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Stop allo studentato universitario, Itea: ''Era stato sottovalutato il valore''. L'Opera in difficoltà, gli studenti: ''Manca regia provinciale''

Attraverso una permuta l'edificio che si trova in San Pio X doveva diventare uno dei pilastri per l'accoglienza degli studenti universitari a Trento con circa 150 posti. Il progetto è nato nel 2018 ma ora l'Itea ha deciso di non procedere scegliendo di utilizzare gli spazi per realizzare appartamenti. Gerosa: ''La mission di Itea è dare risposte alle famiglie senza casa'', Frigotto: ''Dispiace, ora stiamo cercando altre soluzioni''

Di Giuseppe Fin - 09 novembre 2021 - 06:29

TRENTO. La 'Nave' di San Pio X non ospiterà studenti universitari. E' naufragato il progetto nato nel 2018 e che prevedeva una permuta tra l'Itea e l'Opera Universitaria che avrebbe portato alla realizzazione di circa 150 posti letto in un luogo strategico della città.

 

Nessun accordo era stato ancora firmato ma il ragionamento tra i due enti provinciali era proseguito in questi tre anni fino a quando l'Istituto Trentino Edilizia Abitativa ha deciso in Consiglio di amministrazione e comunicato all'Opera che la permuta non s'ha da fare, né domani né mai.

 

Motivi legittimi visto che l'Istituto guidato oggi dalla presidente Francesca Gerosa, seguendo la mission dell'ente, ha preferito utilizzare l'edificio di San Pio X per dare risposta ad almeno una parte degli oltre 1200 nuclei famigliari che oggi in Trentino attendono ancora una casa.

 

Anche questa volta, però, rimane un problema che da anni si sta trascinando e che mai come in questo periodo si fa sentire. Stiamo parlando della mancanza di alloggi per gli studenti, una questione che nemmeno la Provincia fino ad ora è riuscita a risolvere.

 

Un aspetto che non può essere considerato di poco conto visto che sta facendo perdere attrattività all'Università di Trento e questo si riversa inevitabilmente su tutto il territorio.

 

ITEA

Da parte di Itea la decisione di non proseguire nel percorso della permuta è stata presa negli ultimi mesi con la presidente Francesca Gerosa e con l'approvazione di una delibera in Consiglio. Sono due gli aspetti che hanno portato a questa scelta: una questione di mission dell'ente e una che riguarda i valori economici.

 

“Dobbiamo tenere ben a mente – ha spiegato a ilDolomiti la presidente Gerosa – la missione che ha l'Itea che è quella di rispondere ai fabbisogni di casa dei nuclei famigliari più fragili della società. Questo soprattutto alla luce delle ultime graduatorie che hanno mostrato più di 1200 nuclei in attesa. Io come presidente devo valutare quello che è giusto per la società e la comunità e questo edificio effettivamente può dare risposta a quelle che sono le richieste delle famiglie”.

 

C'è poi l'aspetto del valore economico dell'edificio che rispetto all'importo messo a bilancio ha ora un valore reale di mercato quasi doppio. Una permuta considerando solo il primo valore creerebbe ovviamente un danno all'Itea ma allo stesso tempo il valore raddoppiato difficilmente potrebbe essere accettato dall'Opera. “Il valore che abbiamo rilevato noi – spiega Gerosa – e che riguarda la Nave è molto più alto di quello che l'Opera universitaria immaginava. Non bisogna considerare il valore di bilancio ma bensì di mercato perché in caso contrario saremmo davanti ad una sottovalutazione ed avremmo creato un sanno erariale alla società. Per questo non abbiamo proseguito con l'accordo”.

 

In merito agli edifici dati in permuta, "abbiamo valutato gli immobili che Itea avrebbe ricevuto - spiega Gerosa - e non li abbiamo ritenuti idonei alle nostre esigenze: una gran parte senza posto auto e cantina e troppi lavori di ristrutturazione da eseguire" ed oltre a questo i lavori di ristrutturazione della "Nave" non sarebbero potuti essere affidati direttamente da Opera a Itea ma sarebbe servita una gara. 

 

L'Istituto Trentino Edilizia Abitativa ha intenzione nel breve periodo di sistemare l'edificio, per il quale è possibile aumentare anche la cubatura, per creare nuovi appartamenti per le famiglie trentine. Una cubatura importante da progettare assieme alla Provincia.  “Gli studenti per trovare un posto letto – ha continuato la presidente – possono rivolgersi oltre che all'Opera anche al mercato privato. Le famiglie che invece sono in graduatoria non hanno questa possibilità perché il mercato privato non darà mai risposta perchè queste famiglie purtroppo non hanno le garanzie necessarie”.

 

LA PERMUTA

Il caso è finito anche in Consiglio provinciale con un'interrogazione del consigliere Ugo Rossi che nel chiedere chiarimenti alla Giunta sulla questione ricostruisce anche cosa prevedeva l'accordo.

Secondo quanto riportato dal consigliere di Trentino in Azione, l'accordo prevedeva che l'Opera mettesse a disposizione per la permuta i seguenti immobili di proprietà:

  • residenza di via Borino 61 e 63, p.ed. 1212 CC Povo (edificio composto da 32 appartamenti in classe energetica C e 34 box auto).
  • appartamenti in via Caproni 19, p.ed. 1613 CC Gardolo (porzione di edificio composta da 11 appartamenti in classe energetica C e C+)

Itea S.p.A. metteva a disposizione per la permuta l’immobile esistente sulla p.ed. 3611 in CC Trento denominato “La Nave” in via S. Pio X n. 7-15, a Trento (edificio composto attualmente da 28 appartamenti e 1 negozio). Sempre secondo l'accordo, spiega Rossi, mediante specifica delega, Itea si sarebbe impegnata ad effettuare i lavori di demolizione e ricostruzione dell’immobile di propria proprietà, secondo la formula “chiavi in mano” e sulla base dei finanziamenti che saranno messi a disposizione da parte di Opera Universitaria previo accordo con la Provincia Autonoma di Trento.

 

L'OPERA UNIVERSITARIA

“Non abbiamo trovato la convergenza” sono le parole usate dalla presidente dell'Opera Universitaria di Trento, Maria Laura Frigotto, in merito alla decisione dell'Itea di procedere con la permuta dell'edificio “Nave” di San Pio X. “Sicuramente – ha spiegato a ilDolomiti – siamo dispiaciuti di questa notizia. Era un progetto in ballo dal 2018, salvo la parentesi del Cavod19 che ha rallentato un po' tutto, contavamo di procedere. Ora invece dovremmo rivolgerci ad altri progetti e altre possibilità che proprio in questi giorni stiamo cercando di capire”.

 

Il progetto era quello di realizzare circa 150 posti letto per gli studenti universitari. Un numero che avrebbe dato in qualche modo una risposta alle tante richieste che sono state registrate anche negli ultimi mesi. Quello a cui si guarda, per il momento, è il nuovo studentato, realizzato direttamente dall'Università di Trento, nell'area dell'ex Italcementi di Piedicastello. “ Sappiamo che verranno realizzati circa 200 posti” ha spiegato la presidente Frigotto. Non si conosce, però, per il momento, la tempistica.

 

I RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI

Ad intervenire su quello che sta accadendo sono giustamente anche i diretti interessati: gli studenti universitari. “Tutto il ragionamento che è stato fatto sulla realizzazione di un nuovo studentato alla Nave è bene chiarire che si basava su una permuta e quindi venivano garantiti i posti dati dall'Itea con l'edificio di San Pio X con degli appartamenti dislocati in altre zone del territorio” spiegano Edoardo Meneghini, Nahid Aliyari e Claudia Sofia Scandola rappresentanti di UniTIN in Opera Universitaria.

Gli studenti sono fondamentalmente sconfortati, vedendo un progetto che sembrava andare per il verso giusto, arenarsi in questo modo. Dopo aver assistito alla resistenza da parte di Itea nella permuta, avevano insistito affinché si provasse a continuare a trattare, pur di trovare una soluzione ragionevole. Seppur considerino legittime le posizioni di Itea, puntano il dito “verso una mancanza di regia a livello provinciale” che ha portato due enti che fanno riferimento a piazza Dante a non trovare un accordo.

 

“Quello che scricchiola è lo schema che avrebbe dovuto attuare la provincia – spiegano i rappresentanti - sia l'Itea che l'Opera, seppur nella loro autonomia, lavorano sotto un certo indirizzo politico della Provincia. E' evidente che qualcosa non sia andato per il verso giusto. E' stato buttato via un sacco di tempo per trovare una quadra e alla fine, dopo tre anni, non si va da nessuna parte. Non ne beneficia nessuno, e tutto questo è il sintomo di una mancanza di regia provinciale”.

 

Trento, spiegano gli studenti, rischia di perdere attrattività. “E' difficile trovare alloggi nel mercato privato – spiegano Edoardo Meneghini, Nahid Aliyari e Claudia Sofia Scandola – i posti negli studentati stanno diminuendo di molto spostandosi al di sotto dalla percentuale riferimento europea e diventando nemmeno più troppo competitivi con la percentuale italiana”.

 

L'auspicio è quello che si riesca a trovare una soluzione il prima possibile. “Ora non possiamo pensare di avere in futuro questi 150 posti alla Nave. Adesso la palla tornerà alla Pat, a cui chiediamo di aiutarci ad individuare nuove soluzioni e all’Università, la speranza è che problema sulla mancanza di posti letto venga affrontato seriamente e quanto prima”.

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