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| 25 set 2019 | 11:24

UniTrento "nasconde" le case al terremoto. Gli studi sull'invisibilità elastica potrebbero rivoluzionare l'ingegneria sismica

Nei laboratori del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica, un gruppo di ricerca rende gli edifici "impermeabili" alle onde sismiche. Investire in questa ricerca significa proteggerli e proteggerci. Lo studio conquista anche la copertina della rivista “Proceedings of the Royal Society A”

UniTrento "nasconde" le case al terremoto
di Arianna Viesi

TRENTO. Nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica della Università di Trento un gruppo di ricerca rende gli edifici "invisibili" al sisma per proteggerli.

 

Il principio sotteso è questo: un sottomarino è invisibile quando il sonar di una nave, che cerca di localizzarlo, non registra alcun segnale di ritorno. Si chiama "invisibilità elastica". Investire in questo tipo di ricerca e sperimentazioni - rendendo, appunto, un edificio invisibile ad un sisma (come lo è il sottomarino per la nave) - significa proteggerlo e proteggerci.

 

Ma cosa vuol dire, in concreto, rendere invisibile un edificio? Come può un sisma non vederlo?

 

 

 

 

Lo spiega Diego Misseroni (ricercatore di Scienza delle Costruzioni del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica di UniTrento) assieme a Davide Bigoni (professore nello stesso dipartimento): «In laboratorio siamo riusciti a rendere un edificio “invisibile” al terremoto: abbiamo realizzato una struttura con alcune aperture che abbiamo rinforzato per renderle invisibili alle vibrazioni, facendo in modo che non disturbino il comportamento sismico della struttura».

 

Lo studio, insomma, apre prospettive inimmaginabili: da qui si può partire per studiare, e realizzare, nuove tipologie di strutture antisismiche "impermeabili" alle onde generate da un terremoto - onde che, quindi, le attraversano senza distruggerle.

 

La ricerca ha ottenuto anche la copertina della rinomata rivista scientifica britannica "Proceedings of the Royal Society A” con un articolo nel quale descrivono l'invisibilità elastica mediante gli esperimenti realizzati nei laboratori di Mesiano (QUI ARTICOLO).

 

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