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Dove si potrà sciare in futuro in Trentino? Fbk studia l'impatto dei cambiamenti climatici sul turismo. Crema: “La risorsa idrica sulle Alpi potrebbe dimezzarsi”

L'obiettivo del nuovo progetto coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler “Nevermore”, finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe con il coinvolgimento dei centri Digital Society e Sustainable Energy, è valutare l'impatto e i rischi dei cambiamenti climatici. In Italia il caso studio sarà proprio il Trentino e i lavori si focalizzeranno sulle conseguenze delle variazioni climatiche sul settore del turismo, specialmente quello invernale

Di Filippo Schwachtje - 15 agosto 2022 - 12:18

TRENTO. “Secondo un rapporto dell'Ipcc, nel medio-lungo periodo la quantità della risorsa idrica nel contesto alpino potrebbe essere dimezzata: è un tema fondamentale e che oggi dobbiamo capire come affrontare”. Ed è proprio in questa direzione, spiega a il Dolomiti il direttore del centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler Luigi Crema, che si muove il nuovo progetto di Fbk, Nevermore, partito quest'anno e che si concluderà nel 2026. L'obiettivo è in sostanza di arrivare allo sviluppo di modelli e strumenti integrati per la simulazione e la valutazione degli impatti e dei rischi dei cambiamenti climatici, rendendo al contempo più efficaci (anche grazie alla realizzazione di nuovi strumenti digitali interattivi) le relative politiche di migrazione e di adattamento. Cinque in tutto i Paesi coinvolti nel progetto (finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe): Grecia, Italia, Svezia, Spagna e Romania.

 

Per il nostro Paese, il caso studio sarà proprio il Trentino. “I lavori – precisa Fbk – si focalizzeranno sull'analisi degli impatti e dei rischi delle variazioni climatiche sul settore del turismo, specialmente quello invernale, legati alla riduzione delle precipitazioni, all'innalzamento delle temperature e agli eventi estremi”. Nei lavori saranno coinvolti direttamente anche gli esperti dei centri Digital Society e Sustainable Energy del centro di ricerca. Esperti che cureranno, spiega Crema, proprio lo sviluppo del progetto pilota in Trentino e, tra le domande alle quali si cercherà una risposta, c'è anche quella relativa allo sviluppo futuro dell'attività sportiva invernale sul nostro territorio. “Nel medio-lungo periodo – spiega il direttore di Sustainable Energy – il trend dell'evoluzione climatica potrebbe portare a modifiche nel modo in cui si fruisce dello sport invernale, cambiando quindi la tipologia dell'attività a certe altitudini o spostando le attività stesse in quelle aree ed in quelle zone che, a livello statistico, saranno in futuro soggette a innevamenti e a temperature adeguate”.

 

L'aspetto turistico ed il “business dell'attività montana” sarà un po' “il denominatore comunedell'analisi che nell'ambito di Nevermore verrà svolta in Trentino, dice Crema, ma il progetto andrà a toccare diversi altri aspetti: “L'idea – continua l'esperto – è di approfondire il tema della mitigazione e dell'adattamento climatico in diversi ambienti. Tra tutti, quello montano è uno dei più soggetti a questi mutamenti, in particolare per quanto riguarda la presenza della risorsa idrica e per le varie forme che può assumere. Uno dei trend che stiamo osservando in questa fase è ovviamente la fusione dei ghiacciai ma registriamo anche la diminuzione delle precipitazioni nevose al di sotto dei 2mila metri. I team di ricercatori lavoreranno quindi assieme all'assessorato al turismo della Pat per studiare nel contesto Trentino i vari aspetti che coinvolgono la risorsa idrica”.

 

Una risorsa che, al di là dell'aspetto turistico, è strategica sul nostro territorio “anche per quanto riguarda la produzione di energia idroelettrica e l'agricoltura” dice Crema: “Siamo in questo momento alle prime battute del progetto e stiamo portando avanti dei ragionamenti per tracciare le linee di azione”. Linee che, basandosi sulle osservazioni di tendenza, serviranno quindi a definire le valutazioni del caso anche sui resort sciistici sul nostro territorio: “Da un punto di vista tecnico – continua il direttore di Sustainable Energy – sono stati adottati strumenti di modellazione che si basano sulle analisi dei trend di cambiamento climatico attuali. Puntiamo in particolare a suggerire azioni di adattamento alle condizioni future, con uno studio esteso anche alle comunità locali”.

 

“Affrontare la sfida dei cambiamenti climatici, sia per quanto riguarda la mitigazione degli impatti sia per quanto riguarda l'adattamento – spiega poi Marco Pistero, direttore del centro Digital Society di Fbk – richiede di intervenire con politiche incisive, che hanno effetti importanti, a volte critici, sulla società, sull'economia, sulla vita dei cittadini; esiti che spesso sono fortemente influenzati dalle specifiche caratteristiche dei diversi territori coinvolti. È quindi molto importante riuscire a valutare i risultati di queste politiche non solo dal punto di vista climatico, ma anche dal punto di vista sociale: serve insomma un approccio integrato, in cui tutte le diverse dimensioni (climatiche, socio-economiche, civiche) sono viste come parti inscindibili di uno stesso sistema. Le tecnologie digitali offrono strumenti fondamentali per comprendere questo sistema complesso e per capire gli effetti degli interventi, delle politiche e delle azioni. È questo l'approccio che, come Fbk, vogliamo promuovere nel progetto, a partire dal caso studio del Trentino”.

 

Fanno parte del consorzio di Nevermore diversi tra gli istituti più attivi in Europa sui temi legati ai cambiamenti climatici: il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e Rina Consulting (Italia), il Centro Tecnologico Cartif e l'Università di Valladolid (Spagna), il Postdam Institute for Climate Impact Research (Germania), l'Ivl Swedish Environmental Institute (Svezia), il Centro di ricerca scientifica Demokritos (Grecia), insieme all'azienda It Simavi (Romania), all'Associazione Europea per la Democrazia Locale (Francia) e al Centro per l'Innovazione Sociale (Austria). Fanno inoltre parte del consorzio anche amministrazioni e aziende locali situate nelle aree dei cinque casi studio: la Provincia autonoma di Trento per il caso studio del Trentino, il Comune di Sitia per il caso studio a Creta, l'Instituto de Fomento della regione di Murcia, la Prefettura della Contea di Tulcea in Romania e l'agenzia per l'energia del nord della Svezia Energikontor.

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