''Nel 2023 Interbrennero sposterà quasi 50mila camion da strada a rotaia'', Gottardi sul rifacimento del ponte Lueg e del ''rischio collasso dell'A22''per il traffico
Il ponte Lueg in Austria potrà essere utilizzato solo fino al 2024 per motivi strutturali. Nel 2025 la potenzialità dei treni potrà essere di 24 coppie treni al giorno. I dati nella risposta dell'assessore Mattia Gottardi all'interrogazione di Luca Zeni

TRENTO. Si rischiano lunghe code con l'A22 a rischio collasso per la necessità di effettuare i lavori di ristrutturazione e di risanamento del ponte Lueg in Austria. Un allarme lanciato da Luca Zeni (Pd) e dal Team K in Alto Adige con la possibilità di assistere anche a 100 chilometri di mezzi fermi o rallentati.
I lavori non si possono procrastinare, il ponte Lueg potrà essere utilizzato solo fino al 2024 per motivi strutturali. Ancora oggi, la sicurezza del traffico può essere garantita solo con misure di salvaguardia che costano circa 18 milioni di euro e per questo si cerca una soluzione per limitare il più possibile le criticità: la previsione è di 1.013.791 tonnellate di merce trasportata su rotaia, 1.108 coppie di treni (2.216 treni) per 49.370 mezzi sottratti al traffico stradale.
Il traffico merci intercettato da Interporto di Trento riguarda circa il 2% del totale. Al terminal interbrennero arrivano e partono dunque in media 6 treni giorno e i treni RoLa attualmente sono una coppia/giorno, con possibilità attuale di incremento fino a 15 coppie treni/giorno (630 mezzi/giorno) e con l'implementazione dei 3 binari RoLa previsti entro il 2025, la potenzialità dei treni potrà essere di 24 coppie treni al giorno (2.208 Tir giornalieri).
Nel 2019 lungo il Corridoio del Brennero sono transitate 53,7 milioni di tonnellate di merci, di cui il 39,9 (74%) su strada e 13,8 (26%) su rotaia. Il carico di traffico su strada si riversa principalmente sull'A22, dove transitano annualmente più di 2,5 milioni di mezzi pesanti.
Questi i dati presentati dall’assessore Mattia Gottardi per rispondere a un’interrogazione con cui il mese scorso Luca Zeni, il consigliere del Partito democratico aveva chiesto alla Giunta di attivarsi per evitare un “rischio di collasso dell’Autobrennero” dovuto all’avvio dei lavori di ristrutturazione del ponte Lueg, nel tratto austriaco dell’autostrada vicino al passo del Brennero.
L’avvio dei lavori di ristrutturazione del ponte Lueg sul percorso autostradale in territorio austriaco al passo del Brennero, "moltiplica i problemi del traffico veicolare su quell’asse strategico. Lunghe file di mezzi pesanti e leggeri devono, infatti, disporsi su di un’unica fila, dato che è agibile una sola corsia per senso di marcia in un tratto autostradale della lunghezza di un chilometro e ottocento metri".
Non solo un problema di traffico "ma anche di inquinamento e di impatto ambientale, con rischiose ricadute sulla qualità della vita e di lavoro nei territori attraversati dall’Autostrada del Brennero, con particolare riguardo all’ Alto Adige, al Tirolo, ma anche al Trentino".
A fronte di questa emergenza l’interrogazione evidenzia l’apparente larga sotto-utilizzazione del sistema Ro.La. che consente il trasporto ferroviario integrato per i mezzi pesanti. La situazione, segnalava Zeni, è molto preoccupante se perfino "Asfinag GmbH", la società pubblica che gestisce le autostrade austriache, segnala rischi di grave congestione e addirittura di blocco del traffico sulla direttrice del Brennero a causa dei lavori sul ponte Lueg, che potrebbero prolungarsi fino a tutto l’anno 2025. Secondo il consigliere del Pd il Trentino non sembra particolarmente preoccupato mentre Innsbruck e Bolzano affrontano seriamente il problema.
Viene spontaneo chiedersi a questo punto - si legge nell'interrogazione - a cosa serva l’ Euregio se con la sua organizzazione non è "nemmeno in grado di far sedere attorno a un tavolo i tre territori interessati, per individuare insieme possibili soluzioni, anche in un’ottica programmatoria”.
Per questo Zeni, oltre a chiedere quale impatto abbia il sistema Ro.La. sull’intera massa del traffico lungo l’asse del Brennero e che potenzialità racchiuda per il trasporto merci su rotaia, voleva sapere dalla Giunta perché il Trentino è stato fin’ora escluso dai contatti tecnici e politici che paiono essere in corso da mesi su tale delicata questione, fra la Provincia di Bolzano e il Land Tirol, posto che tutte e tre le realtà territoriali dell’Euregio sono coinvolte da un problema di queste dimensioni.
Nella sua risposta l’assessore Gottardi nega che la Provincia di Trento sia stata “sin qui esclusa da interlocuzioni tecniche e politiche", e afferma "che l'Euregio continua a essere un veicolo importante di comunicazione e coordinamento, anche su questo tema".












