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Sistemi di innevamento e inverni sempre più caldi: in campo gli studenti di UniTrento per migliorare l'efficienza degli impianti

I generatori di neve prodotti dalla multinazionale con sede a Bolzano TechnoAlpin sono dotati di una centralina meteorologica integrata, in grado di rilevare le condizioni ottimali e attivarli di conseguenza: di fronte ad inverni sempre più caldi e a finestre temporali utili all'innevamento sempre più limitati, la precisione non è mai troppa e per questo è stato chiesto l'intervento degli studenti di UniTn

Pubblicato il - 02 agosto 2021 - 11:17

TRENTO. Inverni sempre più caldi e finestre temporali utili all'innevamento sempre più limitate: gli studenti dell'Università di Trento al lavoro per migliorare l'efficienza dei generatori di neve. Quella dell’innevamento tecnico è una pratica largamente diffusa, la cui precisione e il cui tasso tecnologico sono cresciuti negli anni in modo importante, fino a raggiungere vere e proprie eccellenze. I generatori di TechnoAlpin, l'azienda multinazionale con sede a Bolzano con la quale hanno collaborato gli studenti di UniTn, sono dotati di una centralina meteorologica integrata, in grado di rilevare le condizioni ottimali alle quali la macchina deve accendersi.

 

Una centralina rispetto al cui funzionamento TechnoAlpin ha deciso di sfidare gli studenti: come rendere ancora più accurate le sue rilevazioni? Come influisce il suo posizionamento nella precisione dei dati raccolti? Con quali interferenze deve fare i conti e come calcolarle per mantenere perfettamente efficiente il sistema di innevamento? Una sfida lanciata all’interno del contest Industrial Problem Solving with Physics (IPSP), l’evento organizzato da UniTrento in collaborazione con Confindustria Trento e Polo Meccatronica - Trentino Sviluppo, per far cimentare giovani ricercatori e ricercatrici con i problemi sottoposti dalle aziende.

 

“I nostri impianti – spiega Luisa Cunico di TechnoAlpin – sono caratterizzati da un elevato tasso di automazione e l'intero sistema d’innevamento si basa su sensori che comunicano dati al sistema di gestione, il quale decide, tramite avanzati algoritmi, di dare avvio all’innevamento nel momento ottimale. Volevamo però capire come mantenere in perfetta efficienza questo sistema. Perché gli inverni miti e le poche settimane in cui si verificano le condizioni climatiche ideali all’innevamento tecnico, rendono il ruolo dell’affidabilità dei sensori ancora più centrale”.

 

“Il team di cui ero supervisore ha colto la sfida – chiarisce Luca Tubiana, docente del dipartimento di Fisica di UniTrento e tutor della squadra vincitrice – in perfetto stile Industrial Problem Solving with Physics (IPSP): approcciando un problema concreto e mettendo in campo tecniche di misura e analisi dati tipiche della fisica, con spirito di squadra e una propensione al problem solving che si è dimostrata altamente efficace”.

 

Gli studenti e le studentesse del team vincitore Federico Bellamoli, Fabio Brugnara, Giorgio Dalmasso, Sophie Bini, Michele Castelluzzo, Ersilia Cozzolino, Riccardo Franchi e Cesare Montesano – lavorando a stretto contatto con i rappresentanti di TechnoAlpin e con i tecnici dell’azienda e quelli del Dipartimento di Fisica di UniTrento, sono stati in grado, dopo aver analizzato le influenze fluidodinamiche che agiscono sulla stazione meteo di un generatore di neve a seconda del suo orientamento e posizionamento, di trovare le soluzioni cercate, identificando con sicurezza il gradiente di temperatura causato dall'accensione del cannone rispetto ad una misura in aria stazionaria. Hanno capito, in altre parole, come utilizzare i dati registrati dai sensori per mantenere perfettamente efficienti le tempistiche di accensione e spegnimento delle macchine da neve.

 

Inoltre, grazie alla collaborazione tra gli studenti e le studentesse presenti nel team, principalmente fisici teorici e sperimentali ma anche di ingegneria, sono stati quantificati i fenomeni fisici alla base delle variazioni di temperatura, permettendone una stima affidabile a differenti condizioni atmosferiche.

 

Un risultato che conferma la bontà del format di questa sfida e l’interesse che suscita ogni anno. I dati complessivi di questa edizione 2021 degli Ipsp parlano infatti, accanto ai due altri progetti finalisti proposti dalle aziende AreaDerma e AnteMotion, di altre tre aziende interessate a partecipare e di 76 domande pervenute da studenti di tutta Italia: ben 12 studenti tra quelli impegnati nella sfida, infatti, provenivano da altre università.

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