"Latte crudo? Sicurezza fondamentale, ma non può diventare un ostacolo alla sopravvivenza dei piccoli produttori montani: evitiamo obblighi di etichettatura"
In Lombardia depositata una mozione del presidente della commissione montagna Giacomo Zamperini: "Le nuove linee guida del ministero della salute rischiano di introdurre procedure e costi insostenibili per i piccoli produttori di montagna: serve un approccio proporzionato, che tuteli la salute dei consumatori senza mettere a rischio la sopravvivenza delle produzioni tradizionali"

SONDRIO. Difendere i produttori di formaggi a latte crudo e salvaguardare le malghe e gli alpeggi lombardi. È questo l’obiettivo della mozione depositata in consiglio regionale dal presidente della commissione montagna e consigliere regionale Fdi, Giacomo Zamperini, con l’intento di garantire continuità produttiva, sicurezza alimentare e tutela del patrimonio identitario delle terre alte.
"La sicurezza alimentare è una priorità assoluta - dichiara Zamperini - ma le nuove linee guida del ministero della salute rischiano di introdurre procedure e costi insostenibili per i piccoli produttori di montagna. Per una malga o un micro-caseificio, il costo delle analisi per Stec può diventare una cifra impattante, con il rischio concreto di abbandono della produzione e chiusura delle attività. Serve un approccio proporzionato, che tuteli la salute dei consumatori senza mettere a rischio la sopravvivenza delle produzioni tradizionali".
La mozione promuove "un dialogo con il Ministero della Salute per consentire agli enti territoriali di applicare livelli differenziati di rischio, riconoscendo le misure di autocontrollo già adottate dalle aziende, evitando obblighi generali di etichettatura che penalizzerebbero ingiustamente i piccoli produttori. La Regione viene sollecitata a sostenere economicamente i produttori attraverso contributi per analisi microbiologiche, adeguamenti strutturali e, se richiesto volontariamente, installazione di piccoli impianti di pastorizzazione, senza snaturare le produzioni tradizionali".
La Lombardia vanta una filiera lattiero-casearia di grande valore, con 555 produttori di latte vaccino nelle aree montane che conferiscono oltre 165 milioni di chili di latte all’anno e 24 produttori ovi-caprini con circa 1,5 milioni di chili. Ai piccoli produttori che vendono direttamente si aggiungono 702 operatori vaccini con più di 35 milioni di chili e 188 operatori ovi-caprini con quasi 3 milioni di chili. La regione ospita numerose Dop e Pat che richiedono latte crudo, prodotti la cui tipicità organolettica verrebbe compromessa da una pastorizzazione obbligatoria.
"Le malghe e gli alpeggi non sono soltanto realtà economiche - prosegue Zamperini -, sono presidio del territorio, tutela dei pascoli, prevenzione dei dissesti idrogeologici e conservazione della biodiversità. Difendere i formaggi a latte crudo significa difendere la montagna, le sue tradizioni e le opportunità di chi decide di viverci e lavorarci".
"La sicurezza è fondamentale, ma non può diventare un ostacolo alla sopravvivenza dei piccoli produttori montani – conclude Zamperini –. La filiera dei formaggi a latte crudo rappresenta un patrimonio culturale, economico e ambientale unico che Regione Lombardia intende tutelare in tutte le sedi possibili".












