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La super-batteria di Green Energy Storage arriva a Progetto Manifattura e assume: 12 nuovi dipendenti entro dicembre

Siglato con Trentino Sviluppo il protocollo d'insediamento a Rovereto. Il brevetto dell'azienda: un accumulatore che immagazzina energia pulita e la conserva fino a 15 anni

Pubblicato il - 07 maggio 2019 - 12:49

ROVERETO. Il focus dell'attività è l'energia green e il suo immagazzinamento. Parliamo di Green Energy Storage: la realtà ha siglato un accordo con Trentino Sviluppo per l'insediamento in Progetto Manifattura a Rovereto nell'edificio "Magazzino Botti" su una superficie di 650 metri quadrati che saranno destinati principalmente alla produzione di batterie a flusso, basate su materiale organico e biodegradabile, destinate a immagazzinare energia anche per periodi molto lunghi (fino a 15 anni). Un passaggio, quello dell'azienda, che sarà accompagnato da diverse assunzioni: la previsione è quella di passare dai 13 dipendenti attuali a 25 collaboratori entro la fine dell'anno.

 

Nata nel 2015, Green Energy Storage fa dell'accumulo di energia da fonti rinnovabili e non inquinanti il centro della sua attività. Un'energia "verde", pulita, ma legata a fenomeni fisico-atmosferici, quindi soggetti a variabili, picchi e flessioni. Un'energia che, quindi, deve essere conservata. E proprio qui entra in campo l'attività della realtà che ha in questi giorni siglato l'accordo con Trentino Sviluppo per entrare in Progetto Manifattura e, più in particolare, nel polo della "Green and sport economy".

 

Il 50,6% del capitale sociale appartiene alla Skyres Srl, della famiglia Pinto di Roma. Salvatore Pinto, ingegnere, è fondatore e presidente di Green Energy Storage. "Quello dell’energy storage - spiega - è il mercato più grande al mondo per i prossimi decenni. Si stima che solo in Europa, fino al 2030, varrà 169 miliardi di euro, 400 miliardi di dollari in tutto il mondo".

 

Green Energy Storage detiene alcuni brevetti in esclusiva per l’Europa e si accinge a registrarne altri. Una batteria a flusso da 5 chilowatt, in grado di fornire fino a 10 chilowattora di energia a un condominio, è un parallelepipedo della dimensione di due metri per uno.

 

I primi test di queste speciali batterie sono stati svolti all'Università Tor Vergata di Roma. "Poi abbiamo trovato in Fondazione Bruno Kessler - fa sapere sempre Pinto - un partner competente per la definizione di elettrodi e membrane". "In Fbk a Povo azienda e ricercatori hanno lavorato fianco a fianco nello sviluppo della parte ingegneristica, nella validazione, nel testare i singoli componenti e nella continua attività di ricerca per ridurre i costi", spiega Luigi Crema, responsabile dell’Unità di ricerca applicata ai sistemi energetici Ares, composta da una ventina di ricercatori e tecnici, fisici, ingegneri, esperti di software e intelligenza artificiale.

"Le competenze di Fbk, le opportunità della legge 6 della Provincia di Trento, il supporto territoriale di Trentino Sviluppo - sottolinea Crema - hanno fatto da forte volano attrattivo per questo progetto d’impresa".

 

Una punta di diamante, afferma Pinto: "Siamo tra i primi al mondo a usare la chimica organica per questi processi: utilizziamo il chinone, molecola carbonica vegetale ma ottenibile anche con sintesi industriali. Le batterie del nostro smartphone e delle nostre automobili sono a ioni di litio. Hanno alte densità, ma anche criticità dovute alla combinazione di elevata potenza ed energia insieme. Nelle batterie a flusso, invece, potenza ed energia sono divise, sono più sicure perché lavorano a temperatura ambiente e sono basate su pompe, elettrodi, membrane, ossidoriduzione e poi accumulo. La scala di riferimento per un loro utilizzo va dalla casa, dal condominio in su, ma saranno utili anche per la mobilità elettrica".

Tra le potenzialità più innovative di queste "celle" energetiche c’è l’applicazione dell’intelligenza artificiale: "Il futuro prossimo sarà fatto da singoli utenti che possono produrre e suddividere energia, ottimizzandola, persino vendendola al vicino quando sono in ferie" precisa Pinto.

Nel 2017 è partito il primo crowdfunding per Green Energy Storage, che ha potuto contare su 300 investitori e che ha raccolto un milione di euro. Nell'ultimo anno sono stati coinvolti altri 600 soci, molti di loro anche clienti, per un totale di 2 milioni di euro.

 

L’operazione di insediamento in Progetto Manifattura è stata salutata con soddisfazione dall'Assessorato allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia.

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