Parte il percorso verso il nuovo Piano per la difesa dei boschi dagli incendi in Trentino. Failoni: “Entro il 2027 un sistema di prevenzione più moderno e condiviso”
Tra il 1984 e il 2024 si sono registrati 1.302 incendi e 6.589 ettari percorsi dal fuoco. L'incontro "Verso un nuovo piano per la difesa dei boschi dagli incendi in Trentino" ha aperto ufficialmente l’avvio dei lavori per l’aggiornamento del Piano provinciale per la difesa dei boschi dagli incendi. Un appuntamento con l’obiettivo di dare vita entro il 2027 a un sistema di prevenzione e gestione con una visione moderna, efficiente e condivisa

TRENTO. Nel settimo anniversario della tempesta Vaia, il Muse ha ospitato l’incontro “Verso un nuovo piano per la difesa dei boschi dagli incendi in Trentino” che ha aperto ufficialmente l’avvio dei lavori per l’aggiornamento del Piano provinciale per la difesa dei boschi dagli incendi. Un appuntamento promosso dall’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, con l’obiettivo di dare vita entro il 2027 a un sistema di prevenzione e gestione con una visione moderna, efficiente e condivisa.
Il Trentino conosce bene la fragilità del proprio patrimonio boschivo: tra il 1984 e il 2024 si sono registrati 1.302 incendi e 6.589 ettari percorsi dal fuoco. Dati che, secondo Failoni, rendono urgente un aggiornamento del piano, fermo al 2010 e prorogato nel 2021: “In questi anni il nostro territorio ha vissuto cambiamenti importanti e nuove opportunità: ora serve una visione moderna, concreta e condivisa - ha dichiarato l’assessore -L’obiettivo è arrivare entro il 2027 a un nuovo piano operativo, che renda il sistema trentino ancora più efficiente nella prevenzione e nella gestione degli incendi. Non abbiamo tempo da perdere: vogliamo lavorare con tavoli di confronto snelli e mirati, coinvolgendo tutti gli attori del territorio. È un percorso che parte oggi, ma che deve portarci in tempi certi a garantire due priorità: la sicurezza di chi interviene e la tutela dei boschi e dei cittadini trentini”.
Nel corso dell’incontro, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Stefano Fait, ha ricordato che il Trentino dispone di un modello di protezione e gestione del territorio considerato un’eccellenza a livello nazionale: “Ora la sfida – ha spiegato - è far lavorare in piena sinergia tutte le componenti per costruire un piano davvero integrato. La forza del nostro modello sta nella collaborazione: solo con una pianificazione condivisa e strumenti aggiornati potremo valorizzare le competenze esistenti e utilizzare al meglio le risorse disponibili, intervenendo in modo tempestivo ed efficace quando serve".
Negli ultimi quindici anni sono cambiati strumenti tecnici e normativi, come la Carta della pericolosità incendi, e il territorio ha dovuto affrontare eventi trasformativi come Vaia e l’epidemia di bostrico.
Il direttore dell’Ufficio pianificazione, selvicoltura ed economia forestale, Alessandro Wolynski, ha illustrato il percorso che porterà, entro il 2028, all’approvazione definitiva del nuovo Piano: dalla descrizione del fenomeno incendi e dell’analisi del rischio, fino alla pianificazione territoriale e alle procedure di consultazione pubblica : “L’obiettivo – ha sottolineato Wolynski – è costruire uno strumento condiviso e aggiornato, che tenga conto dei nuovi indici di pericolosità, delle aree più esposte e dei cambiamenti avvenuti nel territorio trentino. Il piano dovrà essere un supporto operativi concreto, non un documento statico”.
Giovanni Giovannini, dirigente del Servizio Foreste, ha ricordato che la maggior parte degli incendi nasce da comportamenti umani, sottolineando l’importanza della manutenzione della rete viaria forestale, che in Trentino si estende per oltre 600 chilometri.
Infine, il direttore della Federazione dei Vigili del fuoco volontari, Davide Armani, ha posto l’accento sul ruolo dei 236 corpi presenti in provincia e sull’importanza di un coordinamento efficace in sala operativa. Mauro Dallabrida, specialista di volo del Nucleo elicotteri, ha ricordato che ogni anno vengono effettuate in media 50 missioni antincendio, per oltre 90 ore di volo, potendo contare su 250 piazzole di atterraggio distribuite sul territorio.












