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''Siate aperti al nuovo restando fedeli ai vostri valori'', il rettore agli studenti alla Cerimonia delle lauree

Scopo dell'iniziativa è quello di valorizzare il conseguimento della laurea e il rapporto con la comunità locale dei giovani. In piazza 335 laureati dell’Università di Trento, studenti che hanno concluso il percorso di studi tra ottobre 2018 e marzo 2019

Fotoservizio di RedKristalVideo
Pubblicato il - 11 maggio 2019 - 16:55

TRENTO. La pioggia a tratti non ha fermato la Cerimonia delle lauree nella splendida cornice di piazza Duomo. Manifestazione, giunta all'ottava edizione, organizzata due volte l'anno, in primavera e in autunno, dall'Ateneo in collaborazione con la Provincia e il Comune di Trento.

 

Scopo dell'iniziativa è quello di valorizzare il conseguimento della laurea e il rapporto con la comunità locale dei giovani. In piazza 335 laureati dell’Università di Trento, studenti che hanno concluso il percorso di studi tra ottobre 2018 e marzo 2019 nei corsi di laurea di I ciclo dei dipartimenti di CibioEconomia e managementFisica, Ingegneria civile, ambientale e meccanica. E ancora Ingegneria industrialeIngegneria e scienza dell’informazione, Lettere e filosofia, matematicaPsicologia e scienze cognitiveSociologia e ricerca sociale.

"Sostenervi nel percorso di studi – ha detto il rettore – è un grande investimento che la comunità trentina fa nel futuro. È bene ricordarselo con un senso di riconoscenza, sapendo che c'è un momento in cui siamo chiamati a restituire un po' di quello che abbiamo ricevuto. Quello che oggi celebriamo è un punto di partenza verso nuove avventure: siate aperti al nuovo restando fedeli ai vostri valori. Fate del rispetto e della comprensione le armi con cui affrontare una società difficile. Ricordate che i cambiamenti sono fonte di grandi opportunità se li sappiamo leggere con gli occhi della lungimiranza e della saggezza".

 

A questo nutrito gruppo di laureati, anche 12 dei 15 migliori dottori e dottoresse di ricerca dell’anno accademico 2016/2017. Gli studenti hanno ricevuto il diploma dalle mani del rettore Paolo Collini e del prorettore vicario Flavio Deflorian alla presenza di Daniele Finocchiaro, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento. 

Alla cerimonia hanno partecipato anche Mirko Bisesti in qualità di assessore all’istruzione, università e cultura della Provincia di Trento, e Chiara Maule, assessora con delega per le materie della partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento.

 

La cerimonia si è aperta con il corteo accademico partito dal Rettorato e si è conclusa con la proclamazione da parte del rettore e il lancio dei tipici cappelli. Un'iniziativa impreziosita dai momenti proposti dalla Corale polifonica UniTrento e dal Gruppo strumentale di Ateneo, diretti da Marco Gozzi.

"Lavorare nel mondo dei videogiochi è per me la realizzazione di un forte desiderio, di un sogno", ha esordito il testimonial, Matteo Galvagni di Rovereto, laureato nel 2015 all’Università di Trento e che oggi lavora come Lead Programmer (si occupa della parte di programmazione) a Milestone, azienda italiana di videogiochi con sede a Milano.

 

Il Lead programmer ha raccontato di essere approdato all’Università di Trento dopo una prima esperienza non soddisfacente in un altro ateneo: "Mi sono iscritto al corso di laurea in Interfacce e tecnologie della comunicazione al Dipartimento di Psicologia e scienze cognitive. Mi attirava molto l’idea di studiare come l'informatica, la psicologia e l'intelligenza artificiale si integrassero tra loro. Gli anni universitari hanno rappresentato un'opportunità di crescita, oltre che un'esperienza accademica e formativa".

 

Non solo. Davanti all’incertezza sugli sbocchi professionali, Galvagni ha raccontato di essersi buttato nel mondo delle startup, dove ha avuto modo di mettersi alla prova in competizioni, progetti, lavoro in team. Dopo la laurea ha fatto una ricerca delle aziende italiane che producevano videogiochi per trovare la Milestone: "Mi sentivo corrispondere al profilo che l’azienda cercava. Decisi di provarci con entusiasmo, ma non nutrendo molte speranze". A due mesi dalla laurea, aveva un lavoro in una grande azienda.

"Abbiate coraggio, rischiate, mettetevi in gioco, sperimentate chi siete - conclude Galvagni - per comprendere quali sono i vostri punti di forza su cui costruire il vostro futuro. Vi invito perciò già da domani ad aprire quel cassetto dei sogni, e a recuperare ciò che ci avevate messo dentro. Abbiate fiducia in voi stessi e ricordatevi che l'unico vero fallimento è quello di non averci provato".

 

Spazio poi a Sara Vettorazzo (laureata in Scienze e tecnologie biomolecolari all’Università di Trento) nella veste di miglior laureata tra chi partecipava a questa edizione della cerimonia. È tornata con la memoria al momento della scelta: "Dopo il liceo la mia vita si presentava come un gigantesco punto di domanda: mi appassionavano molti ambiti diversi tra loro e il capire quale fosse il più importante mi sembrava una sfida davvero impossibile. Poi, piano piano, ho iniziato a pensare a quanto, da sempre, la vita e tutti i suoi incredibili meccanismi mi affascinassero".

 

Da qui la decisione di iscriversi al corso di laurea del Cibio: "Ho trovato quello che cercavo: la qualità dei corsi offerti e delle numerose ore di esercitazione nei laboratori didattici; il caloroso clima di solidarietà tra studenti; la bellezza del polo scientifico e soprattutto la competenza e la conoscenza dei professori, impegnati in una ricerca di altissimo livello, autori di pubblicazioni del calibro delle più prestigiose riviste scientifiche e per questo costante fonte d’ispirazione per tutti noi studenti".

 

Tra le esperienze più arricchenti e stimolanti Vettorazzo ha parlato del semestre Erasmus all’Università Ceu San Pablo di Madrid: "Ho potuto confrontarmi con culture e persone da tutto il globo e soprattutto con un mondo universitario talvolta simile ma spesso decisamente diverso dal nostro, dandomi l’opportunità di arricchire notevolmente il mio bagaglio di conoscenze, competenze ed esperienze e di crescere ogni giorno di più come persona".

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