''Si rischia il collasso sull'Autobrennero con code di oltre 100 chilometri. Agire subito prima che partano i lavori al ponte Lueg''
Il team K lancia l'allarme e ricorda che da gennaio, da quando sono state fatte le prime richieste, la giunta provinciale di Bolzano non si è mossa e non spiegato come si pensa di affrontare il problema in ottica 2025. Ora si apprende che l'Svp è pronta a convocare una riunione urgente dei consiglieri provinciali tirolesi e altoatesini. Köllensperger: ''La RoLa è una soluzione ma avrebbe comunque un impatto limitato su un problema di dimensioni enormi''

BOLZANO. ''A partire dal 2025 si rischia il collasso sull’Autobrennero con code di oltre 100 chilometri a causa dei lavori di risanamento del ponte Lueg a nord del Brennero. Dall’Alta Valle Isarco fino a Chiusa e probabilmente fino al capoluogo si creeranno incolonnamenti di auto, con un impatto ambientale che andrà a impattare in maniera importante sulla qualità di vita e di lavoro nei territori di transito dell’autostrada''. Così il Team K, con il suo leader Paul Köllensperger all'indomani dell'uscita della notizia che anche l'Svp ha preso coscienza del fatto che il risanamento del ponte Lueg a nord del Brennero rischierà di portare gravissimi disagi anche in Alto Adige.
Fino a ieri sembrava un problema tutto austriaco per la politica di Bolzano, eccezion fatta per il Team K che è da tempo che lancia l'allarme, ora si comincia a realizzare che il problema riguarda tutti e che serviranno pronte contromisure per evitare il collasso di quello che è uno degli assi di comunicazione più importanti del Paese.
A partire dal 2025 infatti, il ponte Lueg, lungo 1,8 chilometri, dovrà essere riqualificato. Un'opera che, realizzata oltre 50 anni fa, necessita ora di interventi importanti per poter continuare a gestire i milioni di passaggi annui tra auto e mezzi pesanti. Si tratta del viadotto autostradale dell'A13 austriaca che è rappresenta il prolungamento dell'Autostrada del Brennero in terra tirolese dopo il Ponte Europa, verso Innsbruck. Che i problemi non saranno solo austriaci lo dimostrano le cicliche chiusure di corsia che avvengono per riqualificare i diversi tratti di autostrada e dal 9 ottobre, per una settimana, è già annunciata una sola corsia di marcia attraverso il Brennero con inevitabili ripercussioni.
Secondo la portavoce del gruppo parlamentare Svp Magdalena Amhof, la ristrutturazione del ponte Lueg sarà oggetto di una prossima riunione dei consiglieri provinciali tirolesi e altoatesini per capire cosa fare e che impatti avrà sulla viabilità di entrambi i territori. ''Troppo poco e troppo tardi - commenta il Team K -. E intanto la RoLa (il trasporto ferroviario dei camion ndr) langue sottoutilizzata. Il Team K già nel mese di gennaio aveva lanciato l’allarme e presentato un’interrogazione alla Giunta e a giugno ha chiesto urgentemente un intervento ai due responsabili delle politiche di mobilità di Alto Adige e Tirolo, Daniel Alfreider e Ingrid Felipe''.
Così riassumeva la situazione un preoccupato Paul Köllensperger. “Sull’asse del Brennero si profila un blocco molto significativo del traffico tirolese a partire dal 2025, come ora confermato da Asfinag (società austriaca di proprietà pubblica che progetta, finanzia, costruisce, mantiene e riscuote pedaggi per le autostrade austriache ndr). Una dichiarazione di fallimento gestionale dell’A22, se così fosse, anche perché con il ponte Lueg in piena operatività i volumi di traffico attuali sono spesso difficili da gestire. Purtroppo chi è al governo non è mai riuscito ad intervenire con un minimo di efficacia sul tema del traffico deviato sul passo del Brennero, aumentando i pedaggi autostradali per i mezzi pesanti. Senza un ponte Lueg a due corsie, ci aspetta il caos, mentre il completamento della galleria di base del Brennero è ancora lontano. La già difficile situazione in Alta Valle Isarco peggiorerà ulteriormente”.
La verità, prosegue il Team K, è che in questi mesi non è successo nulla. L’assessore Alfreider tace, la capogruppo Svp chiede un incontro tra i due consigli provinciali di Tirolo e Alto Adige. Entrambi - insieme ad Autobrennero - si augurano che Asfinag e il Tirolo presentino una soluzione. "Sperare non è sufficiente, la maggioranza dovrebbe anche fare - prosegue Paul Köllensperger -. Se si fosse optato per una soluzione in galleria sul lato austriaco, si sarebbe evitato questo caos programmato. Ora è troppo tardi". Senza dimenticare che tra qualche anno potrebbero essere necessari anche in Alto Adige interventi di risanamento simili a quelli del Ponte Lueg, in quanto i viadotti lungo la Valle Isarco hanno la stessa età di quelli del versante austriaco. Sia il Team K che i Neos in Austria hanno più volte sottolineato l’urgenza di ridurre il traffico autostradale con un adeguamento del pedaggio e l’introduzione di sistemi di prenotazione per il traffico pesante.
Soluzioni semplici non ne esistono ovviamente, ma sul rilancio della RoLa – il trasporto ferroviario dei camion – varrebbe la pena insistere e investire. “Già nel marzo del 2019 il Consiglio regionale aveva approvato quasi all’unanimità una nostra mozione, il cui obiettivo era vincere l’inerzia e rivitalizzare il servizio – ricorda Paul Köllensperger –. Ovviamente la RoLa avrebbe comunque un impatto limitato su un problema di dimensioni enormi, ma la strada da seguire non può che essere quella. Per rilanciarla occorre renderla maggiormente attrattiva con incentivi finanziari mirati, una migliore logistica e offrendo alle imprese di trasporto una tratta più lunga e quindi interessante, da Brennersee a Verona. Tutte proposte già discusse, votate in aula e approvate, ma mai davvero implementate dalla maggioranza che anche in questa occasione si è dimostrata sostanzialmente immobile purtroppo”.


















