisti nazionali in Valbelluna porta ancora nuovi artisti dal Feltrino all’Alpago.

 

L’edizione del 2025, che ha ospitato Paola Turci, Malika Ayane, Max Gazzè e I Patagarri, ha chiuso con 10 mila partecipanti e punte di oltre 2 mila a evento, dei quali il 60% da fuori provincia. Numeri non da poco, se si guarda l’evoluzione nel tempo: partita nel 2021 con 812 persone, la rassegna è cresciuta alle 8 mila del 2024 per poi toccare la doppia cifra lo scorso anno.

 

Nel 2026 si punta a replicare. “Partito come un esperimento - commenta Elisa Calcamuggi, responsabile marketing della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi - grazie allo sforzo di tutti arriva oggi con una crescita sotto tutti i punti di vista. Rappresenta tutti i valori del nostro brand: cultura, spettacolo, autenticità e avventura e, se il brand Dolomiti bellunesi è ‘fuori dai luoghi comuni’, anche questo evento lo è davvero".

 

Chi arriverà quindi in Valbelluna? Si parte sabato 18 luglio con Francesca Michielin sul Monte Avena, a Fonzaso; il 25 luglio ci saranno i Negrita al Lago di Santa Croce (Alpago); domenica 2 agosto i Tiromancino a Longarone e il 9 agosto Omar Pedrini a Setteville (in questi due casi le location sono da definire), per chiudere sabato 22 agosto con Joan Thiele a Col Cumano (Santa Giustina).

 

Appuntamenti resi possibili grazie al supporto, oltre che degli sponsor privati, del Fondo grandi eventi, che mette 100 mila euro, e dell’Unione montana feltrina, che contribuisce con 48 mila euro della tassa di soggiorno turistica. “Si tratta - spiega Carlo Zanella, presidente di quest’ultima - di un festival di musica per tutta la Valbelluna e l’imposta di soggiorno nel Feltrino ci ha permesso di avere risorse a disposizione per un circuito di concerti in luoghi poco noti, ma molto affascinanti. Abbiamo infatti sempre messo grande impegno nel cercare di essere protagonisti dello sviluppo turistico, perciò abbiamo aumentato leggermente questa piccola tassa rendendola uniforme alla normativa, dando così ulteriore ossigeno per l'attrattività della Valbelluna”.

 

L’obiettivo, infatti, è valorizzare aree meno frequentate per residenti e turisti e farlo attraverso manifestazioni culturali. “Per noi piccoli comuni - nota Christian Pasa, sindaco di Fonzaso - il programma ha un grande valore perché vediamo spesso frotte di turisti che poi si rivolgono ad altre destinazioni. Così, invece, conosciamo un’alta affluenza di persone che altrimenti non sarebbero arrivate. Inoltre, anche gli artisti hanno la possibilità di portare la loro arte in un contesto nuovo e reinventarla, adattandola ad esso”.

 

“Il Fondo grandi eventi - aggiunge Dario Bond, assessore regionale - è ormai una certezza per il territorio, nata da una mia intuizione e divenuta patrimonio di tutti. Ho copiato l’idea da Trentino marketing, che era molto avanti in termini di iniziative, ma devo dire che nell’ultimo periodo ci siamo avvicinati parecchio alle loro performance. Dolomiti Arena porta qui tanta gente, perciò chiedo che si inizi a misurare in maniera sistematica i dati di afflusso per capire l’impatto sull'economia del territorio. Non si tratta infatti solo di conoscere i luoghi, ma anche lasciare in essi un impegno a volte economico, a volte di ritorno in termini di frequentazione con la famiglia, a volte di pubblicità”.

 

Bond cita in particolare i parametri misurati al Lago di Santa Croce lo scorso anno: circa 8 mila persone arrivate, ma 354 mila raggiunte a livello di immagine. “Sono dati che devono essere misurati sempre - sottolinea - come fa Trentino marketing dall’evento più piccolo a quello più grande”.

 

E infine lancia una proposta a sindaci ed enti del territorio, “ma anche a me stesso” puntualizza. “Nel territorio - conclude l’assessore - abbiamo un periodo estivo che va bene tra concerti, iniziative e feste paesane. Poi c’è quello autunnale-invernale, con manifestazioni che dovrebbero rappresentare un momento di stare insieme più legato alla popolazione residente, che deve essere oggetto di maggiore attenzione da parte nostra. La mia idea, quindi, è creare iniziative culturali legate al territorio e riempire i mesi di ottobre, novembre e gennaio per dare un pacchetto di vita e ristoro culturale a tutti i nostri territori, usando luoghi come Col Cumano, il Teatro La Sena, le piazze, per iniziative che nel tempo possono diventare momenti di vita. Dobbiamo cioè superare i confini tra comuni e metterci a disposizione perché la nostra gente ha bisogno di vivere. I soldi, le persone e le associazioni ci sono: si tratta di mettere giù i temi e lavorare a un grande evento di vallata. Non possiamo più dire che fino al 13 settembre c’è il turista con la famiglia e dal 14, quando iniziano le scuole, dimenticarcene fino all’anno dopo”.

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