Lago di Garda, preoccupa la salute delle acque: "4 siti su 6 risultano fortemente inquinati". Ecco quali sono e i dati delle analisi di Legambiente
I prelievi sono stati effettuati dai tecnici di Legambiente e i parametri sono microbiologici: "Fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali sono le principali vie di contaminazione batterica nei laghi. Le cause? Depurazione insufficiente o scarichi abusivi"

TRENTO. Torna a far riflettere (e preoccupare) lo stato di salute delle acque del Lago di Garda: su 6 siti monitorati nell'ambito della campagna di Legambiente "Goletta dei Laghi 2025", 4 sono risultati fortemente inquinati e solo 2 rientrano nei limiti di legge.
Entrando nel dettaglio dei risultati delle analisi microbiologiche sulle acque gardesane, ad essere confermate le criticità rilevate anche lo scorso anno: fortemente inquinati sono risultati la foce del canale vicino alla spiaggia in località Le Rive a Salò, la foce del torrente del porto a Padenghe sul Garda, la foce del rio Lefà in località Roina a Toscolano Maderno e la foce del rio nell’Oasi di San Francesco del Garda a Desenzano. "Promosse" invece la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione e quella del torrente Toscolano a Toscolano Maderno, punti che sono risultati entro i limiti di legge.
Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi, viene sottolineato, e i prelievi sono stati realizzati da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente, dal 10 al 19 giugno: i campioni per il monitoraggio sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, effettuate lo stesso giorno del campionamento o comunque entro 24 ore dal prelievo.
I parametri, viene specificato, sono microbiologici (Enterococchi intestinali ed Escherichia coli) e non certificano la balneabilità dei punti di campionamento: ad essere classificati come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione.
"Tra i bacini storicamente monitorati in questo ventennale della campagna – spiega Emilio Bianco, portavoce della Goletta dei laghi 2025 – fin dall’inizio, un ruolo centrale lo hanno sempre avuto i 5 grandi laghi lombardi: Iseo, Garda, Maggiore, Ceresio e Lario e in tutti questi anni abbiamo seguito l’evoluzione della qualità delle loro acque".
Ad essere riscontrate, sottolinea Bianco, sono state in alcuni punti criticità persistenti e concentrazioni elevate di inquinanti microbiologici, che indicano problemi strutturali piuttosto che episodi isolati.
"Un dato particolarmente preoccupante, al di là delle singole performance anche migliorative registrate dallo scorso anno – conclude il portavoce – riguarda il netto peggioramento rispetto al 2023, quando molti dei campioni risultarono entro i limiti di legge, complice probabilmente la siccità che aveva ridotto notevolmente l’apporto di inquinanti dagli affluenti".












