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| 06 lug 2025 | 19:51

Inquinamento acque, "promossi" i laghi in regione. Legambiente: "Quelli di montagna ecosistemi fragili ma strategici per il futuro. Anche l'overtourism è un problema"

I prelievi sono stati effettuati dai tecnici di Legambiente e i parametri sono microbiologici. Il portavoce nazionale di Goletta dei Laghi: "Il senso della campagna è individuare e rendere visibili le criticità affinché si attivino le azioni necessarie a risolverle e si possa garantire ai residenti e ai visitatori un ambiente lacustre sano, accessibile e in grado di preservare l’equilibrio ecologico"

TRENTO. Se sulla sponda bresciana Lago di Garda i risultati delle analisi microbiologiche sulle acque – effettuati nell'ambtito della campagna di Legambiente Goletta dei Laghi 2025 – avevano destato qualche preoccupazione, dal momento che su 6 siti controllati 4 erano risultati fortemente inquinati (QUI ARTICOLO), su quella Veronese la situazione pare andare decisamente meglio, così come per gli altri siti analizzati nei laghi veneti, di cui 5 su 7 si trovano in provincia di Belluno. Il risultato? Tutti i laghi sono stati "promossi", con i 13 siti in cui sono stati effettuati i campionamenti che sono risultati entro i limiti di legge.

 

Nell'edizione 2025 della campagna, Legambiente ha ampliato il raggio dei controlli microbiologici includendo nuovi specchi d’acqua: oltre ai laghi di Santa Croce e Mis (entrambi in provincia di Belluno) e alla sponda veronese del Garda, ad essere per la prima volta campionati anche alcuni punti nei laghi bellunesi del Corlo e di Centro Cadore e nei laghi di Revine in provincia di Treviso.

 

Particolarmente significativo, specifica Legambiente, è il miglioramento registrato in tre punti della sponda veronese del Lago di Garda: le foci dei torrenti Marra e Bosca nel comune di Lazise, e quella del torrente Rielo a Peschiera del Garda, che lo scorso anno erano risultate fortemente inquinate, quest’anno non mostrano criticità, evidenziando un miglioramento della qualità delle acque.

 

Guardando agli altri specchi d'acqua, sul lago di Santa Croce i volontari hanno prelevato campioni d’acqua all’area kyte surf in località Farra d’Alpago e lo scivolo barche in zona Poiatte, entrambi ad Alpago. A Sospirolo, in località Valle del Mis, è stata campionata invece l’area di sosta del lago del Mis, mentre per il lago di Corlo i monitoraggi sono avvenuti alla rimessa delle barche nel comune di Arsiè. La spiaggia di Miralago, nel comune di Pieve di Cadore, è invece il punto campionato per il lago artificiale di Centro Cadore. Per i laghi di Revine, infine, sono stati monitorati due punti: l’area verde Revine Lago, nell’omonimo comune in località Santa Maria, e il punto dedicato al noleggio dei pedalò.

 

Legambiente e il Touring Club Italiano, inoltre, hanno conferito ai comuni di Sospirolo per il lago del Mis, e Alpago per il lago di Santa Croce, il riconoscimento "5 Vele", certificando l’impegno nella tutela della qualità ambientale e nello sviluppo di un’offerta turistica sostenibile.

“I risultati dei monitoraggi veneti, in particolare i miglioramenti riscontrati sulla sponda veronese del Garda, raccontano il senso della campagna – dichiara Emilio Bianco, portavoce nazionale della Goletta dei Laghi – cioè individuare e rendere visibili le criticità affinché si attivino le azioni necessarie a risolverle e si possa garantire ai residenti e ai visitatori un ambiente lacustre sano, accessibile e in grado di preservare l’equilibrio ecologico. I risultati positivi di tutti i punti campionati lungo la sponda veronese del Garda sono un segnale importante, a maggior ragione trattandosi di una delle zone a più alta vocazione turistica del Paese".

 

A fare il punto sui laghi di montagna è invece il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro che sottolinea come si tratti di ecosistemi fragili ma strategici per il futuro dei territori montani.

 

“Per contrastare gli effetti del cambiamento climatico servono azioni in grado di coniugare la tutela ambientale, l’adattamento e lo sviluppo sostenibile – specifica – e in questo contesto i laghi del Mis e di Santa Croce rappresentano un esempio virtuoso per l’intera regione, perché sono modelli di turismo lacustre che uniscono valorizzazione del paesaggio, qualità ambientale e rispetto delle tradizioni locali: queste località dimostrano come sia possibile costruire un futuro basato su turismo consapevole, gestione sostenibile del territorio e salvaguardia delle risorse naturali".

 

Entrando nel merito dei controlli sui laghi, Legambiente specifica come foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali rappresentino le principali vie di contaminazione batterica a causa di depurazione insufficiente o scarichi abusivi. Ma non è solo l’inquinamento microbiologico a influire sulla salute dei laghi, specifica Legambiente: anche l’overtourism esercita una forte pressione ambientale coinvolgendo la gestione dei rifiuti e l’alterazione degli habitat, con il fenomeno che ha un impatto significativo sulla salute e sull’equilibrio degli ecosistemi lacustri.

 

Tornando ai prelievi, questi sono stati realizzati da tecnici e volontari ed i campioni prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, effettuate lo stesso giorno del campionamento o comunque entro 24 ore dal prelievo.

 

I parametri, viene specificato, sono microbiologici (Enterococchi intestinali ed Escherichia coli) e non certificano la balneabilità dei punti di campionamento: ad essere classificati come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione. Entrambi voci che, comunque, quest'anno non riguardano i laghi veneti.

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