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Trento
04 ottobre | 12:44

Contrasto allo spopolamento delle aree montane, contributi fino al 90% per nuovi progetti: i dettagli della misura

Approvati dalla Giunta provinciale i nuovi criteri: “Quattro tipologie di intervento, contributi fino al 90% e una specifica attenzione alle azioni contro lo spopolamento”

Foto generata da Ia
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di Redazione

TRENTO. Contro lo spopolamento delle terre alte in Trentino, dalla Giunta arriva un nuovo sostengo ai progetti sperimentali nelle aree montane – con particolare attenzione a quelle progettualità pensate proprio per contribuire alla “tenuta demografica” dei territori interessati.

 

A comunicarlo è la stessa Provincia di Trento, che sottolinea come l'obiettivo generale sia “passare dal finanziamento di singoli interventi alla costruzione di progetti condivisi, capaci di produrre un impatto concreto e duraturo sulle comunità”. È proprio questo infatti il principale elemento di novità dei nuovi criteri approvati da Piazza Dante – e destinati agli enti locali e e agli enti esponenziali dei beni di uso civico.

 

“Rispetto all'impianto adottato nel 2022 – dice ancora la Provincia – la misura viene semplificata e articolata in quattro tipologie di azione, con una particolare attenzione alle progettualità in grado di contribuire alla tenuta demografica e al contrasto dello spopolamento”.

 

“Tenere vive le comunità delle nostre valli – dice il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti – anche quelle più periferiche, significa creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e costruire un proprio percorso di vita in quei territori. In tal senso questa iniziativa, che si inserisce in una strategia più ampia della Provincia per rafforzare l'attrattività delle valli trentine, può rappresentare uno strumento importante perché consente alle comunità di individuare soluzioni innovative ascoltando gli attori del territorio e quindi costruite sulla base delle proprie caratteristiche e dei propri bisogni”.

 

Il nuovo impianto, continua Piazza Dante, rafforza la dimensione progettuale della misura: “Le risorse quindi non vengono assegnate semplicemente sulla base della tipologia di intervento, ma a partire da un'idea progettuale coerente con gli obiettivi individuati e dalla successiva elaborazione di un progetto operativo. La progettazione dovrà definire bisogni, obiettivi, azioni, soggetti coinvolti, tempi e risultati attesi, secondo una logica di intervento condivisa e verificabile, con l’obiettivo primario di tradurre l’innovazione in impatto significativo per il territorio”.

 

Una prima novità riguarda proprio la semplificazione delle possibilità di intervento, che vengono ricondotte a quattro tipologie: nuovi progetti sperimentali, progetti già realizzati e riproposti in altri contesti, progetti integrativi rispetto a esperienze precedenti e progetti sviluppati nell’ambito di iniziative di interesse provinciale. A queste possono aggiungersi azioni complementari, funzionali alla realizzazione o alla prosecuzione degli obiettivi progettuali, anche attraverso interventi materiali.

 

Come anticipato, il contrasto allo spopolamento delle terre alte è una delle priorità principali: “I nuovi criteri – dicono le autorità – valorizzano infatti le progettualità che interessano i territori coinvolti nelle azioni provinciali per la rivitalizzazione delle aree a rischio di abbandono, favorendo il collegamento tra iniziative diverse e una maggiore capacità di incidere sulle condizioni che rendono un territorio attrattivo e vitale”.

 

La misura prevede inoltre un sistema di contributi più semplice e prevedibile, basato su importi standard e sulla valutazione della qualità della proposta: “Per la componente progettuale il contributo può arrivare fino a 50mila euro, mentre per le azioni complementari di carattere materiale è previsto un contributo fino a 100mila euro. La copertura provinciale può raggiungere il 90% della spesa ammessa”.

 

La maggior attenzione alla progettazione sarà infine accompagnata da un'attività di formazione e supporto agli enti: “La struttura provinciale metterà a disposizione le esperienze maturate attraverso le precedenti sperimentazioni e organizzerà, anche con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni, momenti di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento rivolti alle amministrazioni e alle Comunità di valle. L’obiettivo è sostenere gli enti non soltanto nella fase di accesso ai contributi, ma nella costruzione di proposte capaci di mettere in rete competenze, soggetti e risorse presenti sul territorio. La nuova impostazione punta così a rafforzare il carattere sperimentale e innovativo della misura: le risorse provinciali dovranno accompagnare progettualità costruite dal basso, capaci di rispondere a esigenze specifiche dei territori e, quando i risultati lo consentano, di diventare esperienze replicabili anche in altri contesti”.

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