Lince di un anno investita sull’autostrada: "Ogni individuo conta, ma l'accaduto segnala anche una diffusione di questi esemplari"
Esemplare di lince femmina uccisa in un incidente stradale a Chiusaforte, in Friuli-Venezia Giulia. Una triste notizia, che però d’altra parte simboleggia anche la lenta riconquista del territorio friulano da parte di questi rari, schivi e affascinanti animali: “Mentre siamo molto dispiaciuti per la perdita di questa giovane lince, ci viene ricordato come la popolazione si stia lentamente riprendendo parte del suo antico habitat”

CHIUSAFORTE. Pochi giorni fa una lince femmina di un anno di età è morta in un incidente stradale in Val Raccolana, nel Comune di Chiusaforte. È il primo caso a livello nazionale.
L'impatto è avvenuto per la precisione all’altezza di Raccolana, in A23 e per la giovane lince non c’è stato scampo: la vittima era nata nel 2025 nel Parco del Tricorno in Slovenia e non era mai stata censita nella regione italiana oltre confine.
La sua perdita indubbiamente è una notizia che reca con sé parecchio dispiacere: essendo animali rari, molto schivi e protagonisti di diversi progetti di reintroduzione, ogni individuo conta e ciò vale soprattutto per le giovani femmine, preziosissime per la conservazione, riproduzione ed espansione di questi esemplari.
“Allo stesso tempo però, questo triste evento porta con sé anche un messaggio importante” scrivono sulla loro pagina Facebook gli appartenenti al Progetto Lince Italia. La presenza di questo esemplare nella vallata friulana del Comune di Chiusaforte significa che gli sforzi per il rafforzamento della popolazione, compiuti collaborando assieme a progetti internazionali e nazionali (Life Lynx e Ulyca) stanno dando effettivamente (e fortunatamente) i loro frutti. Le Alpi Giulie e Carniche rappresentano infatti l'area di espansione nord-occidentale di questa popolazione dinamica, quindi la conferma di una loro presenza, è senz'altro un ottimo segnale.
“La presenza di questa giovane femmina in una nuova area dimostra che le linci si stanno disperdendo, esplorando nuovi territori e contribuendo all’espansione della popolazione oltre all’areale attualmente occupato” scrive sempre Progetto Lince.
Sempre a proposito di ciò, mesi fa anche in Alto Adige era stata avvistata una lince (QUI la notizia), confermando nuovamente la presenza e l'espansione di questi animali: come nel caso friulano, questo è un segnale positivo per la biodiversità e la stabilità ecologica delle zone alpine.
Logicamente, il successo per la conservazione della spesa non sempre è un percorso facile e lineare: “Mentre siamo molto dispiaciuti per la perdita di questa giovane lince, ci viene ricordato che la popolazione si sta lentamente riprendendo e sta riconquistando parte del suo antico habitat. Ogni individuo conta. Ogni perdita è importante, e ogni segno di espansione dà speranza per il futuro” concludono sempre gli operatori del Progetto Lince Italia.












