Gli scialpinisti disturbano gli animali selvatici. Il Parco: ''Il dispendio extra di energie può metterli in pericolo. Evitate i margini del bosco e restate sui tracciati''
Con l'arrivo del lungo inverno, per cervi, camosci e altri ungulati, la montagna diventa un ambiente ostile, dove le basse temperature e la scarsità di cibo rendono ogni movimento una sfida quotidiana. Ecco cosa fare per adottare un comportamento rispettoso in montagna senza minare l'equilibrio naturale della fauna selvatica

TRENTO. L'inverno in montagna assume un duplice volto, per l'uomo, ma soprattutto per la fauna, che in questa stagione deve affrontare un ambiente particolarmente difficile e pieno di sfide. Proprio per favorire la buona convivenza tra uomo e natura, il Parco Nazionale dello Stelvio attraverso un post sui social, richiama l'attenzione sui comportamenti corretti da adottare per non disturbare gli ungulati che vivono le montagne e a tutelarne la loro tranquillità.
Per gli appassionati di sci alpinismo, la montagna invernale "è sinonimo di libertà, piacere e sfida, tanto che con il giusto equipaggiamento anche il freddo diventa parte dell'esperienza", ma chiede il giusto rispetto.
Quello che per l'uomo è una scelta, per la fauna selvatica che vive in quota si trasforma in una prova di sopravvivenza. Con l'arrivo del lungo inverno infatti, per cervi, camosci e altri ungulati, la montagna diventa un ambiente ostile, dove le basse temperature e la scarsità di cibo rendono ogni movimento una sfida quotidiana.
"Per affrontare il lungo inverno - spiega il Parco Nazionale dello Stelvio - questi animali hanno sviluppato strategie per risparmiare energia, indispensabile per sopravvivere: rimangono nelle loro aree di rifugio, spesso protette dai predatori e dove riescono a conservare il calore; rallentano le funzioni vitali per mantenere una temperatura corporea stabile nonostante freddo vento e neve; si muovono solo quando è strettamente necessario, perché il cibo è scarso".
Il problema nasce quando la loro tranquillità viene disturbata. Un movimento improvviso, escursionisti fuori dai sentieri tracciati o semplicemente un cane libero, mettono in fuga gli ungulati spaventati.
Per questi animali, correre nella neve significa consumare in pochi istanti una quantità preziosa di energia: "Uno sforzo fino a 60 volte maggiore rispetto a quello richiesto in condizioni normali", evidenzia la pagina del Parco. Un dispendio di energia che mette a dura prova la loro sopravvivenza.
Cosa possiamo fare noi per adottare un comportamento rispettoso in montagna senza minare l'equilibrio naturale della fauna selvatica? I consigli suggeriti dalla pagina del Parco sono semplici ma efficaci: "Evitare i margini del bosco, i pendii e le aree libere dalla neve, così come rispettare le zone soggette a restrizioni; restare sui tracciati segnalati; muoversi in silenzio; tenere sempre i cani al guinzaglio".
Tutti piccoli gesti che possono avere un grande impatto per la sopravvivenza degli ungulati che abitano i nostri boschi, e il Parco dello Stelvio lancia un messaggio: "Rispettare la tranquillità degli animali significa aiutarli a superare l'inverno".












