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Trento
13 gennaio | 18:51

Gli scialpinisti disturbano gli animali selvatici. Il Parco: ''Il dispendio extra di energie può metterli in pericolo. Evitate i margini del bosco e restate sui tracciati''

Con l'arrivo del lungo inverno, per cervi, camosci e altri ungulati, la montagna diventa un ambiente ostile, dove le basse temperature e la scarsità di cibo rendono ogni movimento una sfida quotidiana. Ecco cosa fare per adottare un comportamento rispettoso in montagna senza minare l'equilibrio naturale della fauna selvatica

© Andrea Zampatti (Foto 1) © Davide Casazza (Foto 2)
© Andrea Zampatti (Foto 1) © Davide Casazza (Foto 2)

TRENTO. L'inverno in montagna assume un duplice volto, per l'uomo, ma soprattutto per la fauna, che in questa stagione deve affrontare un ambiente particolarmente difficile e pieno di sfide. Proprio per favorire la buona convivenza tra uomo e natura, il Parco Nazionale dello Stelvio attraverso un post sui social, richiama l'attenzione sui comportamenti corretti da adottare per non disturbare gli ungulati che vivono le montagne e a tutelarne la loro tranquillità.

 

Per gli appassionati di sci alpinismo, la montagna invernale "è sinonimo di libertà, piacere e sfida, tanto che con il giusto equipaggiamento anche il freddo diventa parte dell'esperienza", ma chiede il giusto rispetto. 

 

Quello che per l'uomo è una scelta, per la fauna selvatica che vive in quota si trasforma in una prova di sopravvivenza. Con l'arrivo del lungo inverno infatti, per cervi, camosci e altri ungulati, la montagna diventa un ambiente ostile, dove le basse temperature e la scarsità di cibo rendono ogni movimento una sfida quotidiana. 

"Per affrontare il lungo inverno - spiega il Parco Nazionale dello Stelvio - questi animali hanno sviluppato strategie per risparmiare energia, indispensabile per sopravvivere: rimangono nelle loro aree di rifugio, spesso protette dai predatori e dove riescono a conservare il calore; rallentano le funzioni vitali per mantenere una temperatura corporea stabile nonostante freddo vento e neve; si muovono solo quando è strettamente necessario, perché il cibo è scarso". 

 

Il problema nasce quando la loro tranquillità viene disturbata. Un movimento improvviso, escursionisti fuori dai sentieri tracciati o semplicemente un cane libero, mettono in fuga gli ungulati spaventati.

 

Per questi animali, correre nella neve significa consumare in pochi istanti una quantità preziosa di energia: "Uno sforzo fino a 60 volte maggiore rispetto a quello richiesto in condizioni normali", evidenzia la pagina del Parco. Un dispendio di energia che mette a dura prova la loro sopravvivenza.

 

Cosa possiamo fare noi per adottare un comportamento rispettoso in montagna senza minare l'equilibrio naturale della fauna selvatica? I consigli suggeriti dalla pagina del Parco sono semplici ma efficaci: "Evitare i margini del bosco, i pendii e le aree libere dalla neve, così come rispettare le zone soggette a restrizioni; restare sui tracciati segnalati; muoversi in silenzio; tenere sempre i cani al guinzaglio".

 

Tutti piccoli gesti che possono avere un grande impatto per la sopravvivenza degli ungulati che abitano i nostri boschi, e il Parco dello Stelvio lancia un messaggio: "Rispettare la tranquillità degli animali significa aiutarli a superare l'inverno".

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