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| 12 giugno | 18:44

Ibis eremiti, buone notizie: nelle colonie nidificano più coppie che mai, 31 giovani esemplari allevati da due ''genitori'' umani

"Ogni nuova riproduzione ci avvicina all’obiettivo di creare una popolazione autosufficiente di questa specie un tempo estinta in Europa" afferma Johannes Fritz, Direttore dell'associazione Waldrappteam Conservation & Research. La stagione riproduttiva 2026 si sta sviluppando in modo molto positivo per il progetto europeo di reintroduzione dell'Ibis eremita e alcuni dati scientifici indicano inoltre come questa specie possa apportare benefici anche al settore dell'agricoltura 

di Margherita Tomadini

BINNINGEN. Da oltre vent’anni il progetto europeo Life dedicato alla reintroduzione dell’Ibis eremita lavora per ricostruire una popolazione migratoria autosufficiente, con colonie riproduttive sia a nord che a sud delle Alpi. L’iniziativa è coordinata dall’associazione Waldrappteam Conservation and Research. 

 

Attualmente si contano 29 coppie riproduttive nelle colonie in Austria e Germania, un nuovo record per il progetto. Altre 21 coppie stanno invece nidificando tra Italia e Svizzera. 

 

Allo stesso tempo, 31 giovani esemplari allevati a mano vengono preparati alla loro prima migrazione presso il campo di addestramento di Binningen, nel Baden-Württemberg in Germania:l’allevamento assistito rappresenta ancora una componente fondamentale del progetto, poiché consente di trasmettere nuove rotte migratorie e di consolidare nel tempo i numeri degli esemplari. 

 

“Il successo della stagione riproduttiva e il progresso delle colonie dimostrano che la reintroduzione dell’Ibis eremita sta procedendo molto bene. Ogni nuova riproduzione ci avvicina all’obiettivo di creare una popolazione autosufficiente di questa specie un tempo estinta in Europa”, afferma Johannes Fritz, direttore dell’associazione Waldrappteam Conservation & Research. 

 

Con la crescita della popolazione aumentano però anche le discussioni sul possibile impatto negativo di questi uccelli sui terreni agricoli. Alcune preoccupazioni riguardano il possibile effetto sui lombrichi, ma i dati scientifici non sembrano confermare queste ipotesi, anzi, piuttosto le smentiscono: l’elevata abbondanza di lombrichi nei prati fa sì che anche gruppi numerosi di Ibis ne consumino solo una piccola parte, senza avere effetti significativi (e negativi) sulle popolazioni. 

 

Gli Ibis offrono anche benefici ecologici. Durante le infestazioni locali di parassiti agricoli, come le larve di tipula, gli Ibis eremita concentrano la loro attività di alimentazione proprio su queste prede. Poiché le larve si trovano vicino alla superficie del suolo, risultano facilmente accessibili agli uccelli. Di conseguenza, questi uccelli possono contribuire alla regolazione naturale delle popolazioni di parassiti.

 

“Nel nostro lavoro quotidiano osserviamo quanto la conservazione delle specie sia strettamente legata a un paesaggio rurale diversificato. Gli Ibis eremita dipendono da prati ben gestiti e, allo stesso tempo, possono contribuire al controllo naturale dei parassiti. Sia gli uccelli che l'agricoltura traggono beneficio da questa relazione”, afferma Corinna Esterer, responsabile della gestione degli Ibis eremita per il Waldrappteam. 

 

Il progetto Life rappresenta quindi un successo nella conservazione di una specie protetta e, contemporaneamente, dimostra come tutela della biodiversità e agricoltura possano sostenersi a vicenda. 

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