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''Per una ricerca a portata di comunità e che punta sui giovani'', rinnovata la convenzione tra Fondazione Caritro e Università di Trento

Il rettore dell'Università di Trento, Flavio Deflorian, e il presidente di Fondazione Caritro, Mauro Bondi, hanno firmato una convenzione quadro con l’obiettivo di sostenere giovani e docenti che sono in attività nei laboratori dell’Ateneo trentino

Foto di Federico Nardelli
Pubblicato il - 31 agosto 2021 - 16:06

TRENTO. Prosegue il sostegno a favore della ricerca scientifica e delle sue ricadute sul territorio: Fondazione Caritro e Università di Trento continuano a camminare insieme sulle strade della ricerca scientifica e delle ricadute a favore del territorio. L’obiettivo è sostenere giovani e docenti che sono in attività nei laboratori dell’Ateneo.

 

La convenzione riconosce ulteriormente che riconoscono prioritarie le tematiche legate, in una dimensione interdisciplinare e convergente, alle scienze della vita nel campo biomedico, biomolecolare, biotecnologico, anche con riferimento alle applicazioni nell’oncologia e nelle neuroscienze nonché nei campi collegati delle scienze di base e delle scienze umane.

 

"La convenzione con l’Università di Trento - commenta Mauro Bondi, presidente di Fondazione Cartiro - ha il fine di spingere la ricerca verso nuovi obiettivi, aprire nuove strade e garantire ai ricercatori condizioni di continuità nel loro lavoro. Siamo orgogliosi di rinnovare la convenzione con un’Università che negli anni si è consolidata come un Ateneo di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale, da ultimo con la valutazione molto positivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. La volontà è di sostenere la ricerca nelle scienze della vita ma anche nelle attività dell’Università sul territorio, in linea con la volontà di contribuire alla crescita economica, sociale e culturale".

 

Per accedere alle risorse che la Fondazione Caritro metterà a disposizione nel 2022 e che saranno definite nei prossimi mesi, l’Università comunicherà le iniziative che intende sviluppare e le relative spese previste. La Fondazione si impegna a finanziare specifiche attività di ricerca e formazione ritenute strategiche per lo sviluppo dell'Università e del contesto locale, con particolare riferimento alla creazione e al consolidamento di programmi di ricerca che permettano il conseguimento di ricadute sul territorio.

“Credo di poter dire che quella tra Fondazione Caritro e il nostro Ateneo - aggiunge Flavio Deflorian, rettore dell’Università - non sia solo una partnership tra istituzioni, e che i rapporti che abbiamo costruito vanno oltre quelli consueti che esistono tra enti che donano e gli enti che fanno ricerca. Ciò che si è consolidata tra noi è infatti piuttosto un’alleanza, ed è una parola che non scelgo a caso. Perché le alleanze sono quasi sempre per qualcuno e per qualcosa, non sono autoreferenziali ma hanno obiettivi e destinatari chiari e condivisi. La convenzione che firmiamo oggi dimostra una volta di più questa tensione, perché i nostri sforzi comuni, che sono economici e di studio e di ricerca, sono inseriti in un progetto che mette al centro le persone e il territorio, che punta al miglioramento della qualità della vita di ciascuno di noi e, insieme, del territorio in cui viviamo e della nostra comunità".

 

E' da 20 anni che le due istituzioni hanno stretto un’alleanza nel campo della conoscenza e la convenzione firmata oggi rinnova questa collaborazione sempre più consolidata.

 

Sostegno alla ricerca e ai giovani e le risorse stanziate negli anni. Le risorse sono finalizzate a sviluppare progetti di ricerca e a supportare posizioni di personale docente e di ricerca con particolare attenzione ai giovani ricercatori e ricercatrici. È previsto inoltre un sostegno alle attività di terza missione e ai servizi per studenti e laureati. Il finanziamento potrà essere altresì utilizzato per l’acquisto di attrezzature scientifiche fino ad un importo massimo del 20% della disponibilità annuale.

 

La firma della convenzione di oggi è stata anche l’occasione per una riflessione sui risultati raggiunti nella collaborazione del triennio precedente. Su quasi 2,9 milioni di finanziamento nel triennio 2019-2021, la parte più consistente – 2,4 milioni – ha riguardato l’area della ricerca scientifico-tecnologica con il finanziamento a cinque progetti di ricerca sviluppati dai dipartimenti di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (Cibio) e Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam) e dal Centro interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) e con il supporto ai costi di aggiornamento della strumentazione – il magnetoencefalografo – nel laboratorio Meg del Cimec.

 

Più in dettaglio, nell’area delle scienze della vita sono stati finanziati nel triennio complessivamente 1,6 milioni a favore del progetto CIMeC per lo sviluppo di strategie per migliorare la cognizione nelle persone anziane e dei progetti Cibio riguardanti lo studio di nanoparticelle umane per una ‘terapia di precisione’ (sviluppo di nuovi vettori chemioterapici e di editing genomico), lo sviluppo di un nuovo approccio per la medicina personalizzata (organoidi per drug screening) e lo studio di una terapia differenziante dei tumori.

 

Nell’area scientifico-tecnologica è stato inoltre finanziato con circa 160mila euro un progetto Dicam per lo sviluppo di un sistema integrato di modellazione matematica al servizio della sicurezza da pericoli idrogeologici.

Per quanto riguarda i progetti di divulgazione scientifica e collaborazione territoriale, sono stati stanziati 240 mila euro complessivi a supporto di iniziative di terza missione, quali la Conferenza internazionale di meteorologia alpina; il progetto “Scienze, Tecnologia e Società”; il progetto “Scholars at Risks”; alcune iniziative della rete di laureati e laureate “UniTrento Alumni” e si è finanziato il bando dedicato a progetti “Proof of Concept” volti allo sviluppo e al consolidamento di tecnologie brevettate dell’Università di Trento.

 

Infine, una parte del finanziamento, 240mila euro in totale, è stata destinata all’area della formazione supportando le attività del Collegio Bernardo Clesio e i percorsi formativi comuni realizzati con la Scuola Internazionale Superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste.

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