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Trento
21 ottobre | 22:24

Dalle forme genetiche di demenza alla mobilità elettrica, l’Università di Trento chiama a raccolta la comunità: 50 giorni per sostenere la ricerca

Tutti possono contribuire con qualsiasi importo e farlo è semplice e veloce. Basta collegarsi online agli indirizzi donazioni.unitn.it/ricordaredomani e donazioni.unitn.it/monoposto e scegliere l’importo desiderato

TRENTO. Creare un legame sempre più forte con la società. Usa queste parole il rettore di Trento Flavio Deflorian per presentare l'attività di  crowdfunding lanciata dall'ateneo trentino con l'obiettivo di coinvolgere sempre più persone che si trova al di fuori del mondo universitario per finanziare importanti progetti di ricerca. 

 

Per l'Università di Trento sono partite ufficialmente due campagne di raccolta fondi per finanziare due progetti di ricerca afferenti al Centro di Riabilitazione neurocognitiva del Centro interdipartimentale Mente/Cervello (Cimec) e al Dipartimento di Ingegneria industriale (Dii).

Un conto alla rovescia che terminerà poco prima di Natale, mercoledì 10 dicembre: la sfida lanciata alla cittadinanza è quella di raccogliere in 50 giorni i fondi per sostenere due progetti di ricerca nell’ambito delle neuroscienze cognitive e dell’ingegneria industriale. 

 

Il primo progetto riguardo uno studio (“Ricordare domani: predire la demenza oggi”) che ha come referente Giorgio Giulio Fumagalli, docente del Cimec, e che si propone di studiare una patologia dal grande impatto sanitario e sociale. In Trentino si stima infatti che circa 10 mila persone vivano con una forma di demenza e che ogni anno ci siano oltre 1.500 nuovi casi. Cifre che raccontano una realtà vicina a molte famiglie.

 

L’obiettivo del progetto è individuare i primi segnali della malattia nelle persone, così da anticipare la diagnosi, offrire più tempo e possibilità di cura. La ricerca, prima nel suo genere in provincia di Trento, si propone inoltre di valutare la prevalenza e l’incidenza delle forme genetiche di demenza sul territorio e prevede il coinvolgimento delle associazioni di pazienti e caregiver. Operativamente si guarderà ai biomarcatori clinici e si lavorerà con il neuroimaging per costruire una base scientifica per futuri interventi terapeutici e di prevenzione. 

 

Il crowdfunding, in questo caso, consentirà in particolare di finanziare per almeno 20 persone le analisi genetiche e le risonanze magnetiche che saranno effettuate in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

Il secondo progetto si chiama “La sostenibilità in pista”  e verte sulla mobilità elettrica ha come riferimento Paolo Bosetti, docente del Dipartimento di Ingegneria industriale. Unisce sostenibilità ambientale, formazione interdisciplinare e sviluppo tecnologico avanzato e vede impegnati gli studenti di UniTrento nella progettazione e costruzione da zero di una macchina da corsa interamente elettrica per l’E-Agle Trento Racing Team, affiliato UniTrento e attore di spicco nelle principali competizioni ingegneristiche per studenti a livello internazionale.

 

L’iniziativa offre a studentesse e studenti di UniTrento l’opportunità di mettersi in gioco sul campo, lavorando in un contesto che riproduce la gestione di una vera impresa tecnologica: dalla progettazione alla costruzione, fino alla comunicazione e al marketing di una monoposto elettrica ad alte prestazioni. Il progetto rappresenta un laboratorio di ricerca applicata sui temi della sostenibilità energetica, dell’efficienza dei materiali e dell’integrazione tra meccanica, elettronica e software. Si tratta di una nuova fase che raccoglie l’eredità delle esperienze precedenti di Chimera, Fenice e Hydra e punta a realizzare un prototipo completamente elettrico, esempio di didattica esperienziale e di mobilità del futuro.

 

Due progetti, ha spiegato il rettore, diversi fra di loro e questo dimostra l'ampiezza della ricerca portata avanti dall'Università trentina. “Con essi si rafforza ulteriormente il legame della nostra ricerca con la società” ha rimarcato il rettore. 
Le campagne di crowdfunding rappresentano una novità anche nel panorama nazionale, ha avuto modo di spiegare Alessandra Montresor, dirigente della Direzione Comunicazione e Relazioni esterne: “È la prima volta che usiamo questa metodologia e siamo tra le poche università a farlo”.

Tuttipossono contribuire con qualsiasi importo e farlo è semplice e veloce. Basta collegarsi online agli indirizzi donazioni.unitn.it/ricordaredomani e donazioni.unitn.it/monoposto e scegliere l’importo desiderato. Il sistema guida quindi l’utente nella compilazione di un form e nel completamento, in pochi, facili step, della donazione.

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