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Trento
07 febbraio | 20:05

"Mascotte olimpica suo malgrado, tra crisi climatica e urbanizzazione l'ermellino rischia di sparire. Milano Cortina si attivi per salvaguardarne la sopravvivenza"

In questi giorni in val di Fiemme è stato ritrovata una donnola morta. Da questo fatto di cronaca prende spunto la riflessione di Flavio Delli Zotti, accompagnatore di media montagna e membro del collegio guide alpine del Trentino, sugli ermellini: "Un tempo nei prati del fondovalle e nelle campagne si poteva osservare questo animaletto abbastanza facilmente, ma ai giorni nostri vederlo saltellare nei prati di casa nostra è quasi impossibile"

VAL DI FIEMME. Una donnola trovata morta nei dintorni del paese di Ziano, in val di Fiemme, non lontano dalle luci dei riflettori delle Olimpiadi Milano Cortina, a poche ore dal via delle gare a cinque cerchi.

 

Un fatto di cronaca particolare e isolato, se vogliamo secondario, ma che porta con sé un messaggio più profondo: di questo almeno è convinto Flavio Delli Zotti, accompagnatore di media montagna e membro del collegio guide alpine del Trentino, che ha voluto testimoniare a il Dolomiti la voce e il punto di vista di un abitante della valle che da questi Giochi si sarebbe aspettato una diversa eredità sul territorio

 

"Parto dall'episodio per parlare dell'ermellino, mustela erminea, nominato suo malgrado mascotte delle Olimpiadi invernali - scrive Delli Zotti -: intorno ai 1.000 metri di altitudine nelle campagne e nei prati del fondovalle, e quindi non solo in montagna, questo animaletto particolarmente protetto, un tempo si poteva osservare abbastanza facilmente, ma ai giorni nostri il vederlo saltellare nei prati di casa nostra è quasi impossibile. Overtourism, consumo sfrenato del territorio, seconde case (e poche e carissime per i residenti), sfruttamento idrico (e le precipitazioni calano drasticamente), strade, piste: insomma, urbanizzazione. E così purtroppo dell’ambiente che ricordo in fondovalle ed in alcune località sciistiche della zona, rimane veramente poco".

 

"Poi naturalmente bisogna aggiungere che la nostra mascotte, un animaletto di una ventina di centimetri e 150-450 grammi il maschio e 50-200 di peso la femmina, una vita media in natura di 3-5 anni, non è certo aiutata dal manto invernale di colore bianco dove c’è meno neve, e la sua altissima visibilità la rende vulnerabile ai predatori (rapaci, gatti domestici, altri carnivori). Un adattamento perfetto per il passato adesso lo potrebbe far scomparire nei prossimi decenni. Poi trappole, pesticidi, e frammentazione del territorio fanno il resto".

 

"Nei giorni scorsi, poco prima dell’apertura dell’evento Olimpico, nelle vicinanze di Predazzo un piccolo animale è stato trovato uno proprio fra le case di abitazione, è stato raccolto e immediatamente avvisato il corpo forestale della Provincia che lo farà analizzare al Muse di Trento per capire le ragioni delle sua morte. Per capire insomma quale delle ragioni descritte è stata la causa e cercare di anticipare delle soluzioni atte a salvaguardare la specie".

 

"Da appassionato di scienza e di territorio, mi è quasi d’obbligo lanciare un appello all’organizzazione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina che ne ha adottato l’immagine - conclude Delli Zotti -. Nelle zone dove si svolgeranno le manifestazioni sportive si potrebbe avviare con esperti una ricerca sulla vita di questo piccolo mustelide per salvaguardarne la specie e sensibilizzare la popolazione residente o i visitatori presenti e futuri di queste zone ad avere particolare attenzione all’ambiente ed ai suoi piccoli ed invisibili abitanti. Un piccolo contributo alla natura e a tutti noi".

 

"Quando si trova un animale morto nel bosco – aggiunge Paolo Scarian, fiemmese appassionato di selvatici che ha personalmente consegnato la donnola alla forestale -, la regola principale è non toccarlo e segnalare subito il ritrovamento alle autorità competenti e in particolare alla forestale. L'animale non può essere raccolto o spostato, portarlo a casa è severamente proibito dalla legge: serve un'autorizzazione della Forestale o di altri organi di polizia. Un'indicazione fondamentale in particolare per quanto riguarda la fauna selvatica. Dopo gli esami di routine il piccolo animale in questione verrà poi consegnato al Muse, come ha spiegato Flavio”.

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