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| 05 apr 2023 | 19:13

Crisi climatica, i livelli d'acqua dei laghi d'Idro e Tovel più bassi: ''I comportamenti ecosostenibili e virtuosi possono incentivare nuove forme di turismo sostenibile''

Il cambiamento climatico e i suoi effetti sono stati approfonditi all'interno della cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai. Le parole d'ordine emerse sono risparmio delle risorse, in particolare non rinnovabili, e la diffusione dei comportamenti "sostenibili"

Crisi climatica, i livelli d'acqua dei laghi d'Idro e Tovel più bassi
di Redazione

TRENTO. Le parole d'ordine sono risparmio delle risorse, in particolare quelle non rinnovabili, e la diffusione di comportamenti "sostenibili". La crisi climatica e i suoi effetti, come la disponibilità di acqua e gli impatti sugli ecosistemi, sono stati centrali nel corso della riunione della Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai.

 

"Un incontro positivo - commenta Mario Tonina, vice presidente della Provincia - dal quale sono emersi spunti interessanti per le aree protette ma anche per le amministrazioni pubbliche. E' stata questa inoltre l'occasione per ribadire che nel corso della legislatura sono stati prodotti atti politici significativi per affrontare la situazione, dalla Spross a Trentino Clima 2021–2023, dal Piano energetico ambientale 2021-2030 al Piano tutela delle acque, tutte iniziative che cercano di lavorare in modo trasversale per superare questo momento di difficoltà".

 

E' fondamentale mettere a punto o consolidare le opportune strategie di adattamento, di cui ha parlato Roberto Barbiero di Appa sulla base del documento prodotto proprio da Appa nei mesi scorsi dal titolo "I cambiamenti climatici in Trentino. Osservazioni, scenari futuri e impatti", mentre Serenella Saibanti di Aprie ha presentato gli elementi generali di valutazione degli impatti sulla risorsa idrica e ha tracciato un quadro del lavoro svolto sui bilanci idrici, con riferimento a quanto previsto dal Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche.

 

Spazio poi a Angiola Turella, dirigente del Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia, e Marcello Scutari, direttore dell'Ufficio biodiversità e Rete natura 2000, che hanno affrontato il tema dell'impatto della crisi climatica sulle aree protette in relazione alle problematiche riguardanti la loro conservazione e quelle concernenti la fruizione, con riferimento a due "casi studio" particolarmente significativi, quelli del lago d'Idro e del lago di Tovel.

 

Sono due le evidenze emerse all'interno del Tavolo. La prima riguarda una gestione oculata delle risorse, l'acqua, il suolo e quant'altro, orientata al risparmio e quindi al contenimento dei consumi ma anche al riutilizzo della risorsa stessa, alla lotta agli sprechi (determinante sul versante idrico, dove la diffusione delle buone prassi "domestiche" si deve accompagnare a un'attenta gestione delle reti di distribuzione, in modo tale da evitare quanto più possibile perdite e dispersioni).

 

Anche il lavoro educativo, spiega la Provincia, rivolto alla popolazione è di fondamentale importanza. L'invito deve essere a pensare globalmente nell'agire locale, perché la somma di tante azioni "piccole", circoscritte, a livello territoriale fino alla dimensione familiare, può concorrere a migliorare la salute del pianeta nel suo complesso. L'invito è anche quello di promuovere l'educazione su questi temi, per favorire la conoscenza sulle problematiche e sulle conseguenti decisioni assunte a livello globale, come gli obiettivi sanciti dagli organismi internazionali, si riverberano sulla dimensione locale, indirizzando le scelte e i comportamenti.

 

Sul versante delle aree protette è più che mai necessario adottare comportamenti virtuosi ed ecosostenibili, che possano essere incentivo anche per sempre più importanti nuove forme di turismo sostenibile, come promosso anche nell'ambito della Carta europea del turismo sostenibile a cui aderiscono il Parco nazionale dello Stelvio e i parchi naturali provinciali.

 

Nella discussione, riporta la Provincia, si è parlato di quello che sta avvenendo a Tovel, dove, pur nella consapevolezza che il lago sperimenta ogni anno escursioni periodiche anche nell'ordine di alcuni metri, è sicuramente significativo l'ulteriore abbassamento del livello delle acque a cui stiamo assistendo soprattutto nella parte occidentale dell'invaso.

Da qui all'invito rivolto ai visitatori - evidenziato anche da specifica cartellonistica sistemata dal Parco naturale Adamello-Brenta - ad adottare un comportamento di maggiore attenzione e orientato alla cautela, per non calpestare aree (in particolare il fondo del lago che la siccità ha portato allo scoperto) dove sono presenti alghe e microorganismi che potrebbero soffrirne.  

 

"Il messaggio più importante che abbiamo condiviso è quello riguardante il risparmio delle risorse non rinnovabili. Tutti, con convinzione, possono e devono dare il loro contributo. Sul piano politico, abbiamo chiesto recentemente a Roma di finanziare le domande dei Comuni per il rifacimento della rete acquedotti, per 150 milioni di euro, già ammesse ma non finanziate perché non c'erano le risorse. A queste si aggiungono altri 100 milioni di euro per l'agricoltura per la realizzazione di invasi e infrastrutture necessarie al settore (Qui articolo)", conclude Tonina.

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