Ambiente, dall'inceneritore alle rinnovabili, dalla crisi climatica all'eco-ansia: il punto della Pat dopo 5 anni. Tonina: “Su chiusura ciclo rifiuti create condizioni per l'impianto”
L'assessore all'Ambiente, e vice-presidente della Pat, ha fatto il punto sugli ultimi 5 anni di lavoro in Trentino, dove la programmazione delle attività future è stata incardinata nella Spross, la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda gli effetti del cambiamento climatico, a settembre verrà pubblicato anche il rapporto “Trentino Clima 2021-2023”, nel quale si traccerà il percorso verso la definizione della futura Strategia provinciale di mitigazione e adattamento (mentre in Trentino le temperature medie sono cresciute di 2,2 gradi rispetto al periodo pre-industriale). Tra gli impatti della crisi climatica sulla salute si prevede anche un aumento dell'eco-ansia tra i giovani

TRENTO. Cinque aree strategiche, venti obiettivi di sostenibilità, un percorso durato ben quattro anni e che coinvolge, sul territorio, una settantina di realtà tra enti di ricerca, istituzioni, organizzazioni e soggetti economici: sono questi, in breve, alcuni dei numeri della Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile (Spross) trentina, i cui ultimi sviluppi sono stati presentati oggi (16 agosto) dalle autorità provinciali. Il documento, redatto nel 2021 da Appa con la collaborazione di attori come Fem, Fbk e UniTn, è sostanzialmente uno strumento di pianificazione al quale si devono (e dovranno) attenere le decisioni della politica trentina nei diversi settori (dal risparmio energetico all'utilizzo di suolo fino alla gestione dei rifiuti) e al quale si accompagna il programma Trentino Clima 2021-2023, finalizzato da una parte alla mitigazione e dall'altra all'adattamento ai cambiamenti climatici che interessano (e interesseranno) anche la Provincia. Il tema, ovviamente, è complesso e va ben al di là dei confini provinciali ma, nel tracciare il bilancio di cinque anni di assessorato all'ambiente, il vice-presidente della Pat Mario Tonina ha sottolineato in mattinata come proprio il Trentino, in virtù della sua autonomia speciale, debba rappresentare “un esempio” per gli altri territori anche sul fronte della sostenibilità e della lotta al cambiamento climatico. Ma procediamo con ordine.
Innanzitutto, parlando di una questione sulla quale si è molto discusso in particolare lo scorso anno, i rifiuti. Tonina (che non ha ancora sciolto le riserve su una sua eventuale candidatura alle prossime provinciali) ha precisato come la decisione sull'impianto, inevitabilmente, sarà lasciata in mano alla prossima amministrazione: “Quello che era importante fare – ha detto però l'assessore – era chiudere il percorso iniziato con l'approvazione del V Aggiornamento, con il Ddl presentato per la riorganizzazione complessiva della gestione dei rifiuti con l'ambito territoriale ottimale e poi con l'Addendum. Avessimo avuto ancora un anno davanti, certo: la decisione sarebbe toccata a noi, ma con le elezioni a due mesi è impossibile. Il Cal aveva dato il suo via libera al V Aggiornamento, che prevedeva al suo interno un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Trentino, ma quando si vuole prendere una decisione di questo tipo bisogna condividerla con il territorio e non può essere calata dall'alto. Ci fossero state le condizioni però, io sarei stato pronto”. A livello politico però, ha detto Tonina, nel centro-destra si è già discusso sulla questione e l'accordo sulla necessità di realizzare l'impianto sarebbe trasversale: “Altrimenti bisognerà dire ai cittadini che i costi per loro dovranno aumentare”.
E parlando di centro-destra, il vice-presidente della Pat ha tra l'altro assicurato che saranno proprio gli autonomisti-popolari, in caso di vittoria delle elezioni della coalizione guidata da Fugatti, a garantire una continuità d'intenti, d'impegno (e di vedute) sul tema ambientale, dopo il lavoro portato avanti in questi anni dallo stesso Tonina. Un lavoro che, come detto, si muove sui binari della programmazione elaborata, con riferimento all'Agenda 2030 dell'Onu, nella Spross: “L'atto ha una valenza molto concreta – ha precisato Tonina – perché fa sì che le decisioni prese dalla Provincia autonoma nei diversi settori siano coerenti con quanto previsto dalla Spross stessa: risparmio energetico, utilizzo dei suoli e delle acque, economia circolare ma anche necessariamente trasporti, agricoltura, turismo e così via. In tutti questi ambiti abbiamo impostato e già in parte messo in atto politiche virtuose, di carattere sistemico, in linea con gli obiettivi indicati a livello nazionale e internazionale dall'Agenda 2030”. Tra i punti trattati nel documento, oltre alla gestione dei rifiuti, anche la riduzione delle emissioni (per le autorità si può rilevare, dal 2018 al 2023, una riduzione di circa il 20% in Trentino delle concentrazioni di NO2, rientrato sotto i limiti di guardia), la tutela dell'acqua, della biodiversità e del territorio.
Temi critici, ha spiegato il dirigente generale di riferimento Roberto Andreatta, sui quali ci si muoverà proprio all'interno della cornice realizzata da Appa: “Si tratta di uno strumento che serve a creare uno quadro di sintesi nel quale contestualizzare le decisioni singole. Qualche esempio? Pensiamo ad un comune che, nell'elaborare il Prg evidenzi delle necessità residenziali: oltre che a livello locale però. la decisione va vista anche nel contesto di una popolazione che, in Trentino, non è cresciuta negli ultimi anni. Per quanto riguarda invece la gestione dell'acqua, sappiamo che il fabbisogno è diviso al 70% tra necessità nell'agricoltura e al 20% per scopi residenziali: chiaramente, anche in questo caso, gli investimenti pubblici andranno a convogliare nei settori più drenanti”. Sul fronte dell'energia poi, in Trentino si produce il 125% dell'energia consumata grazie alle fonti rinnovabili ma, guardando al futuro: “Il fabbisogno di energia sarà raddoppiato entro il 2050 e non potremo realizzare altre dighe sul nostro territorio. Non possiamo martoriarlo con altre centrali, quindi è necessario convogliare gli investimenti nel fotovoltaico e nell'efficientamento energetico. Ogni istanza va vista dentro un contesto che deve essere preservato”.
Guardando agli ultimi anni, il dirigente generale di Appa Menapace ha poi citato una serie di attività legate proprio alle linee guida dettate dalla Spross (“lo stralcio di due discariche, a Pilcante e Sardagna, la promozione di attività di economia circolare, gli incentivi per la sostituzione delle stufe a legna ed una particolare attenzione al tema dell'informazione”) e diverse criticità: “La cementificazione a Sarche, la bonifica della Maza, l'acciaieria di Borgo e ancora i Pfas, con tutti gli approfondimenti del caso portati avanti per il trattamento di percolati negli impianti di depurazione, oltre che ovviamente il tema bypass, gestito a livello tecnico ed in collaborazione con i carabinieri del Noè”. Il rapporto completo Spross 2023 sarà consultabile sul sito della Pat a partire dal 15 settembre 2023. Pochi mesi dopo, indicativamente a novembre, le autorità pubblicheranno poi anche il focus sugli effetti del cambiamento climatico in Trentino (del quale il Dolomiti aveva già riportato, negli scorsi mesi, un'approfondita anticipazione, Qui Articolo), nel percorso Trentino Clima 2021-2023, del quale attualmente è stata pubblicata una nuova sintesi proprio sugli scenari attesi e gli impatti previsti.
A livello numerico, su legge nel documento, le riduzioni delle emissioni provinciali da consumi energetici sono pari al 20,5% dal 1990 al 2016, mentre l'aumento di temperatura media annua riscontrata a Trento dal periodo pre-industriale è stato pari a 2.2 gradi centigradi tra il 2013 ed il 2022. Come già riportato, questi cambiamenti avranno impatti importati su tutta una serie di ambienti e di settori socio-economici: dalla montagna (con la progressiva riduzione della copertura nevosa, dei ghiacciai e del permafrost) fino alla gestione dell'acqua (con un aumento della conflittualità tra i diversi usi), agli ecosistemi, all'agricoltura, al turismo, ai vari settori economici e, non per ultima ovviamente, alla salute umana. Proprio in questo contesto, tra le vari voci analizzate, gli esperti hanno posto l'attenzione anche sull'aumento dell'eco-ansia specialmente nei soggetti giovani e di disturbi post-traumatici da stress causati dagli impatti degli eventi estremi e danni associati. Un effetto che va ad aggiungersi alle criticità già presentate nel precedente rapporto preliminare e che comprendono l'aumento di mortalità da ondate di calore, la maggiore diffusione di alcune malattie infettive e parassitarie e l'aumento delle malattie allergiche.
Parlando proprio di giovani, lo stesso Tonina ha concluso precisando: “Abbiamo messo in campo iniziative che nessuno in Italia aveva ancora avanzato. Come la partecipazione di delegazioni di giovani trentini in qualità di osservatori alle Conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e poi incontri nelle scuole, conferenze ed iniziative di partecipazione attiva come la Conferenze dei giovani sul clima che hanno visto protagoniste in prima persona le nuove generazioni. Da un sondaggio fatto sul tema del cambiamento climatico abbiamo constato che la sensibilità generale in Trentino è molto cresciuta, ma rimane ancora della strada da fare, specie nella fascia fino ai 18 anni. Non vogliamo aumentare l'ansia da cambiamenti climatici, di cui i mass media parlano in queste settimane, ma sviluppare una giusta e doverosa sensibilità e conoscenza sul tema, incentivando al tempo stesso comportamenti costruttivi, che consentano ai giovani di diventare, progressivamente, protagonisti del proprio futuro”.














