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Caos appartamenti per gli universitari, in tanti rimasti senza alloggio perché col Covid i residenti li hanno riconvertiti. L'Opera: ''Posti finiti, consigliamo Rovereto''

Durante la pandemia molti studenti sono tornati a casa e hanno lasciato il proprio appartamento. A loro volta i proprietari hanno deciso di riconvertirli affittandoli a famiglie o a lavoratori che ne avevano bisogno. Ora tanti universitari non trovano casa. Frigotto (Opera Universitaria): ''Abbiamo consigliato di cercare a Rovereto. I nostri posti sono sold-out''. Degli oltre 17 mila studenti dell'ateneo si stima che circa il 65% arrivi da fuori

Di Giuseppe Fin - 05 ottobre 2021 - 06:01

TRENTO. I telefoni sono bollenti, c'è chi cerca un posto letto per la propria figlia, chi invece si è messo alla ricerca di una doppia per stare con un amico. Da qualche settimana gli studenti universitari, fra Green pass e lezioni in presenza, sono tornati a bussare alle porte della città e molti, purtroppo, sono costretti a tornarsene a casa. 

 

“Ci sono moltissimi studenti che sono senza un alloggio” dicono i rappresenti di Udu, l'Unione degli Universitari. “Con il rientro in presenza, ci siamo trovati davanti a una gravissima carenza di posti letto. Si ritorna alla normalità: i prezzi delle stanze private lievitano, mentre l’offerta dell’Opera Universitaria si comprime a causa della pandemia. Ascoltiamo e leggiamo ogni giorno le storie di ragazzi disperati, che si scontrano con la difficoltà di trovare un posto dove dormire”. 

 

Difficile al momento dire con esattezza quali siano i numeri delle persone che stanno cercando casa. Sappiamo, però, che l'ateneo di Trento è primo in Italia per quanto riguarda l'attrattività: su circa 17 mila universitari si stima che il 65% arriva da fuori. Numeri che mostrano quanto possa essere la domanda di posti letto che nel corso degli anni è notevolmente aumentata.

 

Quest'anno però, sta accadendo qualcosa che mai prima si era visto. Durante la pandemia molti studenti sono tornati a casa e hanno lasciato il proprio appartamento. A loro volta i proprietari hanno deciso di riconvertirli affittandoli a famiglie o a lavoratori che ne avevano bisogno. Alcuni sono andati anche ad operatori sanitari che durante la pandemia sono arrivati in città per dare man forte per contrastare l'emergenza e dopo la loro partenza i proprietari hanno preferito non affittare più agli studenti. Questo ha portato ad un notevole calo di posti sul mercato privato. Quel mercato che si trovava in prevalenza a Trento e poi anche a Rovereto che in questo momento è quasi del tutto saturo. 

 

“Ci troviamo davanti da un lato all'aumento dei numero degli studenti e dall'altro è diventato tutto molto più difficile perché è aumentata la domanda e diminuita l'offerta ” spiega Edoardo Meneghini rappresentante di UNITiN nel consiglio dell'Opera Universitaria sottolineato che a rendere la situazione ancora più difficile è il ritardo di alcune graduatorie

 

“I problemi ci sono – ci spiega Meneghini – abbiamo ricevuto diverse dozzine di segnalazioni, a cui vanno sommate le ultime, di studenti di Medicina che hanno saputo il risultato delle graduatorie soltanto il 28 di agosto e quindi si presentano alla ricerca di una casa, molto in ritardo su tutti gli altri. Questo fa si che ci sia un certo numero di studenti che si trovano a cercare casa in un momento come questo in cui è tardi ed è difficilissimo trovare una soluzione”. 

 

Le segnalazioni che le associazioni studentesche stanno raccogliendo sono moltissime. Ci sono studenti o studentesse che per riuscire a frequentare in presenza sono rimasti anche due settimane in  bed&breakfast spendendo cifre da capogiro per poi, non trovando nulla, essere costretti a tornarsene a casa. “Alcuni hanno trovato posto a Meano altri a Oltrecastello ma altri ancora non stanno trovando nulla” continua Edoardo Meneghini. “In Opera Universitaria stiamo facendo il possibile per rispondere a tutte le richieste ma è ovvio che aumentare i posti letto non sia una cosa immediata – spiega il rappresentante di UNITiN – ma di questa emergenza bisogna parlarne.  C'è un'urgenza importante, non possiamo ignorare il fatto che gli studenti in città sono un valore fondamentale dal punto di vista  soprattutto sociale e anche poi economico. Per questo noi studenti siamo a disposizione per affrontare questo problema. Serve un lavoro corale tra noi, l'Amministrazione comunale, l'Università e l'Opera Universitaria”. 

 

L'Opera Universitaria è l'ente strumentale della Provincia, che fornisce i servizi essenziali ed accessori legati al Diritto allo studio. E' la struttura che gestisce la quasi totalità degli studentati presenti sul territorio. Stiamo parlando di 1150 posti. E tutti sono occupati.  “Hanno ragione gli studenti – ci dice la presidente dell'Opera, Maria Laura Frigotto – perché c'è molta richiesta e i nostri alloggi sono sold-out, abbiamo tutto già assegnato, tutto pieno. Sia su Trento che sia su Rovereto”.

 

Quest'anno l'Opera Universitaria aveva messo in campo anche “TRent”, il nuovo portale per la ricerca di alloggi a Trento e Rovereto aperto ai privati. I posti che erano stati inseriti si sono riempiti in pochissimo tempo. “Il dato che possiamo riscontrare – dice Frigotto – è che ci sono molti pochi annunci su Trento non perché la piattaforma non recepisca le richieste ma perché non esiste più una disponibilità. Sentendo anche i grandi operatori che convergono su questa piattaforma al momento a Trento i posti in affitto sono terminati. Siamo usciti con dei consigli anche sui social, abbiamo spiegato agli studenti di ricercare Rovereto se vogliono rimanere in presenza”.  Una situazione, insomma, per nulla semplice se si considera anche un altro fatto: la ricerca di un posto letto si è concentrata nel mese di settembre perché prima nessuna sapeva in che modo l'Università sarebbe tornata in presenza e in quale percentuale. 

 

Dal punto vista delle nuove strutture qualcosa si sta muovendo ma affinché ci siano nuovi posti ci vorranno mesi. A breve l'Opera Universitaria partirà con la costruzione di una nuova struttura in via Santa Margherita. Sarà un edificio a doppio uso: verranno realizzati 50 alloggi ma ci sarà anche una mensa universitaria. L'Università ha poi in progetto di costruire a Piedicastello un nuovo studentato di circa 200 posti e poi altri progetti

 

“Fondamentale – ha spiegato la presidente dell'Opera Universitaria – è capire se con il Pnnr riusciamo ad approfittare dei finanziamenti che si presenteranno. Siamo in attesa di un bando dedicato alle residenze universitarie sul quale ci aspettiamo che ci siano diversi finanziamenti. L'Università di Trento negli ultimi 10 anni circa ha avuto una progressione importante e questo è un aspetto davvero positivo e importante per il nostro Ateneo. Quando è stato progettato e costruito lo studentato di San Bartolameo dove ci sono 850 posti, avevamo una Università con dimensioni più ridotte e gli studenti provenienti da fuori erano molti meno. Ora questa situazione ci sta stretta. Se è vero che ci sono dei finanziamenti europei che verranno banditi dobbiamo tutti  metterci nella prospettiva di un decennio, quello che ci serve per colmare l'esigenza che abbiamo e per rimanere a standard elevati”.

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